Musica da ascensore

Con il termine musica da ascensore, musica da supermercato[1][2] oppure con muzak[1][2] (termine che riprende il nome di una delle principali aziende di questo settore, la Muzak Holdings), ci si riferisce ad alcune espressioni di popular music, spesso strumentali,[3] che vengono comunemente diffuse come musica di sottofondo all'interno di spazi pubblici, come centri commerciali e supermercati, bar, ristoranti, piscine, spiagge, navi da crociera, aerei di linea, hotel, aeroporti, uffici, ospedali, ascensori, o nei sistemi come mezzo di intrattenimento durante le attese in linea. Il termine viene poi utilizzato per descrivere in maniera generica tutti quei tipi di musica leggera, easy listening,[3] smooth jazz,[4] oppure, genericamente, per la musica di facile ascolto tipica di certe stazioni radiofoniche.

La Muzak Holdings Corporation è l'etichetta discografica più influente in questo tipo di business musicale. Il suo nome viene spesso identificato per antonomasia con la musica da ascensore[5], anche se non è l'unica offerta della compagnia.

Caratteristiche

La musica da ascensore è contraddistinta da melodie molto semplici che possono essere ripetute continuamente in modo discreto.[6] Le dinamiche delle sonorità sono ridotte al minimo, in modo che gli alti e i bassi non disturbino l'ascoltatore[6] facendo in modo che la gamma delle frequenze non si estenda oltre gli 8000 Hz.[7]

Scopi della muzak sono l'aumento della produttività sui luoghi di lavoro e l'induzione ai consumi per i clienti di attività commerciali. Il processo venne validato da ricerche pseudoscientifiche (spesso finanziate dalla stessa Muzak Holdings) basate sulla Stimulus Progression, cioè la somministrazione di sottofondo musicale scandito da blocchi di quindici minuti alternati da quindici minuti di silenzio, cambiando stili e tempi musicali per influenzare i ritmi del corpo umano. Osservando che la produttività lavorativa diminuiva in determinati momenti, come pre e post pranzo, le “playlist” si adattavano a questi schemi, trasmettendo musica vivace durante i periodi di bassa attività.[8]

Inquinamento acustico

La diffusione di questo genere di prodotti musicali si deve ai frequenti fenomeni di sonorizzazione ambientale e "musicalizzazione" di spazi pubblici o di quelli fruiti in condivisione[9].

Essendo musica destinata all'ascolto involontario e di fatto obbligato per chiunque trascorra del tempo in determinati spazi, può dar luogo a effetti di disturbo, la cui intensità è legata alla specifica sensibilità individuale[10]; questi effetti si manifestano anche se l'esposizione passiva a tale musica è connotata da bassi livelli di intensità acustica, un'emissione sonora che, proprio per tale motivo, non sarebbe classificabile come molesta, ma che lo diventa a causa di fattori intenzionali che entrano in gioco nell'ascolto[10]. Si parla in questo caso di "musica passiva" o "parassita"[11].

Nel 1984, ispirato a La Rivoluzione Elettronica di William Burroughs, esce il film Decoder. In esso, il protagonista, FM Einheit, grazie alle intuizioni e agli insegnamenti di Genesis P-Orridge e di William Burroughs stesso impara a decostruire la Muzak per rivoltarla contro al governo e al mercato. Burroughs suggerisce al protagonista di smontare il registratore con cui sta campionando i suoni trasmessi da una catena di fast food. FM scopre che in questo modo può “decodificare” la musica trasmessa nei fast food per rendere tranquilli i clienti e spingerli a spendere e consumare e trasformarla in un “antiMuzak” che liberi loro dalle catene psicologiche.. L’antiMuzak si diffonde dappertutto decodificando e cancellando i vincoli mentali creati dalla Muzak e scatenando la rivoluzione.[12]

Note

  1. 1 2 Francesco Gazzara, Lounge music il blues dell'uomo bianco : storia, generi e protagonisti della musica di sottofondo, Castelvecchi, 2003, p. 288.
  2. 1 2 Ellen Dissanayake, L'infanzia dell'estetica - L’origine evolutiva delle pratiche artistiche, Mimesis Edizioni, 2019.
  3. 1 2 (EN) Satoshi Kanazawa, The Intelligence Paradox: Why the Intelligent Choice Isn't Always the Smart One, Turner Publishing Company, 2012.
  4. ↑ (EN) Smooth Operators, in Indianapolis Monthly, agosto 2003.
  5. ↑ (EN) Elevator Going Down: The Story Of Muzak, su redbullmusicacademy.com (archiviato dall'url originale il 22 aprile 2015).
  6. 1 2 (EN) Norman Abjorensen, Historical Dictionary of Popular Music, Rowman & Littlefield Publishers, 2017.
  7. ↑ Muzak o dell’eterna bolla sonora: un'indagine sul suono e le sue culture, su exibart.com, 16 ottobre 2024. URL consultato il 4 gennaio 2026.
  8. ↑ Marianna Tognini, Perché nei ristoranti si ascolta quasi sempre musica di mer*a? | Rolling Stone Italia, su rollingstone.it, 13 giugno 2023. URL consultato il 4 gennaio 2026.
  9. ↑ Zambrini, p. 53.
  10. 1 2 Zambrini, p. 51.
  11. ↑ Zambrini, p. 81.
  12. ↑ La Muzak ha vinto (ma ci possiamo ascoltare Decoder), su ossessioni e contaminazioni by francesco mazzetta, 31 ottobre 2025. URL consultato il 4 gennaio 2026.

Bibliografia

  • Silvia Zambrini, La misura della qualità di vita nei luoghi e nell'ambiente. Metodologia e criteri di valutazione, Santarcangelo di Romagna, Maggioli Editore, 2012, ISBN 978-88-387-6085-3.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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