New Zealand Institute of Architects

New Zealand Institute of Architects
Vista dello skyline di Auckland
AbbreviazioneNZIA
TipoCorpo professionale
Affiliazione internazionaleNew Zealand Registered Architects Board (NZRAB)
Fondazione1905, riformato dalla Architects Act del 1963
FondatoreWilliam Chatfield
ScopoSostenere i propri membri fornendo loro formazione professionale continua, materiali e servizi essenziali per il loro lavoro
Sede centraleNuova Zelanda (bandiera) Auckland
IndirizzoLevel 2, 253 Ponsonby Road
Altre sedi8
Area di azioneNuova Zelanda
PresidenteNuova Zelanda (bandiera) Huia Reriti
Vice PresidenteMark Abbot
Lingue ufficialiInglese, Maori
Membri4 000 (1905)
Sito webwww.nzia.co.nz

Il New Zealand Institute of Architects (NZIA) (in maori: Te Kāhui Whaihanga) è un'organizzazione professionale basata sull'adesione che rappresenta circa il 90% degli architetti registrati in Nuova Zelanda e sostiene e promuove l'architettura in Nuova Zelanda.[1]

L'organizzazione è stata fondata nel 1905 e si impegna a sostenere i propri membri fornendo loro formazione professionale continua, materiali e servizi essenziali per il loro lavoro.

L'Istituto ha otto sedi in tutto il paese ed è guidato da un presidente che rimane in carica per due anni. Le funzioni quotidiane dell'Istituto sono svolte da un team con sede ad Auckland guidato da un amministratore delegato.

Storia

Prima del 1905 esistevano vari ordini degli architetti nelle città della Nuova Zelanda, ma questi non avevano alcuna rilevanza al di fuori delle loro aree locali.[2] Si decise che un organismo nazionale avrebbe garantito l'uniformità e alla fine del 1905 fu fondato il New Zealand Institute of Architects (Ordine degli Architetti della Nuova Zelanda),[3] con William Chatfield come primo presidente.[4]

Nel 1911 diversi membri lasciarono l'organizzazione e formarono la rivale Society of Architects a causa di una disputa sulle politiche dei prezzi, ma nel 1913 la disputa fu risolta e la Society of Architects fu sciolta.[5]

L'Institute of Architects fu riformato negli anni ‘60 a seguito dell'Architects Act 1963, che suddivise le funzioni tra l'Istituto e il New Zealand Registered Architects Board (NZRAB).[6][7][8] Nel 1992 divenne una società registrata.[9]

Nel 2019 l'Istituto cambiò nome per aggiungere una parte in lingua maori: Te Kāhui Whaihanga New Zealand Institute of Architects. Questo processo fu intrapreso con la rete di design maori Ngā Aho, e il nome maori fu suggerito da Haare Williams. Egli disse: “Il nome Te Kāhui Whaihanga non riguarda solo l'architettura, ma anche la costruzione di una nazione, di un futuro e di un popolo. Ha a che fare con l'identità”.[10]

Nel 2019 la NZIA firmò anche un patto con Ngā Aho per stabilire in che modo l'Istituto avrebbe potuto riconoscere il Trattato di Waitangi e il popolo maori. Il consigliere della NZIA Elisapeta Heta ha commentato così l'accordo e il suo significato: “...nel tuo ruolo di architetto, penseresti al tuo incarico di kaitiaki,[11] di custode dei luoghi che stiamo creando, e probabilmente ci sarebbe un cambiamento automatico, indipendentemente dal budget e dal cliente”.[10]

La governance dell'Istituto è affidata al Consiglio NZIA, guidato da un presidente eletto, che si riunisce quattro volte all'anno.[12]

Consiglio dell'Istituto degli Architetti

Consiglio direttivo del Te Kāhui Whaihanga, Istituto neozelandese degli architetti:

