Mike Sekowsky

Michael Sekowsky, detto Mike (Lancaster, 12 novembre 1923 – Los Angeles, 30 marzo 1989[1]), è stato un fumettista statunitense, noto come disegnatore della Legione dei Super-Eroi negli anni '60 e come autore di Wonder Woman tra gli anni '60 e '70.

Biografia

Primi anni

Nato a Lancaster, Pennsylvania,[2] Sekowsky ha iniziato a lavorare nell'industria fumettistica nel 1941[3] stabilendosi a New York e venendo assunto come artista per la Timely Comics, antesignana della Marvel, per cui ha lavorato sia su rubriche umoristiche come Ziggy Pig and Silly Seal, sia come disegnatore di supereroi celebri come Capitan America e Sub-Mariner in vari numeri di All Winners Comics, Daring Comics, Marvel Mystery Comics, USA Comics e Young Allies Comics,[4] guadagnandosi la reputazione di essere il disegnatore più rapido dell'ambiente fumettistico di quell'epoca[5] tanto che il collega Gene Colan lo ha descritto dicendo: «le sue matite erano qualcosa di incredibile. Molto libere, ma così ben fatte. All'epoca, non c'era nessuno come lui».[6]

Sekowsky ha sposato la sua prima moglie, Joanne Latta, nei primi anni '40,[7] pur mantenendo una relazione complicata con la collega Violet Barclay, da lui stesso raccomandata alla Timely dopo averla incontrata al Cafe Rouge, circostanza in merito alla quale Barclay ha dichiarato: «avevo 17 anni e... guadagnavo 18 dollari a settimana come cameriera. Mike mi disse: 'Ti troverò un lavoro da 35 dollari a settimana come inchiostratrice [dello staff] e potrai [in aggiunta] lavorare come freelance nel fine settimana. Ti lascerò inchiostrare i miei lavori'. Andò dall'editore Stan Lee e mi procurò il lavoro. Non sapevo nulla di inchiostrazione. Ho imparato da[L'artista dello staff] Dave Gantz, semplicemente guardandolo».[8] Sekowsky ha inoltre pagato per il certificato di annullamento del primo matrimonio della donna[9] e, in seguito, continuato a farle regali costosi nonostante fosse sposato,[10] cosa che l'ha portata a lasciare la Timely nel 1949 descrivendo l'ambiente di lavoro come: «Mike era una bravissima persona. Tutti alla Timely volevano bene a Mike. Nessuno voleva bene a me perché pensavano che lo stessi prendendo in giro. Il che era vero. C'era la seconda guerra mondiale e non c'erano uomini in giro, quindi passavo il tempo con lui. Tutti, soprattutto Dave Gantz, se ne accorsero. [Mike] una volta cercò di farmi licenziare per la mia relazione con [l'artista della Timely] George Klein. Mike andò da Stan Lee e disse: "Stan, voglio che venga licenziata, e se non viene licenziata, mi licenzio io". Beh, non si poteva mai dire a Stan Lee cosa fare. Stan disse: "Beh, Mike, è stato un piacere conoscerti"».[10] Sekowsky ha tuttavia in seguito deciso di rimanere iniziando una relazione antagonistica con Klein.[11]

Carriera

Sekowsky ha continuato a lavorare per Timely per tutti gli anni '40 e '50, quando è diventata Atlas Comics, illustrando le storie di personaggi western come Apache Kid, Black Rider e Kid Colt. In seguito ha lavorato da freelance per diverse altre case editrici, disegnando gli adattamenti a fumetti delle serie TV Gunsmoke e Buffalo Bill, Jr. per Dell Comics, fumetti romantici per Crestwood Publications, Fawcett Comics, Nedor, Quality Comics e St. John Publications, fumetti horror per Nedor e Ace Magazines, l'adattamento di Ramar of the Jungle per Charlton Comics, G.I. Joe per Ziff Davis e molti altri, sebbene la sua collaborazione più continuativa sia rimasta quella con Dell Comics fino all'inizio degli anni '60.[3]

Nel 1952 Sekowsky ha iniziato a lavorare su numerosi fumetti romantici e di fantascienza per la DC Comics sotto la direzione di Julius Schwartz, illustrando la prima apparizione di Adam Strange sul numero 17 di Showcase (novembre 1958).[12] Assieme a Gardner Fox, Sekowsky ha poi co-creato la Justice League of America sul numero 28 di The Brave and the Bold (marzo 1960),[13] gruppo che, dopo solamente due altre apparizioni, ha ottenuto una propria testata omonima[14] che Sekowsky ha disegnato per un totale di 63 albi, contribuendo all'introduzione di vari altri componenti del gruppo e alla creazione di antagonisti come Amazo[15] e il Dottor Light.[16] I numeri 21 e 22 di Justice League of America (settembre 1963) sono in particolare ricordati per aver rappresentato il primo incontro tra la Justice League e la Justice Society, oltre che per aver usato per la prima volta il termine "Crisi" nel titolo di un crossover DC Comics.[17] Nel numero 29 della serie (agosto 1964) Fox e Sekowsky introducono invece il Sindacato del crimine e Terra-3.[18]

