Name This Game

Name This Game
videogioco
PiattaformaAtari 2600
Data di pubblicazioneMondo/non specificato gennaio 1983[1]
GenereSparatutto a schermata fissa
OrigineStati Uniti
SviluppoJames Wickstead Design Associates
PubblicazioneU.S. Games
DesignRon Dubren[2]
Modalità di giocoGiocatore singolo, due giocatori
Periferiche di input2600 Controller
SupportoCartuccia

Name This Game è un videogioco sparatutto a schermata fissa esclusivo per Atari 2600, sviluppato da James Wickstead Design Associates e pubblicato dalla U.S. Games nel 1983.

Il titolo è chiamato così perché la U.S. Games indisse un concorso a premi offrendo $10.000 a chi avesse proposto il nome più creativo.[3] Tuttavia, prima che il concorso potesse concludersi e venisse scelto un vincitore, la stessa U.S. Games dichiarò bancarotta a causa della crisi che colpì il settore nello stesso anno.

Modalità di gioco

In Name This Game, il giocatore impersona un sommozzatore intento a proteggere un tesoro sul fondo dell'oceano dai tentacoli di un polpo gigante, situato nella parte superiore dello schermo. Egli, muovendosi bidirezionalmente, spara con il suo fucile subacqueo ai segmenti dei tentacoli per farli ritrarre. La stessa arma viene usata anche per colpire (ma non eliminare) un grande squalo bianco, il quale, come i nemici alieni di Space Invaders, nuota avanti e indietro verso il basso dello scenario per azzannare il sommozzatore. Durante la sessione, il livello di ossigeno del personaggio giocante cala costantemente. Per ricaricarlo, deve toccare una cima calata da una barca che appare di tanto in tanto in superficie.

Il giocatore perde una vita se viene catturato dallo squalo o dal polpo, oppure se la riserva d'aria si esaurisce. Una volta che le vite a sua disposizione si esauriscono, la partita finisce.

Note

  1. ↑ (EN) Atari VCS game releases dates, su atariarchive.org. URL consultato il 31 maggio 2023.
  2. ↑ (EN) James Hague, The Giant List of Classic Game Programmers, su dadgum.com.
  3. ↑ (EN) Bill Kunkel e Arnie Katz, Programmable Arcade, in Electronic Games, giugno 1983, pp. 38–42. URL consultato il 6 gennaio 2015.

Bibliografia

Collegamenti esterni