Neotemplarismo

Il neotemplarismo (o templarismo) è un fenomeno culturale nel quale moderne associazioni, ordini cavallereschi e società iniziatiche si fondano sulla pretesa di continuare la tradizione dei Cavalieri templari, restaurarli o prenderli a modello. Le rivendicazioni dei gruppi neotemplari possono includere una discendenza diretta dall'ordine medioevale, una successione iniziatica, una restaurazione istituzionale o solo una continuità ideale con i templari; si tratta di un fenomeno variegato: accanto a società iniziatiche (che ammettono i membri mediante riti d'ingresso) esistono associazioni cerimoniali, caritative o religiose prive di ritualità esoterica.[1][2]
La tesi di una prosecuzione segreta dell'ordine dei Templari dopo la soppressione è stata comunque respinta dagli storici e la Chiesa cattolica, da parte sua, non riconosce come ordini cavallereschi le organizzazioni di nuova istituzione o fatte derivare da ordini medievali soppressi.[1][3][4]
Il neotemplarismo si sviluppò alla fine del XVIII secolo all'interno della massoneria francese e tedesca: la leggenda di una sopravvivenza clandestina dei Templari portò alla creazione dei gradi templari massonici, ossia livelli rituali massonici costruiti intorno a temi templari; nel XIX secolo alcune correnti uscirono dalla massoneria e fondarono ordini neotemplari autonomi.[1][5]
Definizione e caratteristiche

Le associazioni neotemplari sono in genere ordini cavallereschi, società iniziatiche o gruppi cerimoniali che richiamano simboli, miti o ideali attribuiti ai Cavalieri templari; alcune appartengono alla tradizione massonica o all'esoterismo occidentale, mentre altre propongono un modello cavalleresco, cristiano o caritativo.[1][2][7][8] Intorno al 1980 erano segnalati nel mondo oltre cento ordini templari rivali, fra associazioni apocalittiche, gruppi di copertura per manovre politiche, organizzazioni interessate alla magia sessuale, circoli sociali e associazioni conviviali e il numero era destinato ad aumentare ulteriormente nei decenni successivi.[9][10] Secondo gli storici non vi è alcuna prova di una sopravvivenza dell'Ordine templare originale dopo la sua soppressione; anche le genealogie iniziatiche, cioè le liste di trasmissione dell'autorità spirituale usate da questi gruppi, appartengono alla storia del mito templare moderno e non a quella dell'ordine medioevale.[1][3]
Antefatti storici
L'Ordine del Tempio fu un ordine monastico-cavalleresco cattolico legato alla storia delle crociate; la tradizione trasmessa da Guglielmo di Tiro ne colloca l'origine nel 1118-1119, attribuendola a un gruppo di cavalieri guidati da Ugo de Payns e Goffredo di Saint-Omer, incaricati di proteggere strade e pellegrini contro predoni e briganti.[1] Nel nono anno dalla fondazione, al concilio di Troyes, furono stabilite una regola per i Templari e l'adozione delle vesti bianche; l'ordine divenne poi ricco e potente grazie a donazioni, proprietà e attività finanziarie svolte in favore di pellegrini e crociati.[1] Nel 1307, dopo avere suscitato la cupidigia del re di Francia Filippo il Bello, i Templari furono accusati di eresia e arrestati in massa; nel 1310 cinquantaquattro cavalieri che avevano ritrattato le precedenti confessioni furono bruciati sul rogo, mentre quattro anni dopo subirono la stessa sorte anche il gran maestro dell'ordine e un dignitario provinciale.[3]
Dopo la persecuzione promossa dal re di Francia, papa Clemente V soppresse l'ordine con la bolla Vox in excelso del 22 marzo 1312 durante il concilio di Vienne.[11] La bolla soppresse in forma perenne l'ordine, la sua regola, l'abito e il nome, proibendo a chiunque - sotto pena di automatica scomunica - di entrarvi, assumerne o portarne l'abito oppure comportarsi da templare.[12] Dopo la lettura pubblica della bolla il 3 aprile 1312, l'ordine risultò ufficialmente abolito; le bolle Ad providam e Considerantes dudum, promulgate nel maggio dello stesso anno, disciplinarono rispettivamente i beni templari e la sorte dei membri dell'ordine.[13] Dopo la soppressione, l'ordine sopravvisse per qualche decennio fuori della Francia, ma al più tardi agli inizi del XV secolo i Templari erano completamente scomparsi.[1]
Storia
Neotemplarismo e massoneria
