Miss Violence

Miss Violence
Lingua originalegreco
Paese di produzioneGrecia
Anno2013
Durata98 min
Dati tecnicirapporto: 2,35:1
Generedrammatico, thriller
RegiaAlexandros Avranas
SoggettoAlexandros Avranas
SceneggiaturaAlexandros Avranas, Kostas Peroulis
ProduttoreAlexandros Avranas, Vasilis Chrysanthopoulos
Produttore esecutivoChristos V. Konstantakopoulos
Casa di produzione2/35, Athens 98.4, Metrodome Video UK
Distribuzione in italiano30 Holding, DNA, EyeMoon Pictures
FotografiaOlympia Mytilinaiou
MontaggioNikos Helidonidis
Effetti specialiProkopis Vlaseros
MusicheNikos Moutselos
ScenografiaEva Manidaki
CostumiDespina Chimona
TruccoMary Stavrakaki
Art directorThanassis Demiris
Character designNikos Karras
Interpreti e personaggi
  • Themīs Panou: padre/nonno
  • Rena Pittaki: madre/nonna
  • Eleni Roussinou: Eleni
  • Sissy Toumasi: Myrto
  • Kalliopi Zontanou: Alkmini
  • Constantinos Athanasiades: Filippos
  • Chloe Bolota: Angeliki
  • Maria Skoula: assistente sociale n.1
  • Rafika Chawishe: assistente sociale n.2
Doppiatori italiani

Miss Violence è un film del 2013 diretto, co-scritto e co-prodotto da Alexandros Avranas. La pellicola è stata presentata in concorso alla 70ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove ha vinto il Leone d'Argento per la regia e la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile a Themīs Panou.

Miss Violence è ispirato a una storia vera, ancora più cruda di quella narrata nel film, avvenuta in Germania tra il 1987 e il 2010.[1]

Trama

Durante i festeggiamenti nel giorno del suo undicesimo compleanno, Angeliki si suicida gettandosi dal balcone di casa. L'episodio non sembra apportare troppo sconvolgimento in famiglia, composta dai nonni - noti solo come Padre e Madre - da sua madre Eleni, da Myrto, sorella quattordicenne di Eleni, e dagli altri due figli di Eleni, Filippos e Alkmini. La polizia apre un’indagine ipotizzando che Angeliki possa esser stata trascurata o aver subito maltrattamenti domestici, ma la famiglia sostiene che si sia trattato di un tragico incidente.

Dietro un’apparente normalità, i bambini mostrano disagio e timore nei confronti del Padre, intento a mantenere l’ordine familiare dopo la tragedia. In pubblico si presenta come un uomo cordiale e rispettabile, ma in casa rivela la sua vera natura autoritaria, misogina e dispotica: impone il silenzio e l’obbedienza assoluta, vietando qualsiasi manifestazione o espressione di dolore. La Madre, incapace di opporsi per paura, è completamente sottomessa al marito. Eleni scopre di essere nuovamente incinta, e nel contempo gli assistenti sociali indagano a fondo sulla situazione familiare.

Emergono infine gli orrori nascosti: il Padre costringe Eleni e Myrto a prostituirsi, partecipando egli stesso agli abusi; Eleni ha avuto i tre figli in seguito a queste violenze, e si lascia intendere che anche Myrto sia figlia di uno stupro incestuoso. Myrto è dedita all'autolesionismo, ed è stata lei a raccontare ad Angeliki le vessazioni protratte dal Padre fin da quando lei ed Eleni erano appena undicenni, e Angeliki, pur di non subire lo stesso destino, ha scelto di togliersi la vita.

Di fronte all'ennesimo episodio di violenza perpetrato dal capofamiglia, che ha condotto un incontro sessuale tra la nipotina Alkmini e il suo amico pedofilo Dimitri, la Madre prende una decisione estrema e pugnala a morte il marito nel sonno. Il mattino seguente, Eleni rinviene il cadavere del Padre e, per la prima volta, prova un senso di liberazione. Tuttavia, in cucina vede Myrto, Filippos e Alkmini in piedi di fronte alla Madre, che ha ora assunto il controllo della famiglia; la donna ordina a Eleni di chiudere a chiave la porta d'ingresso, e lei obbedisce.

Critica

Il film è stato generalmente ben accolto dalla critica ed è stato scelto per il premio Fedeora come miglior film, mentre il regista Avranas ha vinto il Leone d'Argento per la miglior regia.[2] Rotten Tomatoes ha attribuito al film un punteggio di 80 su 100 sulla base di 25 recensioni professionali.[3]

Riconoscimenti

Note

  1. ↑ Martina Vita, Miss Violence: la storia vera dietro al film di Alexandros Avranas, su cinematographe.it, 14 giugno 2021. URL consultato il 3 giugno 2025.
  2. ↑ (EN) Eric J. Lyman, Silver Lion for Best Director, Venice 2013, su hollywoodreporter.com, 7 settembre 2013. URL consultato il 24 gennaio 2015.
  3. ↑ (EN) Miss Violence, su rottentomatoes.com, Rotten Tomatoes. URL consultato il 3 giugno 2025.
  4. ↑ I vincitori della Mostra del Cinema di Venezia 2013: c'è tanta Italia, su veneziatoday.it, 7 settembre 2013. URL consultato il 3 giugno 2025.

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