Moharebeh
Moharebeh (in persiano محاربة; o anche muharebeh) è un delitto previsto dalla Sharia iraniana che punisce chiunque ponga in essere un'offesa contro l'Islam o lo Stato (artt. dal 183 al 195 del codice penale iraniano). Il significato letterale di moharebeh è quello di "lotta", giacché esprime il concetto di "guerra contro Dio".
Differenze
Nel corso delle repressioni dell'opposizione iraniana è spesso contestato unitamente al 'Mofsed-e-filarz'[1], che è anch'esso titolo di reato punito in Iran con l'esecuzione capitale: è stato tradotto nelle fonti in lingua inglese in vari modi, come «diffusione della corruzione sulla Terra»[2], «diffusione della corruzione che minaccia il benessere sociale e politico»[3], «corruttore della Terra»[4], «gravi trasgressioni dell’ordine morale»[5] e «nemici di Dio sulla Terra»[6].
Sanzioni
La condanna per moharebeh può prevedere tradizionalmente quattro tipo di punizioni: esecuzione capitale, amputazione incrociata degli arti, esecuzione capitale per crocifissione o esilio, sebbene si ricorra maggiormente alla pena di morte esclusivamente per impiccagione; la pena di morte in Iran prevede secondo il codice vigente infatti tre metodi: impiccagione (solitamente usato), lapidazione e solo in ambito militare fucilazione.
Casi celebri
Il 16 luglio 2007 i giornalisti Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar sono stati condannati a morte perché ritenuti colpevoli di moharebeh per aver pubblicato degli articoli critici contro il governo. La sentenza è stata in seguito sospesa in attesa di riesame.[7]
Note
- ↑ Reso anche conAl-Mufsid fi al-Arḍ, Mofsed fel-arz, Afsad-i fil Arz, fasad-fel-arz, o fasad fi 'l-ard.
- ↑ The Last Holdouts, 10 settembre 2008
- ↑ MPs demand death for opposition leaders Archiviato il 24 maggio 2012 in Internet Archive., morningstaronline.co.uk, 15 febbraio 2011
- ↑ Cioè riferito a colui che è accusato di diffondere corruzione: Post-revolutionary politics in Iran: religion, society, and power di Daṿid Menashri.
- ↑ Language and culture in Persian, di Paul Sprauchman.
- ↑ Hardliner Repression of Iranians Online, 10 settembre 2008.
- ↑ www.articolo21.com, su articolo21.org. URL consultato il 30 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2010).