Odoardo Stivini

Odoardo Stivini (Rimini, ...[1] – XVI secolo) è stato un notaio italiano.

Biografia

Fu un importante funzionario di Mantova,[2] attivo nel XVI secolo presso la corte dei Gonzaga.

Il 22 dicembre 1535 rogò il testamento della marchesa Isabella d'Este, copia del quale è conservata presso l'archivio Gonzaga di Mantova.[3]

A tre anni dalla sua morte, nel 1542 redasse l'inventario dei beni di Isabella,[4] noto agli storici come Codice Stivini. Esso descrive nel dettaglio l'immenso tesoro accumulato nello Studiolo[5] e nella Grotta in Corte Vecchia. Il notaio catalogò ben 236 capolavori d'arte in 23 fogli in pergamena, inclusi gioielli, gemme preziose, cammei (tra i quali il celebre Cammeo Gonzaga), monete antiche, porcellane e vasi in pietra dura, sculture greche e romane, bronzetti di Pier Jacopo Alari "l'Antico" e dipinti di molti maestri: Michelangelo, Andrea Mantegna (Parnaso (1497) e Trionfo della Virtù, 1502)), Correggio (Allegoria della Virtù e del Vizio (1531)), Perugino (Lotta tra Amore e Castità (1505)) e Lorenzo Costa (Isabella d'Este nel regno di Armonia (1505)).[6]

Nel 1540, poco dopo la morte del duca di Mantova Federico II Gonzaga, lo Stivini redasse l'inventario dei suoi beni,[7] moltissimi dei quali ereditati dalla madre Isabella d'Este.[8]

Grazie alla precisione di Stivini, studiosi e storici dell'arte sono in grado di effettuare ricostruzioni degli spazi del Palazzo Ducale di Mantova e della collocazione delle opere d'arte in esso contenute, nonostante le collezioni originali siano andate disperse.

Note

  1. ↑ Il Palazzo Gonzaga di Guastalla, 2001., su google.it.
  2. ↑ Fonti archivistiche per le arti a Mantova tra Medioevo e Rinascimento (1382-1459), 2005., su google.it.
  3. ↑ Bini, p. 42
  4. ↑ Atti e memorie della R. Accademia Virgiliana di Mantova, volumi 5-6, 1879., su google.it.
  5. ↑ Ricostruzione grafica dello studiolo di Isabella d'Este nel Palazzo Ducale di Mantova., su litterae.eu.
  6. ↑ Odoardo Stivini, Il codice Stivini: inventario della collezione di Isabella d'Este nello Studiolo e nella Grotta in Corte vecchia nel Palazzo ducale di Mantova, Modena, Il Bulino, 1995.
  7. ↑ Le collezioni Gonzaga: L'inventario dei beni del 1540-1542., su google.it.
  8. ↑ Forme e funzioni di Palazzo Te. Una rilettura delle carte di Duesseldorf., su re.public.polimi.it.

Bibliografia

  • Odoardo Stivini, Il codice Stivini: inventario della collezione di Isabella d'Este nello Studiolo e nella Grotta in Corte vecchia nel Palazzo ducale di Mantova, Modena, Il Bulino, 1995, SBN LO10396764.
  • Daniele Bini (a cura di), Isabella d'Este. La primadonna del Rinascimento, Modena, 2001, ISBN 88-86251-45-9.

Voci correlate