Navigatori dello spazio

Navigatori dello spazio
Paese di produzioneItalia, Stati Uniti
Anno1994
Durata102 min
Generefantascienza, avventura
RegiaCamillo Teti
SoggettoOlga Pehar
SceneggiaturaCamillo Teti, Gian Paolo Brugnoli
ProduttoreGian Paolo Brugnoli
Distribuzione in italianoEuropa Cine TV
FotografiaGiovanni Bergamini
MontaggioFranco Letti
Effetti specialiFrancesco Paolocci, Gaetano Paolocci
MusicheEnrico Topel
ScenografiaNicola Tella
Interpreti e personaggi

Navigatori dello spazio è un film del 1993 diretto da Camillo Teti (accreditato in alcune sedi come A. Maker).[1] È una pellicola di fantascienza avventurosa frutto di coproduzione italo-statunitense.[2] In Italia risulta distribuito da Europa Cine TV e collocato al 1994 nelle schede della Fondazione Ente dello Spettacolo.[3]

Trama

Un'astronave extraterrestre, guidata dal robot Jay Seven, naufraga sulla Terra; l'androide chiede aiuto a Bob, un dodicenne, per poter tornare al proprio pianeta. Quando il ragazzo rientra sulla Terra scopre che sono trascorsi cinque anni e deve confrontarsi con una realtà cambiata.

Produzione

Il film è scritto da Camillo Teti e Gian Paolo Brugnoli da un soggetto di Olga Pehar.[3] La fotografia è di Giovanni Bergamini, il montaggio di Franco Letti, le musiche di Enrico Topel e la scenografia di Nicola Tella.[3] Tra gli interpreti principali figurano Jesse Dann, Jeannie Bell, Greg Badgewell e Christine Keegan.[3] In fonti critiche il regista è indicato anche con lo pseudonimo A. (Al) Maker.[1] La durata complessiva è indicata in 102 minuti e la produzione è accreditata a Gian Paolo Brugnoli, con qualifica di coproduzione Italia/USA.[2]

Distribuzione

La scheda della Fondazione Ente dello Spettacolo colloca l'uscita italiana al 1994 e indica come distributore Europa Cine TV.[3] La banca dati dell'Accademia del Cinema Italiano (David di Donatello) registra il titolo tra i film italiani 1993/94, confermando crediti principali e distributore.[4]

Accoglienza e critica

La critica ha evidenziato l'impianto dichiaratamente derivativo dal film statunitense Navigator (1986) di Randal Kleiser, notando come l'opera di Teti riprenda trama e motivi senza raggiungerne gli esiti migliori.[1]

Fantafilm parla di "esigui incassi al botteghino", precisando che si tratta di "una delle pellicole portate a sostegno della tesi (discutibile e generalizzante) che in Italia la fantascienza, come genere cinematografico, è un'operazione commerciale in perdita."[5]

Note

  1. 1 2 3 Donda 2010, p. 196
  2. 1 2 Donda 2010, p. 287
  3. 1 2 3 4 5 Navigatori dello spazio, su cinematografo.it, Fondazione Ente dello Spettacolo. URL consultato il 25 settembre 2025.
  4. ↑ Navigatori dello spazio, su Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. URL consultato il 25 settembre 2025.
  5. ↑ Navigatori dello spazio, su www.fantafilm.net. URL consultato il 25 settembre 2025.

Bibliografia

  • Massimo Donda, Il cinema italiano di fantascienza. L'opera spaziale, in Academia.edu, 2010.
  • Luigi Cozzi, Space Men. Il cinema italiano di fantascienza, Roma, Profondo Rosso, 2007.
  • Giovanni Mongini, La fantascienza sugli schermi, 2–3, Bologna, Perseo Libri, 2002.
  • Roberto Chiti, Roberto Poppi, Enrico Lancia, Dizionario del cinema italiano. I film, Roma, Gremese, 2000.

Collegamenti esterni