L'idea di una continuazione segreta dell'ordine dei Templari prese piede nella massoneria, in particolare in Francia e in Germania, alla fine del XVIII secolo:[3][14][10] la massoneria inglese rivendicava un'origine nelle corporazioni muratorie di mestiere, reinterpretate in senso filosofico ed esoterico, ma nella nobiltà dell'Europa continentale questa origine appariva troppo umile e favorì la leggenda di cavalieri perseguitati nascosti nelle corporazioni inglesi e scozzesi dei liberi muratori per continuare le proprie attività.[1][14] Soprattutto in Germania questi cavalieri misteriosi furono identificati con i Templari; da tale leggenda nacquero i gradi templari della massoneria, sviluppati nell'Europa continentale e diffusi anche nel Regno Unito grazie all'opera di Thomas Dunckerley, che nel 1791 fondò un Gran Conclave dei Cavalieri Templari all'interno della massoneria inglese.[1][14] Gradi templari massonici sono poi presenti nel rito scozzese, nel Rito di York e negli accampamenti templari (Encampments of Knights Templars) della massoneria anglo-americana; in questa tradizione i gradi cavallereschi rimasero integrati nei sistemi massonici come fenomeno di massa distinto dalle filiazioni neotemplari di carattere esoterico, con strutture nazionali autonome in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.[1][14]
Nel mondo massonico di lingua tedesca, la Stretta Osservanza templare fu fondata da Karl Gotthelf von Hund nel 1751 come rito scozzese costruito su miti relativi ai Cavalieri templari medievali; il rito dichiarava di voler purificare la massoneria da influenze occultiste e di sottoporre gli affiliati alla disciplina di superiori sconosciuti.[1][15][10] Dopo difficoltà di organizzazione e direzione, la Stretta Osservanza fu riformulata nel 1782 come Regime scozzese rettificato, promosso a Lione da Jean-Baptiste Willermoz.[1][15]
Negli anni della Rivoluzione francese non tutti però accettavano che l'insieme dei gradi templari rimanesse subordinato alla massoneria.[1][16] Nella loggia parigina dei Cavalieri della Croce si affermò una lettura diversa: se le corporazioni britanniche dei liberi muratori avevano avuto importanza perché avrebbero custodito gli eredi dell'Ordine del Tempio, l'Ordine del Tempio doveva essere considerato più antico della massoneria e indipendente da essa.[1][16] Da questa idea nacque il progetto di un Ordine del Tempio autonomo rispetto alle organizzazioni massoniche; la distinzione geografica conseguente è rimasta visibile nel lungo periodo, con la massoneria templare prevalente nei paesi anglofoni e il neotemplarismo autonomo di matrice palapratiana concentrato principalmente nei paesi latini.[1][17]
Charta di Larménius
Molti gruppi neotemplari sostengono che l'ordine sia sopravvissuto in segreto anche dopo la morte dell'ultimo maestro, Jacques de Molay, tramite una linea di gran maestri segreti.[1][18] La cosiddetta Charta di Larménius, o carta di trasmissione (charta transmissionis), è costruita come un documento del febbraio 1324 nel quale Johannes Marcus Larmenius sarebbe stato eletto gran maestro del Tempio in successione a Jacques de Molay; il testo contiene un elenco di ventidue gran maestri successivi fino a Bernard-Raymond Fabré-Palaprat nel 1804 e una serie cifrata di firme che attesterebbe una linea di discendenza.[18][19] La Charta di Larménius è in realtà un falso redatto fra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX secolo, durante la ricostituzione dell'Ordine del Tempio in età napoleonica.[20] La tradizione neotemplare palapratiana usò il documento come prova della sopravvivenza dell'ordine, ma esso non può dimostrare alcuna continuità istituzionale dei Templari medievali; la medievalista Régine Pernoud ha respinto nettamente l'idea di una sopravvivenza segreta dell'ordine.[1][16]
Bernard-Raymond Fabré-Palaprat e la Chiesa gioannita

Al centro della ricostituzione autonoma dell'Ordine del Tempio all'inizio del XIX secolo vi fu Bernard-Raymond Fabré-Palaprat, medico francese attivo negli anni della Rivoluzione francese e dell'età napoleonica.[1][16] Nel 1804 Fabré-Palaprat dichiarò di avere scoperto, insieme con i colleghi della loggia dei Cavalieri della Croce, documenti che avrebbero provato una successione ininterrotta di gran maestri templari clandestini dalla soppressione dell'ordine fino al 1792; i Cavalieri della Croce affermarono inoltre che un documento ritrovato nel cassetto di un mobile del duca Louis-Hercule-Timoléon de Cossé-Brissac autorizzava la loggia a eleggere un nuovo gran maestro.[1][16][19] Nel 1805 la loggia nominò Fabré-Palaprat gran maestro, inizialmente provvisorio, ricostituendo l'Ordine del Tempio; l'iniziativa interessò anche Napoleone Bonaparte, che autorizzò una solenne cerimonia nel 1808.[1][21]
