Monte Guardiabella

Monte Guardiabella
Vista dalle pendici del Monte Grande
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Liguria
Provincia  Imperia
Altezza1 218 m s.l.m.
Prominenza228 m
CatenaAlpi
Coordinate44°00′18″N 7°54′36″E
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Guardiabella
Monte Guardiabella
Mappa di localizzazione: Alpi
Monte Guardiabella
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Occidentali
Grande SettoreAlpi Sud-occidentali
SezioneAlpi Liguri
SottosezioneAlpi del Marguareis
SupergruppoCatena del Saccarello
GruppoGruppo del Monte Saccarello
SottogruppoDorsale del Monte Guardiabella
CodiceI/A-1.II-A.1.c

Il monte Guardiabella (1.218 m s.l.m.[1]) è una montagna delle Alpi Liguri (sottosezione Alpi del Marguareis).

Descrizione

I pendii prativi a nord-est della zona sommitale

La montagna si trova sullo spartiacque tra la valle del torrente Giara di Rezzo (affluente dell'Arroscia, a nord-ovest), il solco principale della valle Arroscia (a nord-est) e la valle del torrente Impero (a sud). Verso ovest lo spartiacque Arroscia/Impero comprende due elevazioni minori, il monte delle Valasse (1206 m) e il monte Aurigo (1122 m), scende all'insellatura di San Bernardo di Conio (986 m) e risale poi verso il Monte Grande (1418 m) e il resto della catena Alpina. In direzione opposta, il crinale perde quota fino al Colle San Bartolomeo, risale monte Mucchio di Pietre e, piegando verso sud, si spinge verso il passo del Ginestro e il Pizzo d'Evigno. Dal monte Guardiabella si stacca dello spartiacque Impero/Arroscia anche un costolone che delimita verso sud-est la valle della Giara di Rezzo e che, dopo la Rocca Calderara (982 m) e il poggio Malmareto (583 m) si esaurisce poi nel solco principale della Valle Arroscia tra Vessalico e Pieve di Teco.[2] Amministrativamente la cima del monte Guardiabella si trova in comune di Aurigo, ma a breve distanza dalla vetta si ha la convergenza tra i confini di Auurigo, Rezzo e Pieve di Teco, tutti e tre in Provincia di Imperia.[3].

La sua prominenza topografica è di 228 metri.[4] Nella SOIUSA la montagna dà il nome alla Dorsale del Monte Guardiabella, un sottogruppo alpino.[5] La cima è segnalata da una croce con alla base una cassettina metallica che custodisce il libro di vetta.

Storia

Una vecchia casella nei pressi della cima

A partire dal Medioevo la zona sommitale del monte è stata utilizzata dagli allevatori di bestiame della valle Impero come pascolo. Per migliorare la produttività di questi terreni i pastori hanno gradualmente spietrato i prati, accumulando il pietrame di risulta in allineamenti che oggi sono popolarmente noti come muraglia cinese.[6] Attorno alla cima si trovano tutt'ora alcune caselle, le tradizionali costruzioni rurali a pseudocupola utilizzate in Liguria in ambito pastorale. Il fieno veniva anche caricato su teleferiche e fatto scendere a valle.[7]

Sia il monte Guardiabella che il vicino Monte Grande furono interessati, nel periodo della Resistenza, dalle operazioni belliche che contrapponevano le truppe nazifasciste e i combattenti partigiani.[8]

Nella zona tra il monte Guardiabella e il monte Moro è stata proposta la costruzione di un parco eolico.[9] Tale iniziativa è oggetto di studi di impatto ambientale, e sulla sua utilità e sostenibilità sono state sollevate varie obiezioni.[10]

Geologia

La montagna è caratterizzata dalla presenza di flysh all'interno del quale si sviluppano fratture e acquiferi che sono alla base di fenomeni carsici di notevole importanza.[11] Nei pressi del monte, in direzione del Colle San Bartolomeo, si trovano varie cavità naturali tra le quali una grotta denominata Sgarbu du Ventu (ovvero Buco del Vento).[12] Le grotte e la zona circostante sono tutelate dal SIC Campasso - Grotta Sgarbu Du Ventu, istituito dalla Regione Liguria nel 2005.[13]

Accesso alla cima

La croce di vetta

La vetta del monte Guardiabella può essere raggiunta per sentiero seguendo la dorsale principale, con partenza da San Bernardo di Conio o dal Colle San Bartolomeo. Si può anche arrivare da Calderara, con un percorso che si tiene nei pressi del costolone nord-est dalla montagna.[2]

Note

  1. ↑ IGM, carta 1:25.000.
  2. 1 2 CAI-TCI, Alpi liguri, pag. 283.
  3. ↑ Limiti Amministrativi (Comunali, Provinciali, Regionali) sc. 1:25000, su geoportale.regione.liguria.it, Regione Liguria, 2011. URL consultato il 24 aprile 2017.
  4. ↑ (EN) Monte Guardiabella, Italy, su peakbagger.com. URL consultato il 24 aprile 2026.
  5. ↑ Marazzi, pag. 62.
  6. ↑ Davide Avena, Riscoprendo la “muraglia cinese imperiese” sul monte Guardiabella, in Riviera Time, 28 Gennaio 2022. URL consultato il 28 aprile 2026.
  7. ↑ Gian Piero Martino, Il trasporto del fieno in paese, su liguriawow.it. URL consultato il 27 aprile 2026.
  8. ↑ AA.VV., Storia della Resistenza imperiese: La resistenza nella provincia di Imperia da settembre a fine anno 1944, Sabatelli, 1977, pp. 440, 483. URL consultato il 28 aprile 2026.
  9. ↑ AA.VV., Quadro di riferimento progettuale, su Parco eolico monti Moro e Guardiabella - studio impatto ambientale, va.mite.gov.it, 18 Più energia srl, 2025. URL consultato il 28 aprile 2026.
  10. ↑ Enrico Martial, Parco eolico di Imperia, situazione e dibattito, in Nos Alpes, 4 Luglio 2025. URL consultato il 28 aprile 2026.
  11. ↑ Guardiabella, su catastogrotte.net, Catasto Speleologico Ligure. URL consultato il 28 aprile 2026.
  12. ↑ (EN) Benedetto Lanza, Morphologic and Genetic Studies of the European Plethodontid Salamanders - Taxonomic Inferences (genus Hydromantes), Museo regionale di scienze naturali, 1995, p. 255, ISBN 9788886041102. URL consultato il 28 aprile 2026.
  13. ↑ SIC e ZPS in Liguria » Imperia » Campasso - Grotta Sgarbu du Ventu, su natura2000liguria.it, Regione Liguria. URL consultato il 12 marzo 2018.

Bibliografia

  • Sergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005, ISBN 9788880682738.
  • Euro Montagna e Lorenzo Montaldo, Alpi Liguri, collana Guida dei Monti d'Italia, CAI-TCI, 1981.
  • Gilberto Calandri e Renzo Pastor, Carsismo e grotte del Monte Guardiabella (Prealpi Liguri, prov. Imperia), Gruppo speleologico imperiese C.A.I., 2005.
Panorama

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