Muro del Dolore
| Muro del Dolore | |
|---|---|
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| Autore | Georgij Vartanovič Franguljan |
| Data | 2017 |
| Materiale | bronzo |
| Dimensioni | 610×3500 cm |
| Ubicazione | Anello dei giardini, Mosca |
| Coordinate | 55°46′12.4″N 37°38′33.5″E |
Il Muro del Dolore (in russo Стена́ ско́рби?, Stena skorbi), conosciuto anche come Muro del Lutto[1] e Muro del Pianto[2], è un monumento situato a Mosca dedicato alle vittime delle persecuzioni politiche di Iosif Stalin durante l'era sovietica. Il memoriale nazionale è stato inaugurato dal presidente russo Vladimir Putin e dal patriarca Cirillo il 30 ottobre 2017, in occasione della Giornata della Memoria delle vittime delle repressioni politiche.[3]
Storia
Dal 1920 al 1950, sotto il regime di Stalin nell'Unione Sovietica, circa 720 000 persone furono giustiziate, oltre ai milioni di vittime che morirono a causa della carestia, delle condizioni dei campi di lavoro e di altre atrocità commesse dal governo.[4] Il presidente russo Vladimir Putin commissionò la costruzione del monumento nel 2014.[5]
L'idea di creare un monumento in ricordo delle vittime della repressione politica fu proposta già negli anni sessanta da Nikita Chruščëv, ma il progetto fu abbandonato nelle fasi iniziali. Successivamente, nel 1987 una petizione ad opera di un gruppo di iniziativa arrivò fino alla Politburo del Comitato centrale del PCUS, dove fu discussa la costruzione di un monumento sulle vittime della repressione politica.[6] Un concorso pubblico fu indetto per decidere la scultura che avrebbe svolto questa funzione, ma la giuria non decretò mai un vincitore, nonostante le numerose proposte. Il Muro del Dolore non fu dunque il primo del suo genere, ma è stato il primo costruito con decreto presidenziale. Un altro monumento, la pietra Soloveckij, è stato eretto nel 1990 e si trova di fronte al quartier generale del KGB in piazza Lubjanka, a Mosca.
Dopo aver incontrato il Consiglio per i diritti umani e la società civile del Paese, Putin ha dichiarato durante la cerimonia di inaugurazione che la tragedia non deve essere dimenticata o giustificata, poiché «una valutazione inequivocabile e chiara della repressione contribuirà a impedire che si ripeta».[7] Alla cerimonia hanno assistito circa 100 partecipanti, molti dei quali erano anziani, attivisti per i diritti umani e funzionari governativi di Mosca.
Costi
Il monumento ha avuto un costo complessivo di 460 milioni di rubli.[8] Di questi, 415 milioni sono stati stanziati dalla città di Mosca, somma corrispondente a circa 6 milioni di dollari al cambio dell'epoca, mentre 800 000 dollari sono stati donati da privati e aziende.[5][9]
Descrizione
Il Muro del Dolore è stato costruito su un vecchio parcheggio all'incrocio trafficato tra l'anello dei giardini e via Accademia Sacharov, nel centro di Mosca. Georgij Franguljan, il progettista del monumento che ha lavorato per due anni alla sua creazione, ha osservato che il Muro del Dolore è «un'espressione di sentimenti, di paura e allarme», piuttosto che una semplice opera d'arte commemorativa.[7] Ha spiegato che la posizione della scultura ha lo scopo di sottolineare che «la repressione potrebbe verificarsi ovunque».