Sekowsky sposa la sua seconda moglie, Josephine, detta "Pat", nell'ottobre 1967.[19] Assieme a Bob Haney, ha co-creato il personaggio di B'wana Beast sul numero 66 di Showcase (febbraio 1967),[20] mentre nel 1968 è diventato il principale disegnatore della serie dei Metal Men, di cui ha preso in mano anche la sceneggiatura a partire dall'anno seguente, sebbene la serie venga cancellata dopo sei albi.[3]

Contemporaneamente inizia a lavorare sul personaggio di Wonder Woman a partire dal numero 178 ddella testata omonima (ottobre 1968)[21] prima come disegnatore e poi come sceneggiatore ed editore fino al numero 196 (ottobre 1971), introducendo vari elementi di spionaggio e mitologici nelle storie, oltre a contribuire a un team-up tra Wonder Woman e Batman su The Brave and the Bold.[3] Lo storico del fumetto Mark Voger ha elogiato l'opera svolta da Sekowsky in quel periodo osservando che «più di qualsiasi altro artista che allora lavorava per la DC Comics, Sekowsky... ha catturato l'aspetto e la sensibilità della fine degli anni '60».[22]

Sekowsky ha scritto e disegnato la maggior parte delle storie della collana di prova Showcase durante gli ultimi tre anni della sua pubblicazione, tra cui i numeri 68-69 (giugno-agosto 1967), 71 (dicembre 1967)[23] e 88-90 (febbraio-maggio 1970),[3] dopodiché è diventato lo sceneggiatore/disegnatore delle storie di Supergirl in Adventure Comics a partire dal numero 397 (settembre 1970), seppur ignorando frequentemente la continuity e scrivendo storie in aperta contradizione col canone DC.[24]

Ultimi anni

Dopo aver lasciato la DC Sekowsky è brevemente tornato alla Marvel dove, tra il 1971 e il 1975, ha sporadicamente illustrato alcune storie degli Inumani su Amazing Adventures e Giant-Size Super-Villain Team-Up.[3] Nel 1984 Sekowsky e Greg Weisman sviluppano il concetto di una miniserie su Black Canary, tuttavia, dopo il completamento dei disegni del primo albo, la serie è stata cancellata per permettere a Mike Grell di usare il personaggio senza limitazioni su 'Green Arrow: The Longbow Hunters, alcuni elementi della suddetta miniserie sono tuttavia stati ripresi nel cortometraggio DC Showcase: Green Arrow.[25] L'anno successivo Sekowsky disegna il numero 240 di Justice League of America (luglio 1985) incentrato su una sequenza flashback con protagonista la Justice League dell'epoca dell'artista.

Nel suo ultimo decennio di vita Sekowsky si è stabilito a Los Angeles e ha lavorato principalmente su serie animate Hanna-Barbera come Scooby-Doo mentre, dopo un ricovero ospedaliero dovuto a problemi di salute derivanti dal diabete, ha iniziato a lavorare come freelance per l'editore Daerrick Gross, col compito di sviluppare una linea di skateboard e dei fumetti sui ninja, morendo però prima di poter completare l'incarico,[26] il 30 marzo 1989.[1]

Premi e riconoscimenti

Nel 1963 Sekowsky è stato insignito dell'Alley Award alla miglior storia per il suo lavoro su Justice League of America numero 21 e 22, assieme a Gardner Fox,[27] mentre nel 1981 ha ottenuto l'Inkpot Award.[28]

