Mojtaba Khamenei

Mojtabā Ḥoseynī Khāmeneī
مجتبی حسینی خامنه‌ای‎

3ª Guida suprema dell'Iran
In carica
Inizio mandato8 marzo 2026
PresidenteMasoud Pezeshkian
PredecessoreAli Khamenei

Vice-capo di gabinetto della Guida suprema dell'Iran
(affari politici e della sicurezza)
Durata mandato21 agosto 2008 –
8 marzo 2026
Predecessorecarica istituita

Dati generali
Prefisso onorificoHojjatoleslam e Sayyid
Partito politicoFronte della Stabilità della Rivoluzione Islamica
(patrono)
[1]
ProfessioneImam
FirmaFirma di Mojtabā Ḥoseynī Khāmeneī مجتبی حسینی خامنه‌ای‎

L'āyatollāh sayyid Mojtabā Ḥoseynī Khāmeneī (in persiano مجتبی حسینی خامنه‌ای‎; Mashhad, 8 settembre 1969) è un teologo, politico ed ex militare iraniano, Guida suprema dell'Iran dall'8 marzo 2026.[2]

Figlio più influente della seconda Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, era già considerato da numerosi osservatori come uno dei candidati più in vista alla successione al padre nella carica politico-religiosa.[3]

Biografia

Primi anni e formazione

Mojtaba Khamenei e altri membri del Seminario di Qom, marzo 2016
Mojtaba Khamenei
NascitaMashhad, 8 settembre 1969
ReligioneSciismo
Dati militari
Paese servitoIran (bandiera) Iran
Forza armata Corpo delle guardie della rivoluzione islamica
Basij
Anni di servizio1987 - 1988
2009 - 2026
GradoComandante
ComandantiAli Khamenei
GuerreGuerra Iran-Iraq
Attacco israelo-statunitense all'Iran del 2026
Nemici storiciStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
Israele (bandiera) Israele
Iraq (fino al 2003)
Comandante di
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Secondogenito di Ali Khamenei e di Mansoureh Khojasteh Bagherzadeh, nasce l'8 settembre 1969 a Mashhad.[4][5]

Trascorse sette anni dell'infanzia nelle città di Sardasht e Mahabad, nell'Iran nord-occidentale, dove ricevette la prima istruzione.[6][7]

Dopo essersi diplomato, studiò teologia islamica presso il Seminario di Qom, avendo tra i suoi primi insegnanti suo padre stesso e l'ayatollah Mahmoud Hashemi Shahroudi.[4] La prima infanzia coincise con l'ascesa di suo padre come uno dei principali rivoluzionari contro la monarchia iraniana di Mohammad Reza Pahlavi.[8]

Attività militare

Prese parte alla guerra Iran-Iraq tra il 1987 e il 1988 come membro del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica.

Nel 2009 il suo nome è stato associato al Basij, milizia paramilitare impiegata durante le proteste seguite alle elezioni presidenziali iraniane che avevano portato alla riconferma del presidente di Mahmud Ahmadinejad.[9]

Controversie

Sostegno ad Ahmadinejad

È stato indicato come vicino a Mahmud Ahmadinejad, del quale aveva sostenuto la candidatura nelle vittoriose elezioni presidenziali del 2005 e del 2009.[10] Mehdi Karrubi lo accusò pubblicamente di interferenze nel processo elettorale.[11]

Ricchezza e presunte attività finanziarie

Secondo un'inchiesta condotta da Bloomberg nel gennaio 2026, sarebbe collegato a una rete finanziaria offshore con beni nel Regno Unito e negli Emirati Arabi Uniti.[12]

Nel 2019 è stato inserito nella lista delle sanzioni del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.[13]

La nomina a Guida suprema

Dopo l'uccisione del padre, avvenuta il 28 febbraio 2026 nel bombardamento seguito all'attacco israelo-statunitense, diversi analisti lo hanno indicato come suo possibile successore.[14]

Alla fine, il successivo 8 marzo, viene nominato per tale posizione dall'Assemblea degli Esperti, a seguito di un accordo ragionato in seno a quest'ultima.[2]

Secondo il governo iraniano, nel 2026 un figlio, la moglie e la madre, oltre che suo padre, sarebbero stati uccisi negli attacchi statunitensi e israeliani del 28 febbraio, e lui ne sarebbe rimasto disfigurato, secondo i servizi segreti statunitensi.[15][16][17][18] In analoghe circostanze Khamenei secondo alcune indiscrezioni sarebbe stato gravemente ferito con danni agli organi interni e sarebbe stato amputato di una gamba. Nel corso della guerra non si è mai mostrato pubblicamente, ufficialmente per motivi di sicurezza, alimentando dubbi sulla effettiva provenienza dei comunicati periodicamente a lui attribuiti, sebbene i servizi segreti israeliani e statunitensi lo ritengano ancora in vita.[19][20][21]

