Non per soldi... ma per denaro

Non per soldi... ma per denaro
Walter Matthau, Jack Lemmon e Ned Glass in una scena del film
Titolo originaleThe Fortune Cookie
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1966
Durata125 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 2,35:1
Generecommedia
RegiaBilly Wilder
SceneggiaturaBilly Wilder, I. A. L. Diamond
ProduttoreBilly Wilder
Casa di produzioneThe Mirisch Corporation, Jalem Productions, Phalanx Productions
Distribuzione in italianoDear Film
FotografiaJoseph LaShelle
MontaggioDaniel Mandell
Effetti specialiSass Bedig
MusicheAndré Previn
ScenografiaRobert Luthardt, Edward G. Boyle
CostumiChuck Arrico, Paula Giokaris
TruccoLoren Cosand
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Non per soldi... ma per denaro (The Fortune Cookie) è un film del 1966 diretto da Billy Wilder e interpretato da Jack Lemmon e Walter Matthau affiancati da Judi West alla sua prima apparizione cinematografica.

Trama

Il protagonista della vicenda, Harry Hinkle, è un cameraman della CBS che abita a Cleveland (Ohio) e che viene inviato a riprendere una partita di football americano in programma proprio al Cleveland Stadium. Durante un'azione di gioco, viene accidentalmente travolto e tramortito dal giocatore di colore dei Cleveland Browns Luther Jackson detto "Boom Boom" per le sue potenza e velocità; subito portato in ambulanza nell'ospedale locale (e mentre la notizia viene diffusa dai telegiornali), Harry viene raggiunto là dal cognato Willie, un avvocato piuttosto trasandato e poco abbiente, sempre incline a trovare cavilli legali e inventare possibili stratagemmi contro chiunque. Non a caso, nonostante scopra che l'incidente non ha avuto per Harry gravi conseguenze, Willie decide comunque di sporgere denuncia e chiedere un rimborso di un milione di dollari all'assicurazione.

Harry inizialmente si mostra piuttosto riluttante a mentire, fino a quando in ospedale non riceve una telefonata da Sandy, sua ex moglie e mediocre cantante in cerca di fama, da tempo convivente a New York con un altro uomo. La donna sembra davvero interessata alle condizioni dell'ex marito, che inizia in cuor suo a sperare in un riavvicinamento di lei. Perciò, costui si lascia convincere dal cognato a sostenere di avere tre dita della mano destra e una gamba paralizzati, sfruttando anche il fatto che il primario stesso dell'ospedale ha notato nelle radiografie una vertebra schiacciata, conseguenza in realtà di un incidente accaduto a Harry da piccolo di cui ormai si sono perse memoria e documentazione. Ha quindi inizio una vera e propria messinscena, finalizzata a un facile e abbondante guadagno.

Nonostante il parere dei medici dell'ospedale, O'Brien, Thompson e Kincaid, trio di avvocati dell'assicurazione, rimangono molto dubbiosi sulle condizioni di Harry e lo fanno sottoporre, con il suo consenso, a numerose visite mediche per accertarne l'effettiva invalidità. Per passare questi esami senza problemi e senza destare pericolose perplessità, Willie fa iniettare a Harry un medicinale paralizzante nelle zone indicate. Tutti i medici (tranne uno di origini tedesche, piuttosto sospettoso) giungono alla conclusione che le lesioni sono reali.

Malgrado questi rilevanti pareri, i suddetti avvocati decidono di far mettere sotto sorveglianza la casa di Harry ingaggiando lo scrupoloso detective Chester Purkey, il quale filmerà il malato dall'edificio di fronte con l'aiuto di un collega in precedenza entrato nei panni di idraulico in casa di Harry, dove ha piazzato una serie di microfoni nei caloriferi. Harry, infatti, è stato da poco dimesso dall'ospedale e riesce a muoversi grazie a una speciale sedia a rotelle regalatagli proprio da Boom Boom Jackson, che gli ha fatto visita durante il ricovero. Quest'ultimo, molto dispiaciuto dell'incidente, salta poi volutamente alcune partite pur di stare al servizio di Harry, il quale, a sua volta commosso dalla buona volontà dell'atleta (che ormai considera un amico), inizia a pensare di farla finita con quella messinscena.