Fabré-Palaprat non intendeva soltanto ricostituire un ordine cavalleresco, ma cominciò a legare i neotemplari a una nuova religione.[1][17] Nel 1814 dichiarò di avere acquistato da un libraio antiquario parigino (bouquiniste) un manoscritto greco intitolato Evangelicon, versione eterodossa del Vangelo di Giovanni, preceduta da un commento chiamato Leviticon.[1][22] Questi testi sono descritti come un falso del tardo Seicento o del Settecento.[1] Nel testo attribuito a san Giovanni e nel Leviticon, Gesù Cristo è presentato come un iniziato educato ad Alessandria, mentre san Giovanni è indicato come suo successore in una linea che sarebbe poi proseguita nell'Ordine del Tempio.[1][8] Come gran maestro dell'Ordine del Tempio ricostituito, Fabré-Palaprat si proclamò quindi successore "autentico" di san Giovanni e di Gesù Cristo.[1][18]
Fabré-Palaprat fondò una Chiesa templare, chiamata Chiesa gioannita, dichiarandola l'unica vera Chiesa cristiana legittima, in opposizione alla linea ecclesiastica della Chiesa cattolica romana fondata su san Pietro.[1][17] Nel 1831 l'ex sacerdote cattolico Ferdinand-François Châtel, dalle idee radicali e socialiste e fondatore di una Chiesa cattolica francese, aderì all'Ordine del Tempio.[1] Poco dopo Châtel fu consacrato vescovo della Chiesa gioannita in virtù dell'autorità di Fabré-Palaprat e assunse il titolo di primate delle Gallie.[1][17] Châtel radunò per qualche tempo sacerdoti in rottura con la Chiesa cattolica in varie città francesi e in qualche località straniera.[1] Dagli anni 1830 il movimento neotemplare si legò anche a Chiese indipendenti e gruppi scismatici guidati da vescovi che rivendicavano consacrazioni episcopali non riconosciute dalla Chiesa cattolica.[17]
La Chiesa gioannita durò pochi anni, anche perché non tutti i membri dell'Ordine del Tempio intendevano rompere con la Chiesa cattolica.[1] Fin dai primi tentativi di Fabré-Palaprat di fondare una nuova religione nel 1812 emerse una fazione cattolica dissidente; la branca italiana divenne autonoma nel 1815.[1] Alla morte di Fabré-Palaprat, nel 1838, il legame personale fra Ordine del Tempio e Chiesa gioannita si ruppe.[1][17] Un tentativo di riconciliazione fra la fazione cattolica e quella palapratiana portò all'elezione dell'ammiraglio sir William Sidney Smith a gran maestro riconosciuto da entrambe le parti, ma l'accordo durò poco e le due fazioni ripresero un'esistenza separata, con ulteriori riunificazioni di breve durata.[1][17] Dopo alcuni anni la Chiesa gioannita cessò le attività, mentre Châtel fondò nel 1848 una Chiesa francese radicale, durata anch'essa poco.[1] Nel 1871 i pochi cavalieri palapratiani francesi superstiti misero l'ordine "in sonno", con formula di origine massonica; lo stesso avvenne per la branca cattolica belga nel 1890.[1]
Negli ultimi decenni del XIX secolo alcuni superstiti conferirono la reggenza dell'ordine in Francia al poeta Joséphin Péladan, figura dell'occultismo francese di fine Ottocento, più interessato all'Ordine della Rosa+Croce Cattolica del Tempio e del Graal da lui stesso fondato.[1][17] In quegli anni l'Ordine del Tempio entrò, con numerose altre sigle, fra gli ordini occulti legati a Péladan e a Papus.[1][23] Nello stesso periodo nomi e simboli templari furono usati da vari movimenti magici di origine diversa, fra cui l'Ordo Templi Orientis e l'Ordine dei Nuovi Templari, fondato nel 1907 da Jörg Lanz von Liebenfels nella corrente ariosofica di lingua tedesca.[1][24][25][26] Questi ordini usarono temi e simboli templari, ma i loro interessi principali erano esterni al neotemplarismo propriamente detto.[1]
OSMTJ, OSMTH e filiazioni principali