Note

  1. 1 2 (EN) Social Security Death Index, Michael Sekowsky, su Genealogybank.com. URL consultato il 2 agosto 2026.
  2. ↑ (EN) Michael Sekowsky, su Ancestry.com, United States Social Security Applications and Claims Index, 1936-2007.
  3. 1 2 3 4 5 6 (EN) Mike Sekowsky, su Grand Comics Database. URL consultato il 2 agosto 2026.
  4. ↑ (EN) Mike Sekowsky, su Lambiek Comiclopedia, 2014 (archiviato il 17 maggio 2013).
  5. ↑ (EN) Stan Lee, Secrets Behind the Comics, Famous Enterprises, 1947, p. 58, ISBN 9780785100720.
  6. ↑ (EN) Tom Field, Secrets in the Shadows: The Art & Life of Gene Colan, Raleigh, TwoMorrows Publishing, 2005, p. 32, ISBN 978-1893905450.
  7. ↑ (EN) Viva Valerie, in Alter Ego, vol. 3, n. 33, Valerie Barclay interview, febbraio 2004, pp. 2-16.
  8. ↑ (EN) Viva Valerie, in Alter Ego, vol. 3, n. 33, Valerie Barclay interview, febbraio 2004, pp. 4-5.
  9. ↑ (EN) Viva Valerie, in Alter Ego, vol. 3, n. 33, Valerie Barclay interview, febbraio 2004, p. 11.
  10. 1 2 (EN) Viva Valerie, in Alter Ego, vol. 3, n. 33, Valerie Barclay interview, febbraio 2004, p. 3.
  11. ↑ (EN) Viva Valerie, in Alter Ego, vol. 3, n. 33, Valerie Barclay interview, febbraio 2004, p. 4.
  12. ↑ (EN) Alex Irvine, 1950s, in DC Comics Year By Year A Visual Chronicle, Dorling Kindersley, 2010, p. 91, ISBN 978-0-7566-6742-9.
    «Adam Strange debuted in a three-issue trial starting with Showcase #17, which was written by Gardner Fox and featured art by Mike Sekowsky.»
  13. ↑ (EN) Michael McAvennie, 1960s, in DC Comics Year By Year A Visual Chronicle, Dorling Kindersley, 2010, p. 99, ISBN 978-0-7566-6742-9.
    «Editor Julius Schwartz had repopulated the [superhero] subculture by revitalizing Golden Age icons like Green Lantern and the Flash ... He recruited writer Gardner Fox and artist Mike Sekowsky, and together they came up with the Justice League of America, a modern version of the legendary Justice Society of America from the 1940s.»
  14. ↑ (EN) Michael McAvennie, 1960s, in DC Comics Year By Year A Visual Chronicle, Dorling Kindersley, 2010, p. 101, ISBN 978-0-7566-6742-9.
  15. ↑ (EN) Michael McAvennie, 1960s, in DC Comics Year By Year A Visual Chronicle, Dorling Kindersley, 2010, p. 100, ISBN 978-0-7566-6742-9.
  16. ↑ (EN) Michael McAvennie, 1960s, in DC Comics Year By Year A Visual Chronicle, Dorling Kindersley, 2010, p. 105, ISBN 978-0-7566-6742-9.
    «In a tale written by Gardner Fox, with art by Mike Sekowsky, Dr. Light's first [story] was almost the JLA's last.»
  17. ↑ (EN) Michael McAvennie, 1960s, in DC Comics Year By Year A Visual Chronicle, Dorling Kindersley, 2010, p. 109, ISBN 978-0-7566-6742-9.
    «The two-part 'Crisis on Earth-One!' and 'Crisis on Earth-Two!' saga represented the first use of the term 'Crisis' in crossovers, as well as the designations 'Earth-1' and 'Earth-2'. In it editor Julius Schwartz, [writer Gardner] Fox, and artist Mike Sekowsky devised a menace worthy of the World's Greatest Heroes.»
  18. ↑ (EN) Michael McAvennie, 1960s, in DC Comics Year By Year A Visual Chronicle, Dorling Kindersley, 2010, p. 112, ISBN 978-0-7566-6742-9.
    «Writer Gardner Fox and artist Mike Sekowsky crafted a tale in which the Crime Syndicate ... ambushed the JLA on Earth-1.»
  19. ↑ (EN) Viva Valerie, in Alter Ego, vol. 3, n. 33, Pat Sekowsky interview, febbraio 2004, p. 9.
  20. ↑ (EN) Michael McAvennie, 1960s, in DC Comics Year By Year A Visual Chronicle, Dorling Kindersley, 2010, p. 123, ISBN 978-0-7566-6742-9.
    «Africa found itself a helmeted, loinclothed champion of mammals when scribe Bob Haney and artist Mike Sekowsky presented B'wana Beast.»
  21. ↑ (EN) Michael McAvennie, 1960s, in DC Comics Year By Year A Visual Chronicle, Dorling Kindersley, 2010, p. 131, ISBN 978-0-7566-6742-9.
    «Carmine Infantino wanted to rejuvenate what had been perceived as a tired Wonder Woman, so he assigned writer Denny O'Neil and artist Mike Sekowsky to convert the Amazon Princess into a secret agent. Wonder Woman was made over into an Emma Peel type and what followed was arguably the most controversial period in the hero's history.»
  22. ↑ (EN) Mark Voger, Art, in Groovy: When Flower Power Bloomed in Pop Culture, Raleigh, TwoMorrows Publishing, 2017, p. 105, ISBN 978-1605490809.
  23. ↑ (EN) Mark Voger, Art, in Groovy: When Flower Power Bloomed in Pop Culture, Raleigh, TwoMorrows Publishing, 2017, p. 107, ISBN 978-1605490809.
  24. ↑ (EN) Jack Abramowitz, Adventure Comics #400 ... Really?, in Back Issue!, n. 69, Raleigh, TwoMorrows Publishing, dicembre 2013, pp. 22–24.
  25. ↑ (EN) John Wells, Failure to Launch: The Black Canary Miniseries That Never Took Flight, in Back Issue!, n. 46, Raleigh, TwoMorrows Publishing, febbraio 2011, pp. 45–52.
  26. ↑ (EN) Viva Valerie, in Alter Ego, vol. 3, n. 33, Pat Sekowsky interview, febbraio 2004, p. 5-7.
  27. ↑ (EN) 1963 Alley Awards, su Hahn Library Comic Book Awards Almanac (archiviato il 24 ottobre 2013).
  28. ↑ (EN) Inkpot Award Winners, su Hahn Library Comic Book Awards Almanac (archiviato il 9 luglio 2012).

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