Nado Canuti
Nado Canuti (Bettolle, 6 agosto 1929) è un artista e partigiano italiano.
Biografia
A soli 14 anni aderisce al movimento antifascista; dopo aver accumulato un piccolo arsenale, ottenuto dopo vari furti ai fascisti e nazisti stanziati in Toscana, ne fa dono ai partigiani insediati sulle colline dell'Aretino Casentinese. Questa sua voglia di combattere i regimi dittatoriali nasce dopo aver visto le costanti atrocità perpetuate ai cittadini italiani dalle truppe di Mussolini e di Hitler. Durante questi anni di guerra l'artista perde una mano per colpa di una mina inesplosa trovata da un suo amico nel cortile della scuola di Bettolle.[1]
La carriera artistica di Nado Canuti inizia nel 1959 quando, incoraggiato dai suoi tre amici e storici dell’arte Maccari Fortunato Bellonzi e Pier Carlo Santini, esordisce come pittore autodidatta presentando i suoi primi lavori alla Biblioteca Comunale di Piombino. Negli anni ’60 abbandona definitivamente il suo lavoro all’Italsider di Piombino per trasferirsi a Milano; è un passo determinante per la sua carriera, infatti è nel capoluogo lombardo che l'artista riceve i primi consensi sia a livello di mercato sia critico.[2]
In questi anni Canuti inizia a dedicarsi prettamente alla scultura. Le sue prime opere sono caratterizzate da un aspetto macabro e sviluppano temi legati al dolore della guerra. Le Apparizioni, Metamorfosi e Deposizioni mostrano varie versioni di questo dolore sentito dall'artista.[3]
Nel 1971, con la nascita del figlio, l'arte di Canuti cambia e abbraccia il tema del sogno e della favola. Le sue sculture diventano colorate e "movibili". Canuti vuole creare così una scultura che si muove e che può essere usata dalle persone per giocare e raccontare storie. Canuti descrive questo pensiero in un testo del 1993 intitolato Mutevole Forma.[4] Alcune opere movibili sono state in mostra al Palazzo Reale di Milano accompagnate da un testo di Elena Pontiggia, che le descrive come dei “teatri portatili”; le figure rappresentate sono movibili dallo spettatore attraverso un magnete attaccato sul retro delle figure stesse.[5]
Dai primi anni 2000 concepisce la serie di pendenti, sculture da soffitto che richiamano i mobiles di Calder. Queste opere mobili si compongono di una struttura quadrata con appoggiate alcune figure umane accompagnate da volatili, simboli di speranza.[6]
Oltre ad essere un eccellente scultore, Canuti crea anche dei collage e dei particolarissimi gioielli che richiamano alcune figure delle sue opere.
Numerose sono le mostre a cui l’artista ha partecipato, tra cui la IX e la X Quadriennale d'Arte di Roma con sala personale. Dal 1959 ad oggi ha tenuto oltre 70 personali e 150 collettive in Italia, Germania, Francia, Svizzera, Austria, Nord Europa, Paesi arabi, Stati Uniti, Latino America, Messico, Giappone, Kenya. Significative, nel 2001 la grande mostra a Palazzo Reale di Milano e, nel 2002, quella all'Accademia Tadini di Lovere. Le sue opere figurano in musei italiani e stranieri, in numerose collezioni pubbliche e private ed in chiese e santuari.[7]
Officina Canuti
Nel 2007 i comuni della Valdera Pontedera, Ponsacco, Lajatico e Palaia hanno ospitato l'Officina Canuti.[9] Il progetto, coordinato dall'architetto Alberto Bartalini, ha collocato opere e arredi urbani all'interno dei comuni suddetti.[10][11]
Note
- ↑ Nado Canuti, su anpi.it.
- ↑ Nado Canuti, su museoomero.it.
- ↑ Nado Canuti. Il lungo volo, su jamesmagazine.it.
- ↑ Nado Canuti, su vanillaedizioni.com.
- ↑ Nado Canuti, artista e partigiano. Svelate le sue “sculture mutevoli“, su ilgiorno.it.
- ↑ Nado Canuti, su magi900.com.
- ↑ Nado Canuti, su itinerarinellarte.it.
- ↑ Storie di Nado. L’incanto inquieto di un maestro delle forme, su patriaindipendente.it.
- ↑ Nado Canuti – Officina Canuti, l’artista e il territorio, su exibart.com.
- ↑ Restyling delle opere d’arte del centro storico, su lanazione.it.
- ↑ Nado Canuti, artista del coraggio. Mio cugino ne ha fatto un documentario, su ilfattoquotidiano.it.
Collegamenti esterni
- Nado Canuti, in Donne e Uomini della Resistenza, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 93745388 · ISNI (EN) 0000 0000 6679 4537 · SBN CFIV089376 · LCCN (EN) n78096016 · GND (DE) 119498480 |
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