Odonomastica di Roma

L'odonomastica di Roma è l'insieme delle denominazioni delle aree di circolazione (tra cui vie, piazze, parchi e giardini) di Roma e il loro studio storico-linguistico.

Al 18 dicembre 2025 il viario si compone di 16496 denominazioni[1], molte delle quali risalenti al periodo pre-Unità d'Italia, suddivise per vari ambiti toponomastici.

Descrizione

Le aree di circolazione si compongono normalmente di una denominazione urbanistica generica (DUG), ovvero via, viale, piazza, piazzale, giardino, parco, largo, etc..., e di una denominazione vera e propria che può essere ad esempio un nome proprio di persona o di luogo.

L'attribuzione di una denominazione viene decretata dalla Giunta capitolina, normalmente dietro suggerimento dell'apposita Commissione consultiva toponomastica, che è presieduta dal Sindaco o da un suo delegato (normalmente l'assessore con delega alla cultura) ed è composta da 12 membri che vengono nominati a loro volta dalla Giunta stessa. Le denominazioni possono essere proposte anche da singoli cittadini, enti, associazioni, istituzioni e amministratori.[2]

Ambiti territoriali

Centro storico

Nel centro storico di Roma, inteso come l'insieme dei 22 rioni, buona parte delle denominazioni hanno radici piuttosto antiche e sono attestate già nel periodo pre-unitario. Queste denominazioni si riferiscono spesso a edifici, monumenti (in alcuni casi non più esistenti) e luoghi particolari; è il caso, ad esempio, di viale Aventino, che prende il nome dall'omonimo colle, e del celebre campo de' Fiori, che ricorda il vasto prato (in latino campus) che occupava l'area poi adibita a piazza[3], ma anche degli spiazzi antistanti le varie porte cittadine (ad esempio piazza di Porta Portese, piazza di Porta San Giovanni, via e largo di Porta Castello) o, ad esempio, le principali chiese della città (come piazza di Santa Maria Maggiore, piazza di San Giovanni in Laterano, piazza di San Clemente o piazza di Santa Croce in Gerusalemme). In altri casi i nomi possono ricordare dei mestieri, com'è il caso di via dei Giubbonari, via dei Balestrari, via dei Chiavari e vicolo dei Chiodaroli.

Dopo l'annessione di Roma al Regno d'Italia e la sua proclamazione quale capitale del Regno, si sono aggiunte nel corso degli anni diverse denominazioni di stampo "patriottico", concentrate soprattutto nel rione Castro Pretorio; ne sono chiari esempi piazza dell'Indipendenza, via dei Mille e via Nazionale ma anche tutte quelle strade dedicate ai principali conflitti delle guerre d'indipendenza italiane, come via Solferino e via San Martino della Battaglia (in memoria dell'omonima battaglia della seconda guerra d'indipendenza combattuta il 24 giugno 1859), via Pastrengo (dall'omonima battaglia della prima guerra d'indipendenza, combattuta il 30 aprile 1848), via Goito (dall'omonima battaglia del 30 maggio 1848) e via Venti Settembre (data della presa di Roma nel 1870). A queste si aggiungono, negli anni successivi, anche le aree di circolazione dedicate ad altre imprese militari italiane, come via Cernaia (dalla battaglia sul fiume Čërnaja della guerra di Crimea, combattuta dai piemontesi il 16 agosto 1855) e piazza dei Cinquecento (in memoria dei circa 500 caduti italiani nella battaglia di Dogali del 1887 durante la guerra d'Eritrea).

Anche per quanto attiene il lungotevere, nel tratto che attraversa il centro storico, si sono conservate le denominazioni storiche che vedono la presenza di famiglie della nobiltà romana, ovvero Alberteschi, Altoviti, Anguillara, Cenci, Mellini, Pierleoni, Tebaldi, Vallati, denominazioni locali, ovvero Castello (da Castel Sant'Angelo), Gianicolense (dal vicino colle Gianicolo), Fiorentini (dalla colonia di abitanti di Firenze sorta nel XV secolo), Farnesina (da palazzo Farnese), in Sassia (dall'antica scuola dei Sassoni), Marzio e in Augusta (dal Campo Marzio e dalla circostante zona augustea, simboleggiata dal mausoleo e dall'Ara Pacis), Prati (dai Prati di Castello), Ripa e porto di Ripa Grande (dal porto di Ripa Grande che a sua volte prende nome dalla riva maggiore del fiume), Tor di Nona (dall'omonima torre poi adibita a carcere pontificio), e in tre soli casi, un'intitolazione a celebri artisti ovvero Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio e i Da Sangallo.