Il monumento è realizzato in bronzo e la sua forma riflette l'arco di una falce. Una parete scura e curva, lunga circa 30 metri e alta 6,1 metri, costituisce la parte principale del monumento, sulla quale sono ritratte numerose figure umane senza volto. Secondo Franguljan, la forma a falce del muro rappresenta il Tristo Mietitore, mentre i volti umani indistinguibili sottolineano l'anonimato delle vittime. I contorni e le sagome delle figure in abiti lunghi, insieme all'inclinazione delle teste, danno l'impressione di essere disegnate come icone ortodosse. Ai bordi della parete, su tavole in rilievo in 22 lingue, le quindici dei popoli dell'ex Unione Sovietica, le cinque lingue dell'ONU e il tedesco in rappresentanza delle lingue dell'Unione europea, è incisa la singola parola: «Ricorda» (in russo Помни?, Pomni).[10]
Accoglienza

Alla sua inaugurazione il monumento ha ricevuto recensioni contrastanti.[2] Da un lato è stato accolto positivamente il riconoscimento della repressione del regime sovietico, dall'altra è stato fatto notare come il monumento possa risultare ipocrita alla luce delle politiche di censura del dissenso sotto la presidenza di Putin.[11] Un gruppo di 40 oppositori e dissidenti politici, tra cui Aleksandr Podrabinek, Vladimir Konstantinovič Bukovskij e Mustafa Abdülcemil Qırımoğlu, hanno pubblicato una petizione in cui si accusava il governo di fare whitewashing sul presente. Nella petizione hanno sottolineato che il Cremlino ha finanziato il monumento per «far credere che la repressione politica sia un fenomeno ormai superato», mentre i prigionieri politici nella Russia contemporanea subiscono ancora attacchi e discriminazioni.
Dopo la morte dell'oppositore politico Aleksej Naval'nyj, alcuni cittadini di Mosca hanno deposto fiori ai piedi del monumento per commemorarlo, venendo poi arrestati per il gesto.[12][13]
Note
- ↑ Redazione di Rainews, Navalny, manifestazioni in tutta la Russia, oltre 400 fermi. Lunedì la moglie al Consiglio Esteri Ue, su RaiNews, 17 febbraio 2024. URL consultato il 28 febbraio 2026.
- 1 2 Russia divisa sulla memoria delle vittime dell'Urss, su lanuovabq.it. URL consultato il 28 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Amid Controversy, Putin Unveils Monument To Victims Of Political Repression, in Radio Free Europe/Radio Liberty, 3 novembre 2017. URL consultato il 28 febbraio 2026.
- ↑ Putin: nel centro di Mosca un muro del dolore per le vittime del comunismo, su Secolo d'Italia, 2 ottobre 2015. URL consultato il 28 febbraio 2026.
- 1 2 (EN) Neil MacFarquhar, Critics Scoff as Kremlin Erects Monument to the Repressed, in The New York Times, 30 ottobre 2017. URL consultato il 28 febbraio 2026.
- ↑ Come si torna alla storia, su La Nuova Europa, 7 novembre 2017. URL consultato il 1º marzo 2026.
- 1 2 (EN) Wall of Grief: Putin opens first Soviet victims memorial, 30 ottobre 2017. URL consultato il 28 febbraio 2026.
- ↑ (RU) Директор музея ГУЛАГ: стоимость монумента жертвам репрессий составит 460 млн руб, su tass.ru. URL consultato il 24 marzo 2026.
- ↑ (RU) Не для памяти, а для cовести. Пресс-конференция по случаю открытия «Стены скорби» закончилась заявлением по делу Юрия Дмитриева. Это заявление не упомянул ни один центральный канал, su Новая газета, 2 luglio 2257. URL consultato il 4 marzo 2026.
- ↑ Двадцать две молитвы "Помни!" В подмосковных Химках отлиты и готовы к переезду в Москву две трети "Стены скорби", su www.president-sovet.ru. URL consultato il 1º marzo 2026.
- ↑ Andrea Gullotta, La Russia di Putin divisa sul ricordo del gulag, su Internazionale, 24 luglio 2020. URL consultato il 1º marzo 2026.
- ↑ (EN) Over 280 people arrested at memorial protests for Alexey Navalny throughout Russia, su Meduza. URL consultato il 1º marzo 2026.
- ↑ Ancora fiori per Navalny davanti al Muro del Dolore di Mosca - Notizie - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 18 febbraio 2024. URL consultato il 1º marzo 2026.
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul Muro del dolore
Collegamenti esterni
- (RU) Muro del dolore sul sito dell'artista, su georgy-frangulyan.ru. URL consultato il 1º marzo 2026.
- Sito ufficiale, su memoryfund.ru.