  • Presidente: Huia Reriti[13]
  • Direttore di Auckland: Michael Thomson
  • Direttore di Gisborne & Hawke's Bay: Chris Ainsworth
  • Direttore di Waikato & Bay of Plenty: Evan Mayo
  • Direttore occidentale: Felicity Wallace
  • Direttore di Wellington: Julie Stewart
  • Direttore di Nelson & Marlborough: Simon Hall
  • Direttore di Canterbury: Michael Smith
  • Direttore meridionale: Tim Ross
  • Rappresentante cooptato di Emerge: Harry Platt
  • Rappresentante cooptato di Ngā Aho: Samantha McGavock.[12]

Tra i presidenti precedenti figurano Pip Cheshire (2014-2016), Judith Taylor (2022-2024) e Judi Keith-Brown (2020-2022).

Premi di architettura della Nuova Zelanda

Il NZIA assegna ogni anno premi di architettura per varie categorie.[14][15]

I “premi nominativi” dell'Istituto vengono conferiti nelle categorie di architettura pubblica, commerciale, educativa e residenziale. Questi premi prendono il nome dagli illustri architetti neozelandesi Sir Ian Athfield, Sir Miles Warren, John Scott e Ted McCoy, e sono stati assegnati per la prima volta nel 2015/16.[16]

Nel 2022 l'Istituto ha introdotto il John Sutherland Practice Award per onorare individui, gruppi o collettivi per la loro influenza e il loro impatto sull'architettura. Il premio riconosce iniziative architettoniche più ampie come la pratica professionale, la promozione, la ricerca e la scienza delle costruzioni. Il premio prende il nome dal Membro Onorario John Sutherland, in riconoscimento della sua influenza sulla professione di architetto.[17][18]

Il presidente della NZIA può anche decidere di assegnare ogni anno un certo numero di President's Awards a coloro che hanno dato un contributo significativo all'architettura: questi possono essere assegnati sia ad architetti che a non architetti.[19]

Dal 2015 l'Istituto assegna i Warren Trust Awards for Architectural Writing per la letteratura architettonica creativa e significativa. I premi sono suddivisi per fasce d'età: Tamariki (0-13 anni), Rangatahi (14-18 anni) e Open (18+ anni). I premi sono una joint venture con The Warren Trust,[20] un'organizzazione benefica in onore di Sir Miles Warren.[21][22]

Medaglia d'oro

Il più prestigioso riconoscimento nel campo dell'architettura neozelandese è la Medaglia d'Oro, conferita dalla New Zealand Institute of Architects Gold Medal a un individuo o a un gruppo per il loro eccezionale contributo alla pratica dell'architettura, dimostrato attraverso la produzione di un corpus di opere di alta qualità nel corso del tempo.[23]

Membri illustri

L'Istituto onora fino a 10 membri illustri viventi, riconosciuti per la loro eccezionale importanza o contributo all'architettura in Nuova Zelanda. A partire dal 2025 i membri illustri sono Nick Bevin, Barry Dacombe, Richard Harris, Lindley Naismith, Maurice Mahoney, Anne Salmond, Graeme Scott, Julie Stout, John Sutherland e Christina van Bohemen.[24]

Membri associati (FNZIA)

Il New Zealand Institute of Architects riconosce e onora architetti, accademici o architetti in pensione che hanno “raggiunto un alto livello nella professione” o “reso un servizio meritorio alla professione o all'istituto”.[25]

Nancy Northcroft è la prima donna conosciuta ad aver ricevuto questo onore, nel 1966.[26] Altre donne che hanno ricevuto onorificenze di questo tipo comprendono Lillian Chrystall, Claire Chambers ed Ellen Brinkman.[27][28]

