Nicorandil

Nicorandil
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC8H9N3O4
Massa molecolare (u)211.175 g/mol
Numero CAS65141-46-0
Numero EINECS265-514-1
Codice ATCC01DX16
PubChem47528
DrugBankDBDB09220
SMILES
C1=CC(=CN=C1)C(=O)NCCO[N+](=O)[O-]
Proprietà chimico-fisiche
Solubilità in acquaparzialmente miscibile
Coefficiente di ripartizione 1-ottanolo/acqua0,8
Temperatura di fusione92 - 93°C
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
Orale
Dati farmacocinetici
Emivita1 ora
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
corrosivo irritante
pericolo
Frasi H302 - 318
Consigli P264 - 264+265 - 270 - 280 - 301+317 - 305+354+338 - 317 - 330 - 501

Il Nicorandil è un composto chimico di formula C8H9N3O4.[1]

Storia

Il farmaco è commercializzato nel Regno Unito, in Australia, nella maggior parte dell'Europa, in India, nelle Filippine, in Giappone, in Corea del Sud e a Taiwan. Non è un farmaco approvato dalla Food and Drug Administration.[1]

Caratteristiche strutturali e fisiche

Nicorandil è un pirimidincarbossamide, ovvero è un nicotinamide in cui uno degli atomi di idrogeno legati all'azoto della carbossamide è sostituito da un gruppo 2-(nitroossi)etilico. È classificato come una piridin-carbossamide e un estere nitrico.[2] Si tratta di un donatore di gruppi NO.[3]

Caratteristiche strutturali[4]
N. di atom pesanti 15
N. di donatori di legami a idrogeno 1
N. di accettori di legami a idrogeno 5
N. di legami ruotabili 4
Massa monoisotopica 211,05930578 u
Superficie polare 97 Ų

Reattività e caratteristiche chimiche

Spettri analitici

Farmacologia e tossicologia

Farmacocinetica

Dopo la somministrazione per via orale, il nicorandil viene ben assorbito dal tratto gastrointestinale con una biodisponibilità orale del 75%. La concentrazione plasmatica massima (Cmax) viene raggiunta entro 30-60 minuti. Il valore medio di Cmax è di circa 300 ng/ml.[10] Le concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario di solito vengono raggiunte entro circa 96-120 ore dopo la somministrazione due volte al giorno (10 o 20 mg).[11]

Dopo somministrazione per via orale e per via endovenosa, il volume apparente di distribuzione è approssimativamente di 1,0-1,4 L/kg di peso corporeo. Il composto risulta legato per circa il 25% all'albumina e ad altre proteine plasmatiche.[10]

Il farmaco subisce un'ampia metabolizzazione epatica.[11] I principali percorsi di biotrasformazione sono la denitratazione, seguita da metabolizzazione della nicotinamide. Il principale metabolita denitrato farmacologicamente inattivo, 2-nicotinamidoetanolo, può essere rilevato nelle urine. I derivati formati dalla metabolizzazione della nicotinamide dei prodotti denitrati sono l'acido nicotinurico, la nicotinamide, la N-metilnicotinamide e l'acido nicotinico.[11]

La principale via di eliminazione è renale, con più del 60% della dose eliminata nelle urine entro 24 ore dalla somministrazione.[11] Solo circa l'1% viene escreto immodificato nelle urine, mentre i composti rimanenti sono principalmente il metabolita denitrato (9%) e i suoi derivati.[11]

Meno del 2% della dose somministrata viene escreto attraverso il sistema biliare. La emivita del farmaco è approssimativamente di 1 ora. La clearance totale del corpo è approssimativamente di 1,15 L/min.[10]

Farmacodinamica

Induce vasodilatazione delle arteriole e delle grandi arterie coronarie attraverso l'attivazione dei canali del potassio con un'azione duale che rilassa il muscolo liscio vascolare attraverso l'iperpolarizzazione della membrana tramite un aumento della conducibilità del potassio transmembrana e un aumento della concentrazione intracellulare di GMP ciclico.[12]

Attiva e permette l'apertura dei canali del potassio sensibili all'ATP (canali KATP), che sono composti da subunità del tipo Kir6.x e subunità del recettore delle sulfoniluree (SUR). I siti di legame del nicorandil si trovano nel recettore delle sulfoniluree 2 (SUR2) nel canale del potassio sensibile all'ATP,[13] che sono subunità regolatorie del canale che mostrano un'attività ATPasi.[14] Ci sono due tipi di subunità SUR2 (2A/2B) che hanno domini di legame nucleotidico (NBD) identici, dove SUR2A è più espressa in miociti scheletrici e cardiaci e SUR2B nelle cellule muscolari lisce.[14]