La successione più diretta dell'Ordine del Tempio fondato da Fabré-Palaprat rimase nella branca laica belga, rimasta in attività alla fine del XIX secolo: nel 1894 questa branca promosse a Bruxelles una Segreteria Internazionale dei Templari, non riconosciuta da tutti i priorati stranieri; nel 1930 la branca, detta "de la Trinité de la Tour", si sciolse come tale, ma nel 1932 fu ricostituito un Gran Priorato del Belgio che procedette alla costituzione formale dell'Associazione belga dei cavalieri dell'Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Gerusalemme.[1] Nel 1933 i belgi registrarono nel Moniteur Belge la denominazione ufficiale di «Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jérusalem».[27] Il reggente Théodore Covias, in carica dalla fondazione del Gran Priorato, trasmise i propri poteri a Émile Clément Vandenberg nel 1935.[1][24] Nel 1938 un gruppo di membri del consiglio di reggenza belga indicò Joseph Jonckbloedt de Juge come successore di Vandenberg, ma quest'ultimo non accettò questa successione e continuò a considerarsi in carica.[1] Nel 1942, a causa della guerra, Vandenberg trasferì gli archivi dell'ordine in Portogallo presso Antonio Campello Pinto de Sousa Fontes; nel 1945 chiese la restituzione degli archivi, ma Sousa Fontes rifiutò e, dopo la morte di Vandenberg nello stesso anno, si proclamò prima reggente e poi gran maestro, ottenendo il riconoscimento di alcuni priorati ma non di tutti.[1]
Nel 1948 Antonio Campello Pinto de Sousa Fontes designò come successore il figlio Fernando Campello Pinto de Sousa Fontes, che alla morte del padre, nel 1960, assunse il titolo di "Principe Reggente".[28] Diverse branche nazionali avevano però già un'esistenza autonoma e non avevano riconosciuto l'autorità di Antonio Sousa Fontes; nel 1970 alcuni gran priorati contrari a questa autorità si riunirono a Parigi e nominarono gran maestro il maresciallo polacco Antoine Zdrojewski.[28][29] Da quel momento si formarono tre principali filiazioni internazionali: una di obbedienza Sousa Fontes, una di obbedienza Zdrojewski e una costituita da gruppi che non riconoscevano Sousa Fontes ma diffidavano anche di Zdrojewski.[28] La situazione fu resa più complessa dall'uso, da parte delle diverse filiazioni, sia della sigla latina OSMTH, da Ordo Supremus Militari Templi Hierosolymitani, sia della sigla francese OSMTJ, da Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jérusalem.[28][30]
Gli scismi fra le filiazioni OSMTJ e OSMTH furono aggravati dal desiderio dei gruppi neotemplari di prendere le distanze dall'Ordine del Tempio Solare, coinvolto nei suicidi-omicidi del 1994-1997.[28][31] La filiazione ex-Zdrojewski sopravvisse in Svizzera con Alfred Zappelli e Georges Lamirand; nel 1988 Lamirand riunì ciò che restava della filiazione ex-Zdrojewski al gruppo legato a Pierre Pasleau.[28] Dalla filiazione Pasleau, dopo l'incorporazione di quella ex-Zdrojewski, nacque l'Organizzazione Mondiale dei Templari; i seguaci di Sousa Fontes formarono invece filiazioni autonome che riconoscevano l'autorità del dirigente portoghese.[28] Fra i gran priorati che avevano rifiutato sia Sousa Fontes sia Zdrojewski o Pasleau si formò il gruppo più numeroso; Ginevra divenne uno dei suoi centri principali e nel 1999 vi fu costituito un OSMTH registrato presso le autorità cantonali, presieduto dall'ammiraglio statunitense James J. Carey.[28] L'OSMTH registrato a Ginevra risulta nella banca dati dell'Nazioni Unite come organizzazione non governativa con qualifica consultiva speciale presso l'ECOSOC dal 2002.[32] In un documento di presentazione del 2016, l'OSMTH si definisce successore dell'Ordine del Tempio ottocentesco e dichiara di non rivendicare una discendenza organizzativa diretta dai Templari medievali né di appartenere alla massoneria.[30] Da queste iniziative nacquero filiazioni riconducibili a Michel Van der Stock, a Nicolas Haimovici Hastier e alla linea Carey.[28]
Rinascimento di Arginy, Ordine Rinnovato del Tempio e Tempio Solare
Nel XX secolo, accanto alla linea originata da Fabré-Palaprat, nacquero gruppi neotemplari autonomi che facevano risalire la propria origine a esperienze mistiche dei promotori.[33] Il 12 giugno 1952, nelle rovine del castello di Arginy, in Francia, Jacques Breyer dichiarò di avere avuto un'esperienza mistica con due compagni e di essere stato contattato da misteriosi "Maestri del Tempio", che gli avrebbero chiesto di promuovere un rinascimento templare.[33][34] Nel 1953 Breyer dichiarò di avere ricevuto anche una "successione apostolica" tramite una branca dell'Ordine templare di origine medievale, che nella sua rivendicazione sarebbe sopravvissuta prima in Catalogna e poi in Etiopia.[33] Da questi episodi nacque il cosiddetto "rinascimento di Arginy", che influenzò gruppi esoterici francesi nella seconda metà del XX secolo.[33][34]
