Niccolò Sandonnini

Niccolò Sandonnini
vescovo della Chiesa cattolica
 
Incarichi ricoperti
 
Nascita1422
Nomina a vescovo7 giugno 1465 da papa Paolo II
Consacrazione a vescovoin data sconosciuta
Morte19 luglio 1499

Niccolò Sandonnini (1422 – 19 luglio 1499) è stato un vescovo cattolico italiano.

Biografia

Nacque nel 1422, figlio di Bartolomeo dei conti di San Donnino e Piera della Motta. In gioventù fu compagno di studi di Giacomo Ammannati, futuro cardinale.

L’8 dicembre 1454 divenne arciprete del capitolo della cattedrale di Ferrara; in seguito, divenne chierico di camera e segretario di papa Paolo II. Dal 14 novembre 1457, inoltre, fu canonico di San Martino di Lucca, carica alla quale rinunciò, in favore del cugino, alla nomina episcopale.

Il 7 giugno 1465 papa Paolo II lo nominò vescovo di Modena[1], ma fino al 1470 non poté prendere possesso della sede modenese a causa dell’ostilità del duca Borso d'Este. Inoltre, nello stesso anno il pontefice gli affidò il governo dell'abbazia di Montecassino.

Nel 1470, poco dopo il suo insediamento, convocò un sinodo diocesano[2], e organizzò un catasto dei benefici ecclesiastici[3]. Dal 1471, inoltre, avviò la ricostruzione del palazzo vescovile[4] e promosse un accordo tra il capitolo della cattedrale e le altre componenti del clero modenese.

Nel 1475 fu inviato come legato apostolico nelle Gallie, con l'obiettivo di sollecitare un accordo tra il re Luigi XI di Francia e il duca di Borgogna.

Il 15 settembre 1479 il capitolo della cattedrale di Lucca lo elesse nuovo vescovo della sede lucchese, ricevendo la conferma il 15 novembre da papa Sisto IV.

Nel 1480 iniziò la visita pastorale, mentre nel 1487 avviò un'indagine sul comportamento del clero diocesano, che si concluse con l'emanazione di norme che vietavano ai sacerdoti di tenere concubine, di portare armi e di praticare giochi proibiti. Inoltre, nel 1490 riformò le costituzioni del capitolo della cattedrale e restaurò il palazzo vescovile e l'abbazia di Guamo.

Al contempo, è notevole la sua attività in ambito civile: promosse la costruzione di un ponte sul Serchio, nel 1488 chiamò a Lucca il frate Bernardino da Feltre, che fondò il locale Monte di Pietà. Infine, nel 1494 ospitò nel palazzo vescovile il re Carlo VIII di Francia.

Morì il 19 luglio 1499 e fu sepolto nella chiesa di San Pier Cigoli, dove aveva fatto erigere il sepolcro di famiglia.

Note

  1. ↑ Raffaele Savigni, Sandonnini Nicola, ITA, 2017, ISBN 978-88-12-00032-6. URL consultato il 20 aprile 2026.
  2. ↑ (IT) Giuseppe <1917-1981> Russo, Un Sinodo inedito di Nicolò Sandonnini, vescovo di Modena, 1954. URL consultato il 20 aprile 2026.
  3. ↑ Riccardo Fangarezzi, La moralità del clero e il card. Morone in un capitolo del sinodo modenese del 1565, 17 gennaio 2021. URL consultato il 20 aprile 2026.
  4. ↑ Palazzo Arcivescovile, su BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web. URL consultato il 20 aprile 2026.

Collegamenti esterni