Note

  1. ↑ (EN) Who We Are, su nzia.co.nz, Te Kāhui Whaihanga New Zealand Institute of Architects. URL consultato il 12 giugno 2024.
  2. ↑ (EN) Local and general news, in New Zealand Herald, 5 settembre 1905.
  3. ↑ (EN) Southland Times, in paperspast.natlib.govt.nz/, 23 ottobre 1905, p. 2.
  4. ↑ (EN) The Builders' Association, in Timaru Herald, 26 ottobre 1905.
  5. ↑ (EN) G. Mew e Adrian Humphris, Raupo to Deco, ottobre 2014, pp. 89–91, 122, ISBN 978-1-927242-56-8.
  6. ↑ (EN) New law compels architects to be registered, in The Press, 2 aprile 1964.
  7. ↑ (EN) Who we are, su NZ Institute of Architects. URL consultato il 19 maggio 2024.
  8. ↑ (EN) Architects Act 1963 (1963 No 12), su New Zealand Acts As Enacted.
  9. ↑ (EN) New Zealand Institute of Architects Incorporated (519268) (NZBN: 9429042680161) [Incorporated Society] Registered, su New Zealand Companies Office.
  10. 1 2 (EN) The gift of a new cloak, su Architecture Now. URL consultato il 19 maggio 2024.
  11. ↑ Qualcuno può spiegare cosa significa kaitiaki in Māori?, su reddit.com. URL consultato il 6 marzo 2026.
  12. 1 2 (EN) Our structure, su NZ Institute of Architects. URL consultato il 19 maggio 2024.
  13. ↑ (EN) Huia Reriti, FNZIA, Perehitini of Te Kāhui Whaihanga New Zealand Institute of Architects, su nzia.co.nz, Te Kāhui Whaihanga New Zealand Institute of Architects. URL consultato il 12 giugno 2024.
  14. ↑ (EN) Who we are, su Nzia.co.nz, 11 maggio 2015. URL consultato il 27 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2012).
  15. ↑ (EN) NEW Zealand Institute of Architects, su thecommunityarchive.org.nz, The Community Archive, 2 giugno 2009. URL consultato il 27 febbraio 2017.
  16. ↑ (EN) Named Awards - New Zealand Institute of Architects, su NZ Institute of Architects. URL consultato il 27 novembre 2025.
  17. ↑ (EN) John Sutherland Practice Award, su NZ Institute of Architects. URL consultato il 23 settembre 2024.
  18. ↑ (EN) 2022 John Sutherland Award winner: Architecture+Women•NZ, su Architecture Now. URL consultato il 23 settembre 2024.
  19. ↑ (EN) President's Awards - New Zealand Institute of Architects, su NZ Institute of Architects. URL consultato il 27 novembre 2025.
  20. ↑ (EN) The Warren Trust, su warrentrust.org.nz. URL consultato il 6 marzo 2026.
  21. ↑ (EN) Warren Trust Award for Architectural Writing - Entries closing soon, su urbismagazine.com.
  22. ↑ (EN) Warren Trust Writing Awards, su NZ Institute of Architects. URL consultato il 24 settembre 2024.
  23. ↑ (EN) The NZIA Gold Medal – New Zealand Institute of Architects, su NZ Institute of Architects. URL consultato il 25 aprile 2023.
  24. ↑ (EN) Distinguished Fellows, su NZ Institute of Architects. URL consultato il 25 aprile 2023.
  25. ↑ (EN) NZIA Fellowss, su NZ Institute of Architects. URL consultato il 27 novembre 2025.
  26. ↑ (EN) Notice of Meeting 18 March 1966, in New Zealand Institute of Architects: Annual Report 1965, New Zealand Institute of Architects, 1965, p. 2.
  27. ↑ (EN) Elizabeth Cox (a cura di), Making Space: A History of New Zealand Women in Architecture, Massey University Press, Architecture + Women NZ, 1º gennaio 2022, p. 423, ISBN 978-1-991016-34-8.
  28. ↑ (EN) Membership Honours: 1991, in Profile 1992: New Zealand Institute of Architects: Architects and Architecture., New Zealand Institute of Architects, 1992.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 143122825 · ISNI (EN) 0000 0001 2173 8205 · SBN UFIV000710 · LCCN (EN) n84201521