L'Ordine Sovrano del Tempio Solare, fondato da Breyer, rimase negli anni 1950 un gruppo piuttosto piccolo; negli anni 1960 assunse forma associativa nel Principato di Monaco sotto la direzione di Jean-Louis Marsan e crebbe anche grazie all'adesione di Raymond Bernard e Julien Origas, due figure note dell'esoterismo francese.[33] Bernard, allora esponente di primo piano dell'AMORC nei paesi francofoni, decise dopo l'incontro con Breyer di fondare un gruppo neotemplare separato, destinato a offrire ad alcuni membri dell'AMORC una parallela iniziazione templare; nel 1968 iniziò a conferire iniziazioni templari a membri fidati dell'AMORC francese, fra cui Origas.[33] Nel 1970 Bernard costituì l'Ordine Rinnovato del Tempio e ne divenne il primo presidente.[33][35][36] Nel 1971 Bernard chiese a Origas di sostituirlo come presidente dell'Ordine; negli anni 1971-1972 l'O.R.T. conobbe una fase di crescita, formalmente guidato da Origas ma di fatto ancora legato all'influenza di Bernard nell'AMORC.[33] Nell'ottobre 1972, dopo pressioni provenienti dall'AMORC statunitense, Bernard lasciò l'O.R.T.; in seguito ai membri dell'AMORC fu sconsigliato di aderire all'Ordine Rinnovato del Tempio.[33]
Dopo l'uscita di Bernard, Origas continuò le attività dell'O.R.T. ispirandosi anche agli insegnamenti del movimento statunitense I AM, legato alla teosofia nata nel XIX secolo, con cui era entrato in contatto.[33] Intorno all'O.R.T. e ad alcune branche dell'OSMTJ si sarebbe formato anche un "Ordine segreto" non noto agli altri membri, nel quale furono elaborate idee sull'imminente fine del mondo e sulla presenza di "maestri ascesi", cioè esseri spirituali ritenuti più evoluti dagli adepti.[37] Il carattere di Origas causò negli anni numerosi scismi, ma egli rimase legato al "rinascimento di Arginy" e ai gruppi che si riconoscevano nell'esperienza di Breyer.[33] Origas collaborò quindi con l'Ordine Sovrano del Tempio Solare di Breyer e con la Fondazione Via d'Oro (Golden Way Foundation), fondata nel 1978 da Joseph Di Mambro.[33] Di Mambro, membro dell'AMORC fra il 1956 e il 1970, aveva conosciuto Origas nell'AMORC e seguì il rinascimento di Arginy.[33] Il 21 marzo 1981, nella sede ginevrina della Fondazione Via d'Oro, i capi dell'O.S.T.S., dell'O.R.T. e della stessa fondazione si riunirono per giurare fedeltà a un futuro Maestro del Tempio che si sarebbe rivelato.[33] Nel 1982 aderì alla Fondazione Via d'Oro il medico omeopatico belga Luc Jouret, che in seguito Di Mambro presentò a Origas e propose nell'O.R.T. come possibile successore.[33] Dopo la morte di Origas, nel 1983, una parte dei membri riconobbe inizialmente la successione di Jouret, ma nel settembre 1984 questi fu escluso legalmente dall'O.R.T. e creò un'organizzazione scismatica chiamata prima Ordine Rinnovato del Tempio - Tradizione Solare e poi Ordine Internazionale di Cavalleria - Tradizione Solare, ovvero Ordine del Tempio Solare.[33]
L'Ordine del Tempio Solare, nato nei gruppi neotemplari ed esoterici legati a Di Mambro e a Luc Jouret, divenne noto per gli omicidi-suicidi avvenuti tra il 1994 e il 1997.[28][38] Dopo gli eventi del 1994, il gruppo interpretò le morti come un "transito" verso Sirio, ma le inchieste svizzere e canadesi distinsero tra suicidi, persone uccise senza consapevolezza e vittime considerate "traditori".[38] Il Tempio Solare era organizzato secondo un modello iniziatico di tipo massonico, con gerarchie e gradi, combinando elementi rosacrociani, templari ed esoterici occidentali.[39] La notorietà del Tempio Solare contribuì a spingere numerosi gruppi neotemplari a distinguersi pubblicamente da organizzazioni considerate settarie o violente.[28]
Gruppi italiani e filiazioni non palapratiane
In Italia sono attestate numerose filiazioni e associazioni che si richiamano al templarismo, soprattutto dalla seconda metà del XX secolo.[28] Il Gran Priorato italiano si dissociò nel 1815 da Fabré-Palaprat e dalle sue credenze gioannite, ribadì la propria autonomia nel capitolo di Venezia del 1867 e continuò la sua esistenza fino al 1945.[28] Le successive riprese italiane riguardano il cosiddetto "Tempio Italiano" di Gastone Ventura, la filiazione Pasleau aderente all'OR.MO.TE. e la filiazione brasiliana S.M.T.H.O. di Gabriel Inellas e Rocco Zingaro.[28][40] Nel 2005 alcune cerimonie d'investitura nella chiesa romana di Santa Prisca e l'annuncio di un "Parlamento delle Religioni" richiamarono l'attenzione del vicariato di Roma, che vietò l'uso di chiese romane per le cerimonie di questo e di altri ordini non riconosciuti dalla Chiesa cattolica.