Via della Gatta

Ambiti tematici

Possiamo identificare alcune categorie in cui raggruppare questi nomi:

  • I nomi di fiumi e laghi: a nord del quartiere Trieste (sotto la via Salaria) e in zona Coppedé si trovano "via Agri", "via Anapo", "via Chiana", "piazza Ledro", "piazza Trasimeno", "via Brenta", "via Clitunno", "via Panaro", "via Tronto", "via Adige", "via Tagliamento", "via Nemorense" (dal lago di Nemi), "via Carezza", "via Piediluco".
  • I nomi di animali: in una città anticamente piena di osterie e locande, alcune vie prendono il nome dall'animale che faceva da insegna a queste ultime. Le botteghe originali sono ormai scomparse: probabilmente l'unica sopravvissuta nella localizzazione e nel nome è quella di via dell'Orso a Campo Marzio. Nonostante ciò sono rimasti molti nomi di strade: via del Cardello (a Monti, nella Suburra), via della Gatta sotto Palazzo Venezia, via del Leoncino, via del Leone e vicolo del Leonetto, via della Lupa a Campo Marzio e vicolo del Lupo, via dell'Oca, via dell'Orso di cui s'è detto (c'è anche il vicolo), vicolo della Palomba e via della Palombella, via del Pavone e vicolo della Volpe. Via della Lupa (congiunge piazza Borghese con via dei Prefetti) aveva un tempo, all'angolo con via dei Prefetti una fontana che rappresentava una lupa. Nella strada esisteva anche una locanda che come insegna aveva proprio una lupa. In questa strada vissero per molto tempo i Capilupi (antica famiglia nobile mantovana), uno dei quali Camillo fu ambasciatore a Roma dei duchi Gonzaga di Mantova. L'insegna dei Capilupi era appunto una lupa per cui sembra che a questa insegna, posta su palazzo Capilupi, si debba attribuire l'origine del nome della strada.
  • I nomi di mestieri: via dei Giubbonari, Sediari, Chiavari, Cappellari, Coronari, Leutari, Funari, Pettinari, Cimatori, Cartari, Baullari, Fornari, Cestari, Staderari, Pianellari, Acciaioli, Cimatori. Sono nomi di strade che si trovano da piazza Venezia verso san Pietro, ai lati di Corso Vittorio Emanuele II. In alcuni casi alcune attività artigianali presenti nelle vie ancora ricordano i vecchi mestieri. Altri nomi sono Catinari, Falegnami, Leutari (liutai), Vascellari (vasai).
  • I nomi di paesi e nello specifico di quelli che furono colonie italiane: nella zona a nord del quartiere Trieste, il c.d. "quartiere Africano" si trovano ad esempio "viale Eritrea", "viale Somalia" (nomi dati nel periodo fascista durante la campagna colonialista); ma vi sono, più verso i Parioli, anche altri nomi di nazioni: "piazza Ungheria", "viale Romania", "via Panama", "piazza Cuba".
  • I nomi - sempre nel quartiere Trieste - degli elementi geografici: "via delle Isole", "via dei Colli", "via delle Alpi", "via degli Appennini".

Per la sua particolare forma, la piazza Buenos Aires - lungo viale Regina Margherita al confine del quartiere Salario - era denominata "piazza Quadrata", così come piazza della Repubblica era precedentemente nota come piazza dell'Esedra.

Indirizzo virtuale

Sull'intero territorio comunale è definita un'area di circolazione "virtuale" per le persone senza fissa dimora, un tempo denominata via della Casa Comunale. Questa, con delibera n. 84 del 26 febbraio 2002, è stata rinominata[4] in via Modesta Valenti, anziana donna senza fissa dimora deceduta alla stazione di Roma Termini il 31 gennaio 1983, divenuta simbolo della condizione di isolamento e di difficoltà di accesso ai servizi che affrontano coloro che si trovano a vivere sulla strada.

Note

  1. ↑ Viario di Roma Capitale, su geoportale.comune.roma.it, Ufficio toponomastica - Roma Capitale. URL consultato il 19 maggio 2026.
  2. ↑ Commissione Consultiva di Toponomastica di Roma Capitale, su comune.roma.it, Roma Capitale. URL consultato il 19 maggio 2026.
  3. ↑ Campo de' Fiori, su geoportale.comune.roma.it, Ufficio toponomastica - Roma Capitale. URL consultato il 19 maggio 2026.
  4. ↑ Nel 2015 una successiva delibera ha previsto che il domicilio fittizio non possa essere valido come sede legale di società o imprese: Il Comune cancella via Modesta Valenti. Caccia ai furbi della residenza virtuale, 18 agosto 2015 - Affari italiani Archiviato il 5 gennaio 2019 in Internet Archive..

Bibliografia

  • Sergio Delli, Le strade di Roma, Roma, Newton & Compton, 1998, ISBN 88-7983-027-9.
  • Enrico Giovannini, Nel nome, la storia: toponomastica di Roma antica. Archeologia, storia e tradizione tra le strade dell'Urbe, a cura di Benedetto Coccia, Roma, Editrice Apes, 2012, ISBN 978-88-7233-081-4.
  • Enrico Giovannini, Nel nome, la storia: toponomastica del suburbio di Roma antica. Nomina sunt consequentia rerum, a cura di Benedetto Coccia, Roma, Editrice Apes, 2014, ISBN 978-88-7233-116-3.
  • Enrico Giovannini, Nel nome, la storia: toponomastica di Roma cristiana. La memoria della fede nelle vie della Città Eterna., a cura di Benedetto Coccia, Roma, Editrice Apes, 2019, ISBN 978-88-7233-160-6.
  • Willy Pocino, Dizionario delle strade curiose di Roma. Toponimi strani, difficili, incompleti, ripetuti, sbagliati, Roma, Edilazio, 2012, ISBN 978-88-98135-09-7.
  • Claudio Rendina e Donatella Paradisi, Le strade di Roma, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0208-3.

Collegamenti esterni