Nicorandil attiva in modo più potente i canali SUR2B/Kir6.2 rispetto ai canali SUR2A/Kir6.2 per indurre iperpolarizzazione. L'interazione tra ATP-NBD1 influenza la segnalazione del canale da parte del nicorandil, e la risposta del canale al nicorandil è facilitata e amplificata anche dall'interazione di ATP o ADP con NBD2.[15]

L'attività potenziata dei canali sensibili all'ATP ha un ruolo cardioprotettivo limitando la durata dei potenziali d'azione e prevenendo il sovraccarico intracellulare di calcio.[16] Ciò attenua il danno cellulare preservando l'energetica cellulare e, in definitiva, la sopravvivenza cellulare.[17] L'iperpolarizzazione della membrana dipendente dai canali KATP può anche portare a vasodilatazione mediante la riduzione dell'ingresso di Ca2+ attraverso i canali del calcio dipendenti dal voltaggio e la regolazione della mobilizzazione intracellulare di Ca2+ nelle cellule muscolari lisce.[17]

Nicorandil contiene una parte nitratata nella sua struttura, che lo rende un buon dilatatore della muscolatura liscia vascolare come gli altri esteri della nitroglicerina.[18] Il rilassamento diretto del sistema vascolare venoso deriva dalla stimolazione mediata da donatore di NO della guanilato ciclasi e dall'aumento dei livelli di guanosina monofosfato ciclico (cGMP) intracellulare. I livelli elevati di cGMP contribuiscono all'effetto rilassante complessivo del nicorandil a concentrazioni più elevate del farmaco.[19]

Effetti del composto e usi clinici

Provoca una dilatazione sostenuta sia delle arterie di resistenza che dei vasi conduttivi, aumentando il flusso sanguigno coronarico. Tuttavia, l'effetto del farmaco sulle arterie coronarie non coinvolge il fenomeno del "furto coronarico".[20] Questo fenomeno si verifica durante uno stimolo vasodilatatorio quando la capacità di vasodilatazione delle arteriole che forniscono sangue al letto vascolare della coronaria ostruita è esaurita, mentre quella delle arteriole dell'arteria "donatrice" rimane intatta.[11][21]

Nicorandil ha dimostrato di aumentare il ristagno nei vasi capacitivi con una diminuzione del precarico attraverso il rilassamento del sistema vascolare venoso. Nel complesso, si ottiene un miglioramento del flusso sanguigno e una riduzione delle dimensioni dell'infarto mediante la riduzione della pressione diastolica finale e della componente extravascolare della resistenza vascolare.[11] È dimostrato che dilata le arterie coronarie normali e stenotiche e riduce sia il precarico che il postcarico ventricolare.[22]

È indicato per la prevenzione e il trattamento dell'angina pectoris cronica stabile e per la riduzione del rischio di sindromi coronariche acute.[1] Viene spesso utilizzato nei pazienti con angina che rimangono sintomatici nonostante il trattamento ottimale con altri farmaci antianginosi.[22]

Controindicazioni ed effetti collaterali

Gli effetti avversi comuni in caso di tossicità da sovradosaggio includono letargia, dolore alla schiena, dolore toracico, aumentato rischio di infezione opportunista e astenia. Nel sistema cardiovascolare, possono essere osservati ipotensione, tachicardia a dosi più elevate, palpitazioni, peggioramento dell'angina pectoris e vasodilatazione/rossore. Disturbi gastrointestinali come dispepsia, nausea e vomito possono verificarsi. I mal di testa possono derivare dalla vasodilatazione. Altri effetti collaterali comuni includono mialgia, bronchite, dispnea e disturbi respiratori.[23]

Tossicologia

Nicorandil non influisce sulla fertilità di ratti maschi o femmine e non mostra potenziale cancerogeno, mutageno o genotossico negli studi. I valori di LD50 orale nel topo, nel ratto e nel cane sono rispettivamente di 626 mg/kg, 1220 mg/kg e 62,5 mg/kg.[23]