[40] Nell’anno del Signore 1996, in Italia, Giuseppe Bagnai diede vita al primo Ordine Templare, rivendicando la legittima discendenza da Bernard-Raymond Fabré-Palaprat, restauratore dell’Ordine nel 1804. A lui succedettero prima Gennaro Luigi Nappo e successivamente Umberto Caruso, ai quali fu affidata la guida e la custodia della tradizione templare. Sotto il governo del Priore Umberto Caruso, l’Ordine compì un gesto di profonda comunione con la Santa Madre Chiesa. Umberto Caruso depose nelle mani dell’Em.mo Cardinale Crescenzio Sepe il proprio Pastorale, segno di autorità e di servizio, oggi custodito e visibile presso la Basilica di Sant’Eufemia in Carinaro (CE), quale testimonianza perenne del legame tra l’Ordine e la Chiesa di Napoli. Da quel momento i rapporti con la Gerarchia Ecclesiastica furono ulteriormente rinsaldati. Il Priore Caruso, insieme ai Cavalieri e alle Dame, prese parte a numerosi eventi al fianco di eminenti Porporati, tra cui l’Em.mo Cardinale Angelo Bagnasco e l’Em.mo Cardinale Giuseppe Bertello, e di tante altre autorità ecclesiastiche. In ogni occasione fu riconosciuto all’Ordine il merito dell’*operato caritatevole a favore delle classi meno abbiette. Fu proprio in quell’impegno costante che l’OSMTJ 1804 trovò il suo vero motto: SOSTEGNO - INCLUSIONE - FEDE - Per questo spirito di servizio, l’Ordine è stato invitato a numerosissimi eventi benefìci, portando la Croce del Tempio dove c’è bisogno, povertà e sofferenza, seguendo l’esempio dei Padri che un tempo soccorrevano i pellegrini e i malati. Così l’Ordine Sovrano Militare del Tempio di Gerusalemme 1804, nato nel 1996 dalla volontà di Bagnai, prosegue il suo cammino sotto il segno dell’obbedienza a Roma e della carità verso il prossimo.
La Milizia del Tempio - Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo fu fondata nel 1979 a Poggibonsi dal conte Marcello Alberto Cristofani della Magione come associazione di laici cattolici che intendono richiamarsi agli ideali e allo stile di vita templari descritti da san Bernardo di Chiaravalle, senza pretendere alcuna affiliazione diretta dall'antico ordine medievale.[41] L'8 settembre 1988 l'arcivescovo di Siena Mario Jsmaele Castellano approvò le Costituzioni della Milizia del Tempio come associazione privata di fedeli laici.[41] L'arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino la elenca fra le aggregazioni laicali con sede al Castello della Magione di Poggibonsi.[42]
Rapporti con la Chiesa cattolica
Molti gruppi neotemplari, soprattutto in Italia, dichiarano di aderire alla Chiesa cattolica e di riconoscere l'autorità del Papa, mentre altri si definiscono ordini interconfessionali o esoterici, oppure esplicitamente alternativi alla Chiesa cattolica romana.[1][8][40][41] La Santa Sede ha precisato nel 2012 che, oltre ai propri ordini equestri, riconosce e tutela soltanto il Sovrano Militare Ordine di Malta e l'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, affermando al contempo che tutti gli altri ordini, di nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali, non sono riconosciuti dalla Santa Sede, che non può farsi garante della loro legittimità storica e giuridica, dei loro scopi e della loro organizzazione.[4] La Santa Sede ha inoltre dichiarato di non attribuire valore ai diplomi cavallereschi e alle insegne rilasciati da sodalizi non riconosciuti e di non ritenere appropriato l'uso di chiese e cappelle per le loro "cerimonie di investitura".[4]
Uso politico della simbologia templare nell'estrema destra
Tra Ottocento e Novecento alcuni ambienti nazionalisti e razzisti utilizzarono simboli dell'ordine medioevale per incitare alla cristianità armata, alla crociata e alla lotta contro nemici politici, religiosi o razziali.[43] Nel caso del Ku Klux Klan,[44] il secondo Klan, rifondato nel 1915, si presentava anche come confraternita maschile, muovendosi nello stesso spazio sociale delle fraternità statunitensi, compresa la massoneria.[45] In quell'ambito esistevano anche i Knights Templar massonici, che richiamavano la cavalleria crociata medievale.[46] Il richiamo ai Templari compare in modo esplicito nelle denominazioni di alcune sigle klaniste negli anni 1990: nel 1994 è attestata la denominazione United Klans of Florida, Templar Knights of Ku Klux Klan.[47] Nel 1998 il Southern Poverty Law Center censiva i Templar Knights of the Ku Klux Klan fra i gruppi d'odio attivi negli Stati Uniti, con sedi indicate a Port St. Lucie, in Florida, e a Owensboro, nel Kentucky;[48] nel 2002 erano censiti a Fort McCoy, in Florida.[49]
