Mimì Maggio
Domenico Maggio, detto Mimì (Napoli, 2 febbraio 1879 – Roma, 6 giugno 1943), è stato un attore e cantante italiano.
Biografia
Figlio di Vincenzo, pizzaiolo che aveva la bottega al Borgo Maddalena, fu il capostipite di una famiglia di teatranti[1]; artista passionale, ricco di fascino e di buone qualità canore, è stato l'interprete preferito dei più importanti autori e dei migliori impresari del café chantant d'inizio '900[2]. Debuttò all'età di 20 anni, al Teatro Rossini di Napoli, duettando con Elvira Catania[3].
Dopo alcune esibizioni al Teatro Rossini, la sua attività lavorativa diventò più intensa, e di conseguenza anche la sua fama.
Nel 1910 formò il trio Maggio-Coruzzolo-Ciaramella, con Silvia Coruzzolo e Roberto Ciaramella, rappresentando le prime sceneggiate napoletane[4], venendo così ritenuto il "padre della sceneggiata napoletana"[5].
Nel 1916 mise su una Formazione dove militò un giovanissimo Totò[2] e con cui rappresentò Pupatella, di Libero Bovio e Francesco Buongiovanni[4].
Nei primi anni del secolo incise anche alcuni 78 giri[6]; inoltre partecipò nel 1921 alla "1° Piedigrotta Partenope", la prima gara canora piedigrottesca legata alla casa di edizioni musicali Partenope con la canzone A vedova (scritta da Nicola Cinque e Francesco Esposito)[7]. Tra le altre canzoni da lui lanciate è da ricordare Canta maggio, che è stata una delle prime scritte da Cesare Andrea Bixio[8].
Vita privata
Si sposò con Antonietta Gravante nel 1900[4], una cabarettista di successo, proveniente da una ricca famiglia, figlia d'arte[9] (discendeva da svariate generazioni, sette secondo la tradizione familiare, di artisti circensi[10]). La coppia ebbe 16 figli, di cui 7 seguirono le orme paterne: Icario, Rosalia, Pupella, Dante, Beniamino, Enzo e Margherita. Mimì Maggio morì a Roma, il 6 Giugno 1943, all'età di 64 anni.
Note
- ↑
- Antonio Virgilio Savona e Michele L. Straniero, Mimì Maggio, in Gino Castaldo (a cura di), Il dizionario della canzone italiana, vol. 2, Roma, Curcio, 1990, p. 959, ISBN 88-9750-877-4.
- 1 2 I fratelli Maggio, l'arte di famiglia nell'immortalità del teatro, su napoliateatro.it. URL consultato il 20 settembre 2025.
- ↑ Antonio Virgilio Savona e Michele L. Straniero, Mimì Maggio, in Gino Castaldo (a cura di), Il dizionario della canzone italiana, vol. 2, Roma, Curcio, 1990, p. 959, ISBN 88-9750-877-4.
- 1 2 3 Antonio Virgilio Savona e Michele L. Straniero, Mimì Maggio, in Gino Castaldo (a cura di), Il dizionario della canzone italiana, vol. 2, Roma, Curcio, 1990, p. 960, ISBN 88-9750-877-4.
- ↑ La belle époque del café chantant a Napoli, su cosedinapoli.com. URL consultato il 20 settembre 2025.
- ↑ Il patrimonio discografico della canzone napoletana (PDF), su univeur.org. URL consultato il 20 settembre 2025.
- ↑ 1921: 1° Piedigrotta Partenope, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 20 settembre 2025.
- ↑ Cesare Andrea Bixio, su ildiscobolo.net. URL consultato il 20 settembre 2025.
- ↑ Breve profilo biografico, su lastoriadinapoli.it. URL consultato il 20 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2010).
- ↑ Maggio, Giustina Maria (Pupella), su treccani.it. URL consultato il 21 settembre 2025.
Bibliografia
- Antonio Virgilio Savona e Michele L. Straniero, Mimì Maggio, in Gino Castaldo (a cura di), Il dizionario della canzone italiana, vol. 2, Roma, Curcio, 1990, p. 959-960, ISBN 88-9750-877-4.
Collegamenti esterni
- Breve profilo biografico, su lastoriadinapoli.it. URL consultato il 20 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2010).