Vita privata

Mojtaba Khamenei e i suoi figli alla Giornata di Quds nel 2018

Secondo il New York Post, i servizi d'intelligence statunitensi l'avrebbero descritto come "probabilmente gay", e che secondo le loro indagini, da giovane sarebbe stato trattato per disfunzione erettile a Londra.[18] Insegnante di teologia presso il Seminario di Qom,[22] ha sposato Zahra Haddad-Adel nel 2004.[23][24] Il loro primo figlio è nato nel 2007.[25]

Note

  1. ↑ (EN) Mojtaba Khamenei: The shadow prince who rose to became Iran’s supreme leader.
  2. 1 2 Ultima ora. Iran: Mojtaba Khamenei è la nuova Guida suprema, 8 marzo 2026. URL consultato l'8 marzo 2026.
  3. ↑ (EN) Holly Dagres, The Supreme Leader is still alive. But when he does eventually die, how will succession play out?, su atlanticcouncil.org, 20 settembre 2022. URL consultato il 3 marzo 2026.
  4. 1 2 (EN) The Man in the Shadow: Mojtaba Khamenei, su PBS. URL consultato il 5 settembre 2017 (archiviato il 9 novembre 2017).
  5. ↑ (EN) Mehdi Khalaji, Supreme Succession. Who Will Lead Post-Khamenei Iran? (PDF), in The Washington Institute, Washington, DC, febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2014).
  6. ↑ (EN) Ayatollah Khamenei's Successor? A Look At Mojtaba Khamenei's Growing Influence In Iran, su ndtv.com. URL consultato il 3 marzo 2026 (archiviato il 15 novembre 2025).
  7. ↑ (EN) Shaik Mujeeb, Mojtaba Khamenei: The Most Powerful Man You’ve Never Seen in Iran’s Politics, su brieflynews.in, 2 marzo 2026.
  8. ↑ (EN) Mojtaba Khamenei: The Supreme Leader’s Gatekeeper & Guardian, su unitedagainstnucleariran.com.
  9. ↑ (EN) Julian Borger, Mojtaba Khamenei: gatekeeper to Iran's supreme leader, in The Guardian, 22 giugno 2009.
  10. ↑ (EN) Jeffrey Fleishman, Iran supreme leader's son seen as power broker with big ambitions, in Los Angeles Times, 25 giugno 2009.
  11. ↑ (EN) Shahir Shahidsaless, The IRGC shakes its iron fist, in Asia Times, 19 giugno 2009.
  12. ↑ (EN) How the Son of Iran’s Supreme Leader Built a Global Property Empire, su Bloomberg, 28 gennaio 2026.
  13. ↑ (EN) Treasury Designates Supreme Leader of Iran’s Inner Circle, su U.S. Department of the Treasury, 23 dicembre 2025.
  14. ↑ (EN) Julian Borger, Khamenei's son takes control of Iran's anti-protest militia, in The Guardian, 8 luglio 2009.
  15. ↑ (EN) Farnaz Fassihi, Ayatollah Ali Khamenei’s Son Emerges as Leading Choice to Be His Successor, in The New York Times, 3 marzo 2026, ISSN 0362-4331. URL consultato il 4 marzo 2026.
  16. ↑ (EN) Daughter and grandchild of Iran's Khamenei killed in US-Israeli strikes, state media says, su reuters.com, Reuters, 1º marzo 2026.
  17. ↑ (EN) A son of Iran’s late supreme leader is a possible candidate to replace his father as war rages, su arabnews.com, Arab News, 4 marzo 2026.
  18. 1 2 (EN) Iran's disfigured, 'probably gay,' supreme leader agrees to direct talks with US, could start this weekend, su nypost.com, 18 giugno 2026. URL consultato il 19 giugno 2026.
  19. ↑ Il giallo sulla sorte di Khamenei junior: «È ferito, ma è stato operato in Russia», su www.ilmessaggero.it, 17 marzo 2026. URL consultato il 17 marzo 2026.
  20. ↑ New Iranian Supreme Leader Is In a Coma And Lost At Least One Leg, su latintimes.com, 12 marzo 2026.
  21. ↑ U.S. And Israel Reportedly Have Intelligence Suggesting Mojtaba Khamenei Is Alive As He Remains Unseen Since The Beginning Of The War, su ibtimes.com, 21 marzo 2026.
  22. ↑ (EN) Iran's Political Elite, su United States Institute of Peace, 11 ottobre 2010. URL consultato il 28 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2013).
  23. ↑ (EN) Robert Tait, Ahmadinejad favors his relatives, in The Guardian, 26 febbraio 2008. URL consultato il 24 giugno 2009 (archiviato il 1º settembre 2013).
  24. ↑ (EN) Sara Bazoobandi, The 2013 presidential election in Iran (PDF), in MEI Insight, vol. 88, 11 gennaio 2013. URL consultato il 18 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2015).
  25. ↑ (EN) Expat source's information and views on Mojtaba Khamenei, in The Telegraph, 4 febbraio 2011. URL consultato il 18 febbraio 2013 (archiviato il 22 giugno 2018).

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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