Nel XXI secolo la simbologia dei Cavalieri templari è stata usata da gruppi suprematisti e nazionalisti bianchi, senza rapporto diretto con le filiazioni neotemplari esoteriche o cavalleresche.[50][51] I riferimenti ai Templari compaiono nella propaganda e nei simboli di diversi gruppi di estrema destra che si caratterizzano per razzismo e xenofobia; fra gli esempi documentati vi sono il manifesto dell'attentatore norvegese del 2011, quello dell'attentatore di Christchurch del 2019 e l'esposizione di croci templari al raduno suprematista di Charlottesville del 2017.[50] Nel movimento della cosiddetta contro-jihad (Counter Jihad), in gruppi come le Leghe di difesa (Defense Leagues) e Britain First, immagini crociate e templari sono usate per presentare il conflitto politico come difesa della cristianità contro l'islam.[52]
Questo uso politico dei riferimenti templari è stato definito "medievalismo cospirativo", cioè una lettura della storia con tinte razziali e romantiche, unita a teorie del complotto.[50] In questi testi e simboli, il linguaggio della cavalleria medievale presenta la lotta politica come un obbligo morale affidato a uomini bianchi descritti come giusti.[50] I simboli crociati e templari sono impiegati anche come strumenti di reclutamento, mobilitazione e propaganda, soprattutto su reti e piattaforme digitali.[53]
Organizzazioni e movimenti di ispirazione templare
Le due tabelle distinguono i gruppi che rivendicano una successione templare dai movimenti che usano temi o simboli templari; non sono incluse associazioni documentate esclusivamente da fonti proprie, registri associativi, comunicati o materiale promozionale.
Organizzazioni che rivendicano una successione diretta dai Templari
Organizzazioni che rivendicano o hanno rivendicato una successione diretta dall'ordine dei Templari medievale.
| Organizzazione | Sigla | Fondatore o figura principale | Anno | Area di origine | Periodo o esito | Inquadramento | Fonti |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ordine del Tempio ricostituito | - | Bernard-Raymond Fabré-Palaprat | 1805 | Francia | cessato | ordine neotemplare fondato sulla Charta di Larménius e sulla rivendicazione di una successione templare segreta | [1][3][19] |
| Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Gerusalemme | OSMTJ / OSMTH | Théodore Covias, Émile Clément Vandenberg | 1932 | Belgio | attestato in varie filiazioni | filiazione derivata dal ramo belga della successione palapratiana | [1][28][24] |
| Filiazione Sousa Fontes | OSMTJ / OSMTH | Antonio e Fernando Campello Pinto de Sousa Fontes | 1945-1960 | Portogallo | attestata in varie filiazioni | linea fondata sul possesso degli archivi trasferiti in Portogallo durante la Seconda guerra mondiale | [1][28] |
| Filiazione Zdrojewski | OSMTJ / OSMTH | Antoine Zdrojewski | 1970 | Francia / Svizzera | confluita in filiazioni successive | linea nata dalla riunione dei gran priorati che non riconoscevano Sousa Fontes | [28][29] |
| Organizzazione Mondiale dei Templari | OR.MO.TE. | Pierre Pasleau | 1988 | Svizzera | attestata nel XXI secolo | filiazione Pasleau nata dall'incorporazione della linea ex-Zdrojewski | [28] |
| Ordine Sovrano del Tempio Solare | O.S.T.S. | Jacques Breyer | anni 1950 | Francia | cessato | ordine esoterico del "rinascimento di Arginy" con una rivendicazione di continuità templare | [33][34] |
| Ordine Rinnovato del Tempio | O.R.T. | Raymond Bernard, Julien Origas | 1970 | Francia | attestato in forme autonome | ordine neotemplare nato fra membri francofoni dell'AMORC e poi guidato da Origas | [33][35][36] |
| Ordine Sovrano del Tempio Iniziatico | O.S.T.I. | Raymond Bernard | 1971 / 1988 | Francia | attestato nel XXI secolo | organizzazione neotemplare fondata su richiesta di Bernard e da lui risvegliata nel 1988 | [33] |
| Ordine del Tempio Solare | O.T.S. | Joseph Di Mambro, Luc Jouret | anni 1980 | Svizzera / Francia | cessato | nuovo movimento religioso neotemplare ed esoterico noto per gli omicidi-suicidi del 1994-1997 | [28][38][39] |
| Supremus Militaris Templi Hierosolymitani Ordo | S.M.T.H.O. | Gabriel Inellas, Rocco Zingaro | 1981 in Italia | Brasile / Italia | attestato in filiazioni | filiazione brasiliana della successione Inellas | [40] |
Movimenti e organizzazioni di ispirazione templare
Questi movimenti e organizzazioni si richiamano ai simboli, ai costumi o agli ideali templari, senza rivendicare un'affiliazione diretta all'ordine medievale.
