Monzoccolo

Paesaggio sul Salto

Il Monzoccolo (in tedesco Tschögglberg) è una dorsale montuosa nel sud-ovest delle Alpi Sarentine. Si estende tra Bolzano e Merano sulla riva sinistra dell'Adige in Trentino-Alto Adige. A ovest il Monzoccolo è delimitato dalla Valle dell'Adige, a est dalla Val Sarentino e a sud dalla conca di Bolzano. A nord è sovrastato dal picco Ivigna, dalle cime Laste di Verdins e Lasta Alta e dal Monte Catino. Nella parte meridionale del dorsale si trova l'ampio altopiano del Salto.

I comuni sul Monzoccolo si trovano per lo più a circa 1000 m di altitudine e appartengono (da nord a sud) ai quattro comuni di Avelengo, Verano, Meltina e San Genesio Atesino.

Geografia

Vista su Valas (frazione di S. Genesio Atesino)

Il Monzoccolo, insieme al Renon e al Monte Regolo, fa parte dei rilievi collinari costruiti principalmente dal gruppo vulcanico dell'Adige (Porfido quarzifero di Bolzano)[1]. La roccia predominante, il porfido, è di origine vulcanica e risale al periodo del Permiano. L'attuale morfologia del Monzoccolo è stata fortemente modellata dall'attività glaciale durante le ere glaciali. Il paesaggio odierno è caratterizzato da prati e pascoli alternati a estesi boschi. La cima più alta del Monzoccolo è il Giogo della Croce, alto 2 086 m[2].

Dal fondovalle il Monzoccolo è raggiungibile tramite diverse strade e funivie. Le strade collegano Merano con Avelengo, Terlano con Meltina e Bolzano con San Genesio Atesino. Una strada di collegamento attraversa San Genesio Atesino, la sua frazione di Valas, Meltina e Verano fino ad Avelengo. Le funivie che collegano la Valle dell'Adige al Monzoccolo sono quelle tra Vilpiano e Meltina (Funivia di Meltina) e tra Postal e Verano (Funivia di Verano). La funivia tra Bolzano e San Genesio Atesino (Funivia di San Genesio Atesino) ha sospeso il servizio il 24 novembre 2020.[3]

Altopiano del Salto

L'altopiano del Salto, situato nella parte meridionale del Monzoccolo, è un’area caratterizzata da pascoli estesi e da prati di montagna intensivamente utilizzati, nei quali sono presenti larici isolati. La sua massima elevazione è il Colle di Giovo (ted. Tschaufenhöhe), che raggiunge i 1468 m.

La denominazione geografica è attestata nel 1242 nel registro del notaio bolzanino Jakob Haas come Salten[4] e si basa sulla derivazione medio-latina da saltus (bosco) con l'aggiunta del suffisso germanico -en.[5] Già nel XIV secolo il nome compare anche come cognome di origine; così, nel 1359 è documentato un certo Christanus ab dem Salten.[6]

Vista da ovest sulla Valle dell'Adige verso il lungo altopiano del Monzoccolo

Note

  1. ↑ Il supervulcano: intervista alla paleontologa Kustatscher, su Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, 27 febbraio 2025. URL consultato il 3 dicembre 2025.
  2. ↑ Giogo della Croce, su Pillole sudtirolesi, 21 giugno 2021. URL consultato il 3 dicembre 2025.
  3. ↑ redazione, San Genesio, dal 24 novembre funivia chiusa (forse per sempre), su Alto Adige Innovazione, 7 novembre 2020. URL consultato il 3 dicembre 2025.
  4. ↑ (DE) Hans von Voltelini e Franz Huter (a cura di), Die Südtiroler Notariats-Imbreviaturen des 13. Jahrhunderts. Parte 2, in Acta Tirolensia 4, n. 125, Innsbruck, Wagner, 1951, p. 79.
  5. ↑ (DE) Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, 3: Die Namen der Gebirgszüge und Einzelgipfel Südtirols, Bolzano, Athesia, 2000, p. 253, ISBN 88-8266-018-4.
  6. ↑ (DE) Hannes Obermair, Bozen Süd – Bolzano Nord. Schriftlichkeit und urkundliche Überlieferung der Stadt Bozen bis 1500 (PDF), vol. 1, 694 (citazione a p. 342), Bolzano, Comune di Bolzano, 2005, pp. 341-343, ISBN 88-901870-0-X.

Bibliografia

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