Note

  1. 1 2 3 Nicorandil, su go.drugbank.com. URL consultato il 26 giugno 2023.
  2. ↑ nicorandil (CHEBI:31905), su www.ebi.ac.uk. URL consultato il 12 maggio 2025.
  3. ↑ NCI Thesaurus (NCIt), su ncithesaurus.nci.nih.gov.
  4. ↑ (EN) PubChem, Nicorandil, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 12 maggio 2025.
  5. ↑ Human Metabolome Database: Showing metabocard for Nicorandil (HMDB0255584), su hmdb.ca. URL consultato il 12 maggio 2025.
  6. ↑ MassBank of North America, su mona.fiehnlab.ucdavis.edu. URL consultato il 12 maggio 2025.
  7. ↑ Nicorandil - Optional[FTIR] - Spectrum - SpectraBase, su spectrabase.com. URL consultato il 12 maggio 2025.
  8. ↑ Nicorandil - Optional[ATR-IR] - Spectrum - SpectraBase, su spectrabase.com. URL consultato il 12 maggio 2025.
  9. ↑ Nicorandil - Optional[Raman] - Spectrum - SpectraBase, su spectrabase.com. URL consultato il 12 maggio 2025.
  10. 1 2 3 A. Frydman, Pharmacokinetic profile of nicorandil in humans: an overview, in Journal of Cardiovascular Pharmacology, 20 Suppl 3, 1992, pp. S34–44, DOI:10.1097/00005344-199206203-00008. URL consultato il 26 giugno 2023.
  11. 1 2 3 4 5 6 7 IKOREL (Nicorandil) Product Information (PDF), su apps.medicines.org.au.
  12. ↑ H. P. Rang, M. Maureen Dale e J. M. Ritter, Rang and Dale's pharmacology, collana Student consult, Seventh edition, main edition, Elsevier, Churchill Livingstone, 2012, ISBN 978-0-7020-3471-8.
  13. ↑ Yoshifuru Tamura, Katsuyuki Tanabe e Wataru Kitagawa, Nicorandil, a K(atp) channel opener, alleviates chronic renal injury by targeting podocytes and macrophages, in American Journal of Physiology. Renal Physiology, vol. 303, n. 3, 1º agosto 2012, pp. F339–349, DOI:10.1152/ajprenal.00158.2012. URL consultato il 26 giugno 2023.
  14. 1 2 Ulrich Russ, Ulf Lange e Cornelia Löffler-Walz, Binding and effect of K ATP channel openers in the absence of Mg2+, in British Journal of Pharmacology, vol. 139, n. 2, 2003-05, pp. 368-380, DOI:10.1038/sj.bjp.0705238. URL consultato il 26 giugno 2023.
  15. ↑ Mitsuhiko Yamada e Yoshihisa Kurachi, The nucleotide-binding domains of sulfonylurea receptor 2A and 2B play different functional roles in nicorandil-induced activation of ATP-sensitive K+ channels, in Molecular Pharmacology, vol. 65, n. 5, 2004-05, pp. 1198-1207, DOI:10.1124/mol.65.5.1198. URL consultato il 26 giugno 2023.
  16. ↑ Garvan C. Kane, Xiao-Ke Liu e Satsuki Yamada, Cardiac KATP channels in health and disease, in Journal of Molecular and Cellular Cardiology, vol. 38, n. 6, 2005-06, pp. 937-943, DOI:10.1016/j.yjmcc.2005.02.026. URL consultato il 26 giugno 2023.
  17. 1 2 A. Jahangir e Andre Terzic, K(ATP) channel therapeutics at the bedside, in Journal of Molecular and Cellular Cardiology, vol. 39, n. 1, 2005-07, pp. 99-112, DOI:10.1016/j.yjmcc.2005.04.006. URL consultato il 26 giugno 2023.
  18. ↑ T. Fujiwara e J. A. Angus, Analysis of relaxation and repolarization mechanisms of nicorandil in rat mesenteric artery, in British Journal of Pharmacology, vol. 119, n. 8, 1996-12, pp. 1549-1556, DOI:10.1111/j.1476-5381.1996.tb16071.x. URL consultato il 26 giugno 2023.
  19. ↑ W. R. Kukovetz, S. Holzmann e G. Pöch, Molecular mechanism of action of nicorandil, in Journal of Cardiovascular Pharmacology, 20 Suppl 3, 1992, pp. S1–7, DOI:10.1097/00005344-199206203-00002. URL consultato il 26 giugno 2023.
  20. ↑ Werner GS, Fritzenwanger M, Prochnau D, et al. Determinants of coronary steal in chronic total coronary occlusions donor artery, collateral, and microvascular resistance. J Am Coll Cardiol 2006;48:51-8.
  21. ↑ DINAMICITA’ DEL CIRCOLO COLLATERALE CORONARICO. Marco Zimarino, MD, PhD. Istituto di Cardiologia – Università “G. D’Annunzio” - Chieti (PDF), su atbv.it.
  22. 1 2 M. Goldschmidt, B. R. Landzberg e W. H. Frishman, Nicorandil: a potassium channel opening drug for treatment of ischemic heart disease, in Journal of Clinical Pharmacology, vol. 36, n. 7, 1996-07, pp. 559-572, DOI:10.1002/j.1552-4604.1996.tb04219.x. URL consultato il 26 giugno 2023.
  23. 1 2 Material Safety Data Sheet - Nicorandil, su s3-us-west-2.amazonaws.com.

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