Mosca terza Roma

Mosca terza Roma è un concetto teologico e politico che identifica Mosca come erede di Roma antica, ossia come continuatrice della tradizione dell'Impero romano. L’espressione terza Roma rimanda ad un dibattito storico sviluppatosi nella cultura europea e originatosi negli ambienti della Chiesa ortodossa orientale in merito a quale città dovesse succedere alla prima Roma (Roma, centro dell’Impero romano d'Occidente) ed alla seconda Roma (Costantinopoli, capitale dell’Impero romano d’Oriente).
Anche l’Impero ottomano rivendicò la propria continuità con l'eredità romana dopo la conquista di Costantinopoli.
Concetto
Il concetto di Mosca quale terza Roma fu elaborato per la prima volta tra il XV ed il XVI secolo nello Zarato russo.
All'interno di questa dottrina si intrecciano diversi ambiti ideologici[1]:
- La teologia, giustificante la necessità e l'inevitabilità dell’unità della Chiesa ortodossa orientale.
- Il regime sociale, per cui il principe di Mosca doveva agire come sovrano supremo nonché legislatore dei popoli cristiano-ortodossi, assumendo il ruolo di difensore della Chiesa. Quest’ultima, a sua volta, avrebbe sostenuto il sovrano nell’esercizio della sua funzione, legittimata da Dio e fondata sul potere di origine divina e su un sistema autocratico.
Storia
Prima della caduta di Costantinopoli
Dopo la caduta di Tarnovo ad opera dell'Impero ottomano nel 1393, numerosi ecclesiastici del Secondo Impero bulgaro trovarono rifugio nei territori russi, importando i primi nuclei dell'idea di una Terza Roma. Essa riemerse successivamente a Tver', durante il regno di Boris di Tver’, quando il monaco Foma compose un elogio dedicato al granduca Boris Aleksandrovič nel 1453.[2][3]
Dopo la caduta di Costantinopoli

Dopo la conquista di Costantinopoli da parte di Maometto II nel 1453, alcuni ambienti ortodossi iniziarono a indicare Mosca come terza Roma o nuova Roma.[4] Sebbene anche l’Impero ottomano rivendicasse la successione romana, tale pretesa non ottenne un riconoscimento diffuso nel mondo cristiano.
La caduta di Costantinopoli provocò un forte trauma religioso e politico: molti interpretarono l’evento come segno imminente della fine dei tempi (poiché il 1492 secondo il calendario bizantino era l'Anno Mundi 7000)[5]. Con la scomparsa dell’imperatore cristiano-ortodosso bizantino, emerse il problema di chi dovesse assumere il ruolo di nuovo basileus. Nei racconti sulla caduta della città, diffusisi a Mosca, si affermava che il popolo russo avrebbe sconfitto i mussulmani e che il sovrano dei russi sarebbe divenuto il nuovo imperatore.
Il granduca di Mosca risultava ormai il più potente tra i sovrani ortodossi. Ivan III di Russia, che sposò Sofia Paleologa, interruppe la subordinazione formale all'Orda d’Oro nel 1480 e rafforzò così la pretesa di Mosca ad una posizione guida nel mondo ortodosso, anche se i moscoviti ancora non disponevano della capacità militare per affrontare direttamente l'Impero ottomano.[6]
Fine del XV secolo
Alla fine del XV secolo l'idea di Mosca come nuova Roma iniziò a prendere forma compiuta. Nel 1492 il metropolita di Mosca Zosimo definì Ivan III "nuovo imperatore Costantino della nuova città di Costantino, Mosca".[6][7]
La formulazione più celebre fu però quella del monaco Filofej all'inizio del XVI secolo:[6]
Gli studiosi moscoviti interpretarono la caduta di Costantinopoli come punizione divina per l'unione con la Chiesa cattolica. Parallelamente i sovrani di Mosca iniziarono a considerarsi veri imperatori, ritenendo che il centro dell'Ortodossia dovesse trasferirsi a Mosca e che il suo vescovo dovesse assumere un ruolo primaziale.