A questo proposito, è stato proprio Boom Boom in una delle sue visite in ospedale a portare a Harry una cosa che lo farà riflettere: un "biscotto della fortuna" cinese, contenente un biglietto con un ammonimento (attribuito ad Abraham Lincoln) sul fatto che un inganno non può durare per sempre. Un monito su cui si impernia la morale del film, non a caso intitolato nella versione americana originale "The Fortune Cookie" (appunto, "Il Biscotto della Fortuna"), morale che non compare nella resa italiana del titolo, in cui si è preferito sottolineare ironicamente l'avidità sottintesa alla vicenda raccontata.

Dopo qualche giorno dal rientro di Harry a casa, Sandy lo richiama, dicendosi intenzionata a prendere un aereo e venire a fargli visita, cosicché il finto malato si fa aiutare da Boom Boom a preparare una cenetta per l'occasione. A sua volta Willie, recandosi in quel mentre da Harry, lungo la strada vede il detective Purkey (a lui ben noto) e sospetta che si trovi in zona per spiare il cognato: infatti, nell'abitazione dell'amico scopre i microfoni nascosti. Spedisce quindi Boom Boom a prendere Sally in auto all'aeroporto e su un pezzo di carta scrive a Harry di stare attento a parlare, perché qualcuno potrebbe ascoltarli; poi, per convincerlo del tutto gli mostra una cimice nascosta nel calorifero. Prima di andarsene Willie concorda con Harry di lasciare per il momento i microfoni lì dove stanno, in modo da sfruttare la situazione a loro vantaggio.

Di rientro in auto dall'aeroporto, Boom Boom capisce dai discorsi di Sandy che lei non è per nulla interessata al marito ma solo ai suoi possibili guadagni e, quando arrivano a casa, si sente mortificato nel vedere il povero Harry manipolato da lei. Finita la cena, Sandy confida a Harry di voler rimanere con lui per tutto il tempo necessario, convincendolo quindi a dispensare Boom Boom dall'aiutarlo. Questi, preso dal rimorso di non aver rivelato all'amico i suoi sospetti sulla ex moglie, si reca nel vicino bar di suo padre e inizia a bere, rimanendo poi coinvolto in una rissa.

Nel frattempo, Harry e Willie annunciano a Sandy (e di conseguenza a chi li sta sorvegliando) che durante l'intervallo della successiva partita di football verrà dato un annuncio: tutto il denaro percepito come rimborso danni, a eccezione delle spese mediche, sarà donato alla neonata fondazione no profit "Harry Hinkle" (tempestivente creata da Willie) per l'assistenza agli invalidi. Sandy, non credendo alla cosa, con una scusa blocca Willie fuori dalla porta e gli rivela di avere capito tutto della finzione: assicurata da lui che ci sarà del denaro anche per lei, accetta di tener buono Harry.

Mentre a casa guardano il notiziario in TV, Sandy e Harry vengono a conoscenza della rissa nonché del conseguente fermo per ubriachezza di Boom Boom, il quale, dopo una nottata in prigione, viene sospeso a tempo indeterminato dalla squadra. Harry, così, telefona a Willie nel tentativo di convincerlo a dare assistenza legale al giovane atleta, ma il cognato in quel momento sta trattando con gli avvocati dell'assicurazione e lo liquida in malo modo. Stanco della situazione, Harry urla a Sandy di voler spifferare tutta la verità, ma la donna riesce a convincerlo a continuare la finzione, parlandogli sottovoce in un orecchio e promettendogli una nuova vita insieme grazie al denaro che presto riscuoteranno.

