Modern Nature (libro)
| Modern Nature | |
|---|---|
| Titolo originale | Modern Nature: The Journals of Derek Jarman |
| Altro titolo | Modern nature. Diario 1989-1990 |
| Autore | Derek Jarman |
| 1ª ed. originale | 1991 |
| 1ª ed. italiana | 1992 |
| Genere | diario autobiografico |
| Lingua originale | inglese |
Modern Nature (titolo completo Modern Nature: The Journals of Derek Jarman) è un diario autobiografico dello scrittore, regista e artista britannico Derek Jarman, pubblicato per la prima volta a Londra da Century nel 1991. Raccoglie le annotazioni scritte nel 1989 e nel 1990, incentrate sulla creazione del giardino di Prospect Cottage a Dungeness, sulla sieropositività dell'autore, sulla sua attività cinematografica e sui ricordi della propria vita.[1][2]
Il libro fu pubblicato in italiano nel 1992 da Ubulibri con il titolo Modern nature. Diario 1989-1990, nella traduzione di Manlio Benigni e Giulio Lupieri.[3] Nel 2018 ne è uscita una nuova edizione nella collana Vintage Classics, con un'introduzione della scrittrice e critica Olivia Laing.[2]
Contenuto
Il centro del diario è il giardino realizzato da Jarman intorno a Prospect Cottage, una casa di pescatori situata sul litorale sassoso di Dungeness, nel Kent. Dopo aver scoperto nel 1986 di essere sieropositivo, Jarman trovò nella coltivazione del terreno esposto al vento e alla salsedine una forma di attività creativa e di consolazione.[2]
Il giardino nacque in un paesaggio particolarmente inospitale: sotto lo spesso strato di ciottoli il terreno coltivabile era scarso, mentre il vento proveniente dal mare bruciava le piante meno resistenti. Jarman impiegò specie adatte all'ambiente costiero e incorporò nella composizione pietre, legni portati dal mare, vecchi attrezzi e frammenti metallici, con la centrale nucleare di Dungeness visibile sullo sfondo.[4]
Il titolo nacque da una conversazione con la scultrice Maggie Hambling, che interpretò l'interesse di Jarman per il giardino non come la scoperta della natura in senso tradizionale, ma come la scoperta di una «natura moderna».[5]
Le annotazioni sul lavoro nel giardino si alternano a ricordi dell'infanzia, della scoperta della propria omosessualità e della carriera artistica e cinematografica. Jarman riflette inoltre sulla realizzazione del film The Garden, sulle difficoltà incontrate nel proprio lavoro e sulla morte di amici e conoscenti durante l'epidemia di AIDS. La vicenda individuale è così intrecciata alla storia recente della comunità omosessuale, all'attivismo queer, alla tradizione inglese del giardinaggio e alle trasformazioni del paesaggio britannico.[6]
Temi e interpretazioni
Il giardino costituisce nel libro tanto uno spazio reale quanto un principio di organizzazione della memoria. La crescita e la morte delle piante, il succedersi delle stagioni e la continua trasformazione del terreno vengono accostati al tempo limitato del corpo umano e all'esperienza della malattia. Il diario non si riduce tuttavia a una cronaca del declino fisico: alla consapevolezza della morte si accompagnano l'attaccamento alla vita, la riflessione sull'esperienza omosessuale e l'attenzione alle possibilità di sopravvivenza e trasformazione presenti nel mondo naturale.[2][6]
Jim Ellis ha interpretato Modern Nature come una meditazione sulle diverse forme della temporalità e, in particolare, come un'anticipazione di temi successivamente sviluppati negli studi sul «tempo queer». L'osservazione di Jarman secondo cui il giardiniere «scava in un altro tempo» mette in relazione il tempo umano con quello della natura e della materia, indifferente alla durata delle singole esistenze.[6]
Secondo Ellis, l'attività del giardinaggio permette inoltre a Jarman di recuperare tradizioni botaniche medievali e rinascimentali e modi di pensare il rapporto fra corpo e ambiente estranei alla medicina contemporanea. La cura del giardino assume così un valore artistico, politico ed etico: scavare nel terreno significa anche interrogare il passato, mantenere viva la memoria delle persone scomparse e immaginare forme diverse di comunità e di futuro.[6]
La fusione fra natura e intervento umano è particolarmente evidente nell'impiego di materiali raccolti sulla spiaggia e di scarti della civiltà industriale. Il giardino non propone un ritorno a una natura incontaminata, ma nasce dall'incontro fra piante, pietre, relitti, strutture tecnologiche e azione artistica. Melissa Zeiger ha interpretato il giardino e gli scritti a esso collegati come una risposta estetica e politica al degrado ambientale, all'espansione nucleare, all'omofobia, alla cultura dei consumi e all'epidemia di AIDS.[5][4]
Note
- ↑ (EN) Modern nature: the journals of Derek Jarman, su Open British National Bibliography. URL consultato il 27 luglio 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Modern Nature, su Penguin Books. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ Libri bianchi, su Ubulibri. URL consultato il 27 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Sarolta Osztroluczky, The Art of Dying: Garden Metaphors in the Works of Sylvia Plath, Derek Jarman and Péter Nádas, in Transcultural Studies, vol. 15, 2019, pp. 30-44, DOI:10.1163/23751606-01501004.
- 1 2 (EN) Melissa Zeiger, “Modern Nature”: Derek Jarman’s Garden, in Humanities, vol. 6, n. 2, 2017, DOI:10.3390/h6020022.
- 1 2 3 4 (EN) Jim Ellis, The Temporality of Dirt: Queer Materiality in Jarman’s Modern Nature, in English Studies in Canada, vol. 40, n. 2-3, 2014, pp. 9-13.
Bibliografia
- (EN) Jim Ellis, The Temporality of Dirt: Queer Materiality in Jarman’s Modern Nature, in English Studies in Canada, vol. 40, n. 2-3, 2014, pp. 9-13.
- (EN) Sarolta Osztroluczky, The Art of Dying: Garden Metaphors in the Works of Sylvia Plath, Derek Jarman and Péter Nádas, in Transcultural Studies, vol. 15, 2019, pp. 30-44, DOI:10.1163/23751606-01501004.
- (EN) Melissa Zeiger, “Modern Nature”: Derek Jarman’s Garden, in Humanities, vol. 6, n. 2, 2017, DOI:10.3390/h6020022.
Collegamenti esterni
- Modern Nature, sul sito di Penguin Books.
- Modern nature. Diario 1989-1990, sul sito di Ubulibri.