Moschea di Cihangir

Moschea di Cihangir
StatoTurchia (bandiera) Turchia
Coordinate41°01′48.5″N 28°59′13.5″E
Religioneislam
Stile architettonicoottomano

La Moschea di Cihangir (in turco Cihangir Camii) è una moschea ottomana situata nella mahalle di Pürtelaş, nel distretto di Beyoğlu, sulla salita di Cihangir, a Istanbul, in Turchia.

Storia

La prima moschea fu fatta costruire da Solimano il Magnifico per lo Şehzade Cihangir dopo la sua morte prematura, su progetto di Mimar Sinan (1559). In seguito la moschea fu distrutta e ricostruita più volte a causa di terremoti e incendi, finché Abdülhamid II ne curò l'ultimo restauro nel 1889.[1]

Descrizione

La moschea odierna ha una pianta rettangolare ed è edificata su un terreno in pendenza. Il cortile, dotato di muro di contenimento, ha due ingressi. Gli angoli dei quattro archi della cupola, dal diametro di 14 m, sono dotati di torrette. Le pareti degli archi sono interamente rivestite da ampie finestre a lunetta, e le parti superiori sono decorate. La cupola e i pennacchi sono rivestiti in piombo.

La fontana della moschea (in turco şadirvan) è addossata al muro. Nel cimitero annesso riposa lo sceicco della confraternita (in turco tekke) Hasan Cihangiri. Lungo la parete orientale si trova una cisterna, mentre su quella settentrionale è presente un'opera a rilievo su una lastra di marmo.

Il portico d'ingresso (in turco son cemaat yeri) è chiuso, con una cupola su ciascuno dei due lati e una volta a crociera al centro. Ai due angoli della moschea si ergono due minareti gemelli, ciascuno con un solo balcone (şerefe). La moschea è stata sottoposta a restauro dalla Direzione Generale delle Fondazioni (in turco Vakıflar Genel Müdürlüğü) a partire dal 2015 e, al termine di lavori durati tre anni, è stata riaperta al culto nel 2018.[2] Durante i lavori di restauro, trentanove tavole calligrafiche (in turco hüsnü hat levhası) risalenti al periodo 1868-1890 sono state rimosse dalla moschea e trasferite in un museo a causa di episodi di furto. Queste opere furono realizzate da calligrafi quali Mustafa İzzet, Hâfız Ahmed Sünbülî, Sâmi, Râkım, Hasan Rızâ, Sabri, Şefik, Muhammed Fehmi, Muhammed Nazif, Nazif, Ârif, Mehmed Tâhir, Seyyid Ali, Alâeddin, Hasenî, Cerî, Mısrîzâde Ali Rızâ Üsküdârî e Şevki.[3]

Note

  1. ↑ (TR) Ara Altun, Cihangir Cami, in TDV İslâm Ansiklopedisi, vol. 7, 16 luglio 2019, p. 539 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2019).
  2. ↑ (TR) CİHANGİR CAMİSİ YENİDEN İBADETE AÇILDI, su basin.ktb.gov.tr, 26 febbraio 2020. URL consultato il 26.02.2020 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2020).
  3. ↑ (TR) Git bu mevsimde gurup vakti, Cihangir'den bak!, su www.dunyabizim.com, 20 Marzo 2020. URL consultato il 20.03.2020 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2020).

Bibliografia

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