Il matrimonio di Ivan III con Sofia Paleologa, nipote dell'ultimo imperatore bizantino, contribuì poi a rafforzare ulteriormente le pretese dinastiche e simboliche di successione all'Impero bizantino.[8]
Dal XVI secolo
La legittimazione moscovita si fondava soprattutto sulla continuità religiosa. Dopo la caduta di Bisanzio Mosca si presentò come principale potenza ortodossa e dunque come naturale erede dell'impero cristiano orientale. Nel 1547 Ivan IV di Russia fu incoronato zar secondo rituali che richiamavano l'incoronazione imperiale bizantina, inclusi privilegi liturgici tradizionalmente riservati agli imperatori.[9] Nel 1589, durante la visita del patriarca ecumenico Geremia II di Costantinopoli[10], il metropolita di Mosca fu riconosciuto come patriarca, evento interpretato come una vittoria per i sostenitori dell'idea di Mosca quale Terza Roma.[10] Nel XVIII secolo Caterina la Grande arrivò a sviluppare dei progetti politici volti a restaurare un impero bizantino come stato fantoccio sotto influenza russa, immaginando il nipote Konstantin come futuro imperatore di Costantinopoli.[11]
Mondo russo
Il concetto di Mondo russo venne formulato con una veste ecclesiastica, ma una sostanza geopolitica. Fu rilanciato nel 2009 dal patriarca Cirillo di Mosca, che lo definì uno spazio di civiltà comune fondato su ortodossia, lingua russa, cultura e memoria storica comune.[12]
Questa visione si concentra principalmente sui paesi slavi orientali dell’Europa orientale, in particolare Ucraina e Bielorussia, contribuendo a rafforzare il ruolo identitario della Chiesa ortodossa russa.[13]
Note
- ↑ (RU) МОСКВА - ТРЕТІЙ РИМ [Mosca - Terza Roma], su leksika.com.ua. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Robert Auty e Dimitri Obolensky, Companion to Russian Studies: Volume 2, An Introduction to Russian Language and Literature, Cambridge University Press, 14 luglio 1977, ISBN 978-0-521-20894-9. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Laats Alar, The concept of Third Rome and its political implications (PDF), p. 102.
- ↑ (EN) The Blackwell dictionary of Eastern Christianity, collana Blackwell companions to religion, Blackwell Publishers, 2008, ISBN 978-0-631-23203-2.
- ↑ (EN) Saint Gennadius, Archbishop of Novgorod, su www.oca.org. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- 1 2 3 (EN) University of Chicago Press Journals: Cookie absent, su RCNi Company Limited. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ (RU) ЗОСИМА, su www.pravenc.ru. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Donald MacGillivray Nicol (1992). The last centuries of Byzantium, 1261-1453 (Seconda edizione). Hart-Davis. p. 72.
- ↑ (EN) Donald Ostrowski, Muscovy and the Mongols: Cross-Cultural Influences on the Steppe Frontier, 1304-1589, Cambridge University Press, 20 giugno 2002, ISBN 978-0-521-89410-4. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- 1 2 (EN) The Blackwell Dictionary of Eastern Christianity, Wiley, 28 agosto 2017, DOI:10.1002/9781405166584, ISBN 978-0-631-23203-2. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Derek Beales, Joseph II: Volume 1, In the Shadow of Maria Theresa, 1741-1780, Cambridge University Press, 30 aprile 1987, ISBN 978-0-521-24240-0. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Myroslava Rap, The Public Role of the Church in Contemporary Ukrainian Society: The Contribution of the Ukrainian Greek-Catholic Church to Peace and Reconciliation, Nomos, 2015, ISBN 978-3-8452-6305-2. URL consultato il 20 febbraio 2026.
- ↑ (UK) Oleksandr Kramar, Ілюзія «Третього Риму» [L'illusione della "Terza Roma"], su tyzhden.ua, 1º agosto 2011. URL consultato il 20 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2022).