Nastasen
| Nastasen | |
|---|---|
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| Re di Nubia | |
| Incoronazione | ca 335 a.C. |
| Predecessore | n.d. |
| Successore | Aryamani |
| Morte | ca 315 a.C. |
| Sepoltura | piramide (Nu. 15) |
| Luogo di sepoltura | Nuri |
| Padre | Harsiotef? |
| Madre | Pelkha |
| Consorte | Sekhmakh |
Nastasen (... – 315 a.C. circa) è stato un sovrano del regno di Kush.
Biografia
Questo sovrano è conosciuto principalmente grazie ad una stele detta Stele di Nastasen, riportante una lunga iscrizione storica. Si tratta di un manufatto in granito alto 163 cm che si rinvenne a Dongola e che si trova oggi nel Museo egizio di Berlino[1]; in origine si doveva trovare, con molta probabilità, all'interno del tempio di Amon a Jebel Barkal.
La stele celebra una vittoria del re su di un tentativo di invasione da parte dell'Alto Egitto, avvenuto intorno al 330 a.C.. Stando all'iscrizione, il comandante degli invasori si chiamava Kambasuten, spesso interpretato come una variante locale di Khababash, un egizio che qualche anno prima si ribellò alla dominazione persiana, autoproclamandosi faraone. Nastasen afferma di aver sottratto agli invasori sconfitti svariate ottime navi e molto altro bottino[2].
Sulla parte sommitale della stele Nastasen appare affiancato dalla madre, Pelkha, e dalla consorte, Sekhmakh. Dalle iscrizioni si intuirebbe inoltre che il padre fosse il re Harsiotef[3].

Altri reperti riferibili a Nastasen consistono in un manico di specchio in argento[4] ed un gruppo di figurine ushabti. Tutti questi oggetti vennero recuperati dalla piramide 15 di Nuri, che fu con molta probabilità il luogo di sepoltura del sovrano. Nastasen fu l'ultimo re di Kush ad essere sepolto nel cimitero reale di Napata. Il suo successore fu Aryamani.
Titolatura
Sulla falsariga degli antenati della XXV dinastia egizia, molti dei successivi re di Nubia adottarono la titolatura reale egizia. Nastasen non fece eccezione[5][6]:
| Titolo | Traslitterazione | Significato | Nome | Traslitterazione | Lettura (italiano) | Significato | |||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ḥr | Horo |
|
|||||||||||||||||||
| nbty (nebti) | Le due Signore | ||||||||||||||||||||
| ḥr nbw | Horo d'oro | ||||||||||||||||||||
| nsw bjty | Colui che regna sul giunco e sull'ape |
|
՚nḫ k3 r՚ | Ankhkara | Il ka di Ra è vivo | ||||||||||||||||
| s3 Rˁ | Figlio di Ra |
|
Nastasen |
Note
- ↑ n. inventario 2268
- ↑ Fage, p. 225
- ↑ Dunham D [e] Laming Macadam LF, Names and Relationships of the Royal Family of Napata, in The Journal of Egyptian Archaeology, v. 35 (dic-1949), pp. 139-149.
- ↑ Khartoum 1374
- ↑ László Török, The kingdom of Kush: handbook of the Napatan-Meroitic Civilization
- ↑ Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, 9ª ed., Roma-Bari, Biblioteca Storica Laterza, 2011, p. 613, ISBN 978-88-420-5651-5.
Bibliografia
- Fage, J.D. & Roland Oliver, The Cambridge History of Africa Volume 2: From C.500 BC to AD1050, Cambridge, Cambridge University Press, 1975, ISBN 0-521-21592-7.
- Laszlo Török, Fontes Historiae Nubiorum vol. II, Bergen 1996, 467-501, ISBN 82-91626-01-4
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) la stele di Nastasen, su wysinger.homestead.com.
- (EN) Testo geroglifico della stele, su case.edu.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 5167760010913571406 · CERL cnp02397046 · GND (DE) 1281277517 |
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