Neil Hamilton Fairley
| Neil Hamilton Fairley | |
|---|---|
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| Nascita | Inglewood, 15 giugno 1891 |
| Morte | Sonning, 19 aprile 1966 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Australian Army |
| Anni di servizio | 1915-1946 |
| Grado | Brigadiere |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
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Sir Neil Hamilton Fairley (Inglewood, 15 giugno 1891 – Sonning, 19 aprile 1966) è stato un medico e militare australiano, che riuscì a salvare dalla malaria centinaia di Alleati durante la seconda guerra mondiale.
Laureato all'Università di Melbourne, Fairley entrò nel Corpo Medico del Regio Esercito Australiano nel 1915.[1][2][3] Come primo lavoro dovette capire le cause di un'epidemia di meningite che aveva colpito gli accampamenti australiani.[3][4] Successivamente fu trasferito in Egitto, al Cairo, dove sperimentò nuovi metodi contro la schistosomiasi.[2][3][4]
Ritornò all'Esercito Australiano durante la seconda guerra mondiale e giocò un ruolo importante anche sul piano tattico: convinse infatti il comandante Sir Archibald Wavell ad alterare i suoi piani durante l'Operazione Marita per evitare un'epidemia di malaria fra le truppe.[1][3][4] Si occupò anche di trasmissioni via radio nel Teatro del Sud-Ovest Pacifico nella seconda guerra mondiale. Convinse poi l'Esercito australiano ad usare l'atebrina, una nuova medicina contro le malattie infettive.[1][3]
Tornato a Londra nel dopoguerra, fondò un istituto per la cura delle malattie tropicali.[2][3][4]
Onorificenze e riconoscimenti
Note
- 1 2 3 (EN) WEHI History: 1919 Neil Hamilton Fairley First Assistant Director, su WEHI. URL consultato l'11 maggio 2026.
- 1 2 3 Sir Neil Hamilton Fairley | RCP Museum, su history.rcp.ac.uk. URL consultato l'11 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) Frank Fenner, Sir Neil Hamilton Fairley (1891–1966), National Centre of Biography, Australian National University. URL consultato l'11 maggio 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Dr Neil Hamilton Fairley, su Library, Archive & Open Research Services blog, 18 giugno 2020. URL consultato l'11 maggio 2026.
- ↑ No. 38930, in The London Gazette (Supplement), 2 giugno 1950, p. 2810.
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