Missione Alba

Operazione Alba
parte dell'Anarchia albanese del 1997
Data13 aprile - 12 agosto 1997[1]
LuogoAlbania meridionale (Berat, Tirana, Valona e Fier)
CausaInizio della rivolta albanese
EsitoRipristino dell'ordine e rimpatrio dei cittadini albanesi
Schieramenti
Italia (bandiera) Italia
Nazioni partecipanti:
Francia (bandiera) Francia
Spagna (bandiera) Spagna
Turchia (bandiera) Turchia
Grecia (bandiera) Grecia
Romania (bandiera) Romania
Austria (bandiera) Austria
Danimarca (bandiera) Danimarca
Unità sanitarie:[2]
Slovenia (bandiera) Slovenia
Belgio (bandiera) Belgio
Velivoli di trasporto:
Portogallo (bandiera) Portogallo
Albania (bandiera) Bande armate albanesi
Comandanti
Italia (bandiera) Amm. Guido Venturoni
(comando della missione complessiva)
Gen. Luciano Forlani
(comando della forza di protezione)
Grecia (bandiera) Ten. Col. Dimitrios Tzimanis
(comando del contigente greco)
Albania (bandiera) Fatos Nano[3]
Altri capi ribelli
Effettivi
ca. 3 500 uomini, di cui 2 500 italiani[2]numero sconosciuto
Perdite
1 morto, 3 feriti[3]Numerose
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La Missione Alba fu un intervento armato multinazionale di peacekeeping svoltosi nel 1997 in Albania, promosso dall'Italia ed autorizzato tanto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite quanto dall'OSCE.[1]

Storia

Contesto storico e politico

Memoriale del naufragio della Katër i Radës porto di Otranto

La missione della Forza Multinazionale di Protezione in Albania fu avviata su iniziativa dell'Italia dopo la grave crisi sociale che in Albania aveva fatto seguito al collasso delle finanziarie piramidali. Un primo intervento militare era stato condotto in ordine sparso da diversi Paesi europei, con lo scopo di evacuare dal territorio albanese in subbuglio i connazionali che vi risiedevano a vario titolo. Alba, tuttavia, fu qualcosa di più. L'Italia vi si risolse soprattutto per frenare il flusso migratorio che dalle coste albanesi si dirigeva verso quelle della Puglia e minacciava di raggiungere dimensioni allarmanti. Concorse a precipitarne l'avvio anche il grave incidente occorso in mare aperto alla motonave Kader-i Radesh, che affondò il giorno di venerdì santo del 1997 nel canale d'Otranto in seguito all'impatto con la corvetta Sibilla. Nel naufragio morirono oltre ottanta profughi. Prevedendosi la possibilità di dover far ricorso alla forza per ristabilire l'ordine in Albania, la diplomazia italiana ebbe cura di acquisire un mandato delle Nazioni Unite, il sostegno dell'OSCE, e la partecipazione di un certo numero di alleati. Fra questi, un ruolo di spicco lo avrebbero avuto i francesi. La missione Alba si giovò di uno steering committee politico, con base a Roma, ed una direzione politico-militare, di cui si fece carico la Difesa italiana.[4]

Operazione

L'Albania sarebbe stata stabilizzata ed avrebbe cessato di essere la sorgente di un flusso di migranti clandestini verso l'Italia, anche in virtù dello stabilimento di presidi della Guardia Costiera e della GdF sulle coste Tirana, venendo però rapidamente sostituita in questa posizione dagli Stati Uniti.

Vi furono comunque incidenti ed infortuni, uno dei quali coinvolse l'incrociatore portaelicotteri Vittorio Veneto, incagliatosi sotto costa al largo dell'isola di Saseno, dove rimase per un giorno ed una notte in balia delle onde e recuperato grazie all'intervento di rimorchiatori giunti dall'Italia.

A causa di dissensi con il Partito della Rifondazione Comunista, il Governo Prodi fu costretto ad approvare l'intervento militare con il sostegno dei principali partiti d'opposizione: Forza Italia e Alleanza Nazionale.

Forza multinazionale

La Forza Multinazionale di Protezione, promossa e guidata dall'Italia, era composta da Spagna, Francia, Turchia, Grecia, Romania, Austria e Danimarca. Si aggiunsero poi le unità sanitarie della Slovenia e del Belgio, ma anche velivoli di trasporto del Portogallo.[2]

Unità italiane

Parteciparono reparti delle seguenti unità delle forze armate italiane:

  • Brigata meccanizzata "Friuli"
  • 18º Reggimento bersaglieri della Brigata "Garibaldi"
  • 187º Reggimento paracadutisti "Folgore"
  • 151º Reggimento fanteria della Brigata "Sassari",
  • Reggimento d'assalto "Col Moschin"
  • AVES
  • 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania"
  • Battaglione di fanteria di Marina "San Marco"

Note

  1. 1 2 Operazioni Internazionali, Albania - "Alba", su esercito.difesa.it. URL consultato l'8 novembre 2025.
  2. 1 2 3 1997: La Missione Alba nel quadro della FMP, su carabinieri.it. URL consultato l'8 novembre 2025.
  3. 1 2 Muore un alpino a Valona, su ilmanifesto.it. URL consultato l'8 novembre 2025.
  4. ↑ Alì, Maurizio, L’attività di peacekeeping della Forza Multinazionale di Protezione in Albania, Roma, Facoltà di Scienze Politiche - Università Roma Tre, 2003. URL consultato il 1º ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2019).

Voci correlate

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