| Organizzazione | Sigla | Fondatore o figura principale | Anno | Area di origine | Periodo o esito | Inquadramento | Fonti |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Rito di Stretta Osservanza | - | Karl Gotthelf von Hund | 1751 | area tedesca | riformulato nel 1782 | rito massonico poi confluito nel Regime scozzese rettificato | [1][15][10] |
| Ordo Templi Orientis | O.T.O. | Carl Kellner | 1895 | area germanofona | attestato nel XXI secolo | ordine occultista di matrice iniziatica | [1][24][25] |
| Ordine dei Nuovi Templari | O.N.T. | Jörg Lanz von Liebenfels | 1907 | area germanofona | cessato | ordine ariosofico di orientamento razzista | [1][24][26] |
| Ordine del Tempio Rinnovato (Ordre du Temple Rénové) | O.T.R. | René Guénon fra i fondatori | 1908 | Francia | cessato | gruppo esoterico parigino fondato da Guénon dopo la rottura con l'ambiente martinista di Papus; distinto dall'Ordine Rinnovato del Tempio (O.R.T.) di Bernard e Origas del 1970 | [33][37] |
| Ordo Supremus Militaris Templi Hierosolymitani di Ginevra | OSMTH | James J. Carey | 1999 | Svizzera | attestato nel XXI secolo | organizzazione cavalleresca cristiana ecumenica | [28][30][32] |
| Ordine del Tempio della Gerusalemme celeste / Ordine dei Nuovi Templari operativi (Ordre du Temple de la Jérusalem céleste / Ordre nouveau des templiers opératifs) | OTJC / ONTO | Patrick Véret e Danielle Drouant | anni 1980-1990 | Francia | cessato o trasformato | struttura associata all'Energo-Cromo-Cinesi (ECK; in francese Energo-Chromo-Kinèse) e citata nel rapporto parlamentare dell'Assemblea nazionale francese sulle sette e il denaro | [54] |
| Milizia del Tempio - Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo | - | Marcello Alberto Cristofani della Magione | 1979 | Italia | dal 1988 | associazione cattolica approvata come associazione privata di fedeli laici | [41][42] |
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 Massimo Introvigne e PierLuigi Zoccatelli, Le origini del neo-templarismo, su cesnur.com, CESNUR, 2024. URL consultato il 16 giugno 2026.
- 1 2 Bogdan, 2006, pp. 136-137
- 1 2 3 4 5 Lewis, 2006, p. 3
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- ↑ Introvigne, 2006, pp. 20-21
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- ↑ Introvigne, 2006, p. 28
- 1 2 3 4 Bogdan, 2006, p. 134
- ↑ Brown e Forey, 2018, p. 1
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- 1 2 3 4 Introvigne, 2006, p. 20
- 1 2 3 Allen, 2021, p. 191
- 1 2 3 4 5 Introvigne, 2006, p. 21
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- 1 2 3 Chryssides, 2006, p. 122
- 1 2 3 Alvarado Planas, 2019, p. 239
- ↑ Alvarado Planas, 2019, p. 244
- ↑ Introvigne, 2006, pp. 21-22
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Bibliografia
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Approfondimenti
- (EN) Malcolm Barber, The New Knighthood: A History of the Order of the Temple, Cambridge, Cambridge University Press, 1994, ISBN 978-0-521-42041-9. Edizione italiana: La storia dei Templari, traduzione di Mirco Scaccabarozzi, Nuova ed., Casale Monferrato, Piemme, 2004, ISBN 978-88-384-8126-0, SBN CFI0614701.
- Franco Cardini e Simonetta Cerrini, Storia dei Templari in otto oggetti, Novara, UTET, 2026, ISBN 979-12-212-2117-6, SBN BMT0052625.
- (EN) Peter Partner, The Knights Templar and their Myth, Rochester, Destiny Books, 1990, ISBN 978-0-89281-273-8. (Edizione riveduta di The Murdered Magicians, Oxford University Press, 1982). Edizione italiana: I templari, traduzione di Lucio Angelini, Torino, Einaudi, 2005, ISBN 978-88-06-17417-0.
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Collegamenti esterni
- Gli ordini neo-templari, su cesnur.com.
- (EN) Order of the Solar Temple, su wrldrels.org.