Museo dei gioielli
| Museo dei gioielli nazionali | |
|---|---|
| خزانه جواهرات ملی | |
![]() | |
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Teheran |
| Coordinate | 35°41′35.5″N 51°25′09.5″E |
| Caratteristiche | |
| Tipo | gioielleria |
| Collezioni | gioielli |
| Istituzione | 1955 |
| Gestione | Banca nazionale dell'Iran |
| Sito web | |
Il museo dei gioielli nazionali (in persiano خزانه جواهرات ملی) è un museo di Teheran in Iran. Ha riaperto al pubblico nel 1992 dopo anni di chiusura.[1]
Affiliato alla Banca centrale dell'Iran, conserva ed espone i gioielli nazionali iraniani come loro custode legale.[2] Negli anni '30, la collezione divenne così preziosa da essere utilizzata come riserva per la valuta dell'Iran,[3] ed è oggi considerata una delle collezioni di diamanti e altri gioielli più famosa al mondo.[4] Secondo Financial Tribune, "non sarebbe possibile dare un prezzo alla raccolta".[5]
I pezzi della collezione
Si elencano alcuni dei gioielli ivi conservati.
- Il Darya-ye Noor ("mare di luce"), un diamante dal peso di 182 carati che è stato classificato in 37 sezioni del tesoro.[6]
- Il Trono del Sole (o Trono del Pavone), costruito ai tempi di Fath Ali Shah con dodici pezzi separati. Possiede 26.733 gemme preziose.[6]
- Il Globo di gioielli, un mappamondo di Naser al-Din Shah Qajar su cui l'Asia sudorientale è foggiata di perle, l'Inghilterra con il diamante e l'India con il rubino. Altri materiali impiegati in questo mappamondo sono il turchese del Khorasan e le grandi perle del Golfo Persico.[6]
- La corona dell'imperatrice di Persia con cui nel 1967, per la prima volta della storia del paese, venne incoronata imperatrice anche la moglie dello scià di Persia, in questo caso Farah Diba.[7]
- Il Trono Naderi, una sedia dorata.[8] Si trova appena fuori dalla porta del caveau.[9]
- La corona Pahlavi di Persia.[9]
- La corona Kiani di Persia realizzata per Fath Ali Shah nel 1797.[9]
Note
- ↑ Elaine Sciolino, Teheran Journal; With New Pride, Iran Dusts Off the Crown Jewels, in The New York Times, 8 maggio 1992.
- ↑ M. Yeganeh, BĀNK-E MARKAZĪ-E ĪRĀN, III, Encyclopædia Iranica, 15 dicembre 1988, pp. 696-698.
- ↑ Andrew Burke, Virginia Maxwell e Iain Shearer, Lonely Planet Iran, Lonely Planet, 2017, ISBN 978-1786575364.
- ↑ Mohsen Manutchehr-Danai, Dictionary of Gems and Gemology, Springer Science & Business Media, 2013, p. 254, ISBN 978-3662042885.
- ↑ Bank-Run Museums to Visit in Tehran, in Financial Tribune, 2 giugno 2018.
- 1 2 3 ICARII, p. 269.
- ↑ De Cesaris, p. 133.
- ↑ Leggasi la nota 1 in Behrooz, p. 29.
- 1 2 3 Burke e Elliot., p. 113.
Bibliografia
- Istituto culturale dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran (a cura di), In Iran. Alla scoperta delle trentuno regioni persiane, Roma, Ponte Sisto, 2016, ISBN 978-8899290030.
- Alessandra De Cesaris, Attraverso Tehran. Spazi, luoghi, architetture (PDF), Nuova serie di architettura, Franco Angeli, 2021.
- (EN) Maziar Behrooz, Iran at War: Interactions with the Modern World and the Struggle with Imperial Russia, Bloomsbury Publishing, 6 aprile 2023, ISBN 978-0-7556-3739-3.
- Andrew Burke e Mark Elliott, Iran, EDT srl, 2008, ISBN 978-88-6040-283-7.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Museo dei gioielli
Collegamenti esterni
- Sito ufficiale Archiviato il 26 novembre 2018 in Internet Archive.