Willie intanto torna a casa di Harry: comunica al cognato e a Sandy di aver ottenuto dall'assicurazione un assegno di ben 200.000 dollari e che finalmente possono festeggiare. A quel punto Sandy richiede senza mezzi termini un decimo della cifra per procurarsi un ruolo di cantante in trasmissioni TV e Harry si rende finalmente conto che la ex-moglie è tornata da lui solo per tentare di diventare una star della musica.

Nello stesso momento, il detective Purkey, nonostante i suoi clienti lo abbiano informato che la sorveglianza non è più necessaria, per esperienza continua a non credere alla paralisi di Harry: perciò, ordina al proprio collega di continuare a filmare dalla finestra della loro postazione e si precipita da Harry per smascherarlo con un trucco. LÌ giunto e fatto entrare da Willie, mentre inizia a togliere i microfoni si mette apposta a fare commenti razzisti sui neri e su Boom Boom, suscitando così il risentimento di Harry, che si alza in piedi e con la mano ferita gli dà un pugno in faccia di fronte agli esterrefatti cognato ed ex moglie. L'investigatore, soddisfatto, si rialza e chiede al collega in piedi davanti alla finestra dirimpetto se ha ripreso la scena, ma quello risponde che è ormai si è fatta sera ed è troppo buio per filmare qualcosa. Mentre Willie e Sandy rimproverano Harry per il suo gesto, questi, del tutto inaspettatamente, propone all'investigatore di ripetere la scena per girarla questa volta con le luci di casa accese e così Purkey ben volentieri si riprende un pugno sul volto. Harry, poi, per completare la sua vendetta si mette anche a fare una serie di piroette (tutte filmate) impossibili per un vero invalido, dice quindi alla ex moglie di non volerla più vedere e infine esce di casa, lasciando muti e rassegnati i suoi compari. Però, nonostante il fallimento del piano, una volta andatasene anche Sandy, Willie escogita subito una rivincita: prende l'unica cimice rimasta e con essa urla furbescamente a Purkey (rientrato nella sua postazione) che denuncerà lui e i suoi mandanti per violazione di privacy, contemporaneamente distruggendo l'assegno ricevuto dall'assicurazione.

Harry nel frattempo raggiunge lo stadio di Cleveland illuminato a giorno, dove incontra uno sconsolato Boom Boom, che ha raccolto in una borsa un paio di cose e sta per lasciare la città per sempre, ritenendosi ormai un fallito. Questi, tra l'altro, accortosi che Harry cammina perfettamente, gli chiede spiegazioni, ricevendo in risposta che la ragione di tutta quella messinscena è stato giusto il denaro, anche se Harry ora si mostra sinceramente pentito. Boom Boom confida a sua volta che, bersagliato da media e tifosi, intende abbandonare il football per sempre e forse un domani diventare un lottatore con il soprannome di L'angelo nero.

Così, Harry resta seduto solo, stringendo nelle mani il pallone ovale che Boom Boom intendeva portar via con sé e intanto osserva l'amico andarsene; ma quando quest'ultimo ha percorso quasi metà campo, Harry gli lancia il pallone proprio con il piede che fino a poco prima fingeva paralizzato. L'atleta, allora, blocca automaticamente il pallone al volo e, memore delle proprie capacità, corre forsennato verso la mèta opposta, travolgendo (un'altra volta!) nella foga il povero Harry che cade rovinosamente a terra e lì rimane. Boom Boom, resosi conto di quella caduta e preoccupato, chiede a Harry come si sente: questi, come sotto shock, afferma di sentire un telefono che squilla; poi, quando l'atleta gli domanda quanti uomini vede in quel momento, risponde ironicamente: "Due: Boom Boom Jackson e un altro salame che vuole farsi chiamare L'angelo nero". Così, sotto gli sguardi perplessi di addetti e addette alle pulizie notturne, i due amici si rimettono a giocare mimando una partita, correndo per il campo e lanciandosi a turno il pallone, felici per la lieta risoluzione della vicenda.

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