Okeh Records
| Okeh Records | |
|---|---|
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| Stato | |
| Fondazione | 1916 a New York |
| Fondata da | Otto K. E. Heinemann |
| Chiusura | 1935 Acquisizione da parte della ARC |
| Sede principale | New York |
| Gruppo | Sony Music Entertainment |
| Persone chiave | Otto K. E. Heinemann |
| Settore | Musicale |
| Prodotti | dischi in gommalacca a 78 giri |
| Sito web | www.okeh-records.com |
La Okeh Records è stata una casa discografica statunitense specializzata in musica jazz e blues, fondata nel 1916 dalla Otto Heinemann Phonograph Corporation[1][2].
Storia
La Okeh venne fondata da Otto K. E. Heinemann (1877–1965), dirigente della divisione statunitense della tedesca Odeon Records, arrivato negli Stati Uniti nel 1914, sostenuto da Carl Lindström (il fondatore della Odeon). Heinemann incorporò la Otto Heinemann Phonograph Corporation nel 1916, costruendo il proprio studio di registrazione e impianto di produzione vinili a New York, cominciando la commercializzazione e distribuzione dei propri prodotti nel luglio 1918. Heinemann formò il nome dell'etichetta discografica dalle proprie iniziali; sulle primissime etichette dei dischi, il nome era trascritto OkeH; sull'etichetta all'interno della O era raffigurata la testa di un pellerossa (che venne poi eliminata nel corso del 1920), poiché Heinemann all'inizio sostenne che si trattasse di una parola di un linguaggio pellerossa.
Nel 1919, la società partner della compagnia venne rinominata "General Phonograph Corporation", e quindi il nome dell'etichetta fu cambiato in OKeh. Il primo direttore musicale fu Fred Hager, spesso accreditato sotto lo pseudonimo "Milo Rega".



Inizialmente la Okeh pubblicò canzoni popolari, balli, e numeri di vaudeville, ma Heineman volle anche distribuire generi musicali "negletti" dalla maggior parte delle altre case discografiche. Così la Okeh produsse serie di registrazioni in tedesco, ceco, polacco, svedese, e yiddish destinate alle comunità di immigrati negli Stati Uniti. Alcune venivano importate dall'Europa, altre venivano incise ex-novo dalla Okeh a New York.
Nel 1920, la registrazione di Ralph Peer della cantante blues afroamericana Mamie Smith in Crazy Blues, si rivelò un successo inaspettato per la Okeh: la compagnia decise di concentrarsi sul mercato del blues e del jazz, e con il passare del tempo iniziò a specializzarsi sempre più nel mercato della musica afroamericana scritturando in esclusiva artisti quali Sara Martin, Eva Taylor, Shelton Brooks, Esther Bigeou, e Handy’s Orchestra cominciando nel 1921 la produzione della serie speciale 8000 dedicata esclusivamente alle incisioni di artisti "di colore" (che terminò nel 1934 con l'ultimo numero di catalogo 8966). Il successo della serie portò la Okeh ad effettuare registrazioni "sul posto", dove la musica in questione veniva eseguita.[3]
Nel 1922, venne assunto Clarence Williams come direttore del dipartimento "Race record" (essenzialmente dei 78 giri destinati prevalentemente al pubblico afroamericano contenenti musica jazz, gospel e blues) presso gli studi di New York. In seguito, la Okeh aprì uno studio a Chicago, capitale del jazz negli anni venti, dove il direttore era Richard M. Jones. Molti classici del jazz di artisti rilevanti quali King Oliver, Lucille Bogan, Sidney Bechet, Hattie McDaniel, Louis Armstrong, e Duke Ellington furono incisi per la Okeh. In quanto parte della Carl Lindstrom Company, i dischi della Okeh venivano distribuiti da altre consociate della Lindstrom, inclusa la Parlophone in Gran Bretagna.
Basandosi sulla quantità di dischi prodotti, le star principali della Okeh furono Louis Armstrong, Duke Ellington, Lonnie Johnson, Joe Venuti & Eddie Lang, Victoria Spivey, Clarence Williams, Miff Mole, Sophie Tucker, e Seger Ellis. Anche King Oliver e Bennie Moten incisero per la Okeh prima di trasferirsi ad altre etichette.
Nella primavera del 1923 la Okeh pubblicò uno dei dischi più strani ad aver mai raggiunto le classifiche di vendita, The Okeh Laughing Record/Wer Uns Getraut [OKeh 4678]: il brano sul lato A consisteva solo di risate, che iniziavano con un leggero divertimento e crescevano fino a diventare fragorose. Il disco entrò nelle classifiche di Billboard all'inizio di maggio del 1923, raggiungendo l'ottavo posto. La cosa strana del disco era che non riportava alcun artista o autore, solo il titolo del disco, rendendolo l'unico disco letteralmente anonimo ad essere mai entrato in classifica: in realtà il disco era la stampa americana di uno già pubblicato in Germania in cui i due esecutori erano riportati, il soprano Lucie Bernardo e il compositore Otto Rathke. Il brano venne poi ristampato in CD nel 1991 in un cofanetto di vari artisti intitolato The Roaring Twenties (Intersound, CDC 1012).
Nel 1926, la Okeh fu venduta alla Columbia Records, che cambiò la denominazione in Okeh Phonograph Corporation e la fece continuare in maniera autonoma per gli anni successivi, mantenendo i propri studi, il proprio sistema di numerazione master e i propri dipartimenti dedicati ad artisti e repertorio. Nel 1934 l'American Record Corporation (ARC) acquisì la Okeh e interruppe la produzione dell'etichetta Okeh nel 1935.
Dopo che la stessa ARC fu venduta alla Columbia Broadcasting System, Inc. (CBS) nel 1940, la CBS rilanciò l'etichetta Okeh nell'aprile del 1940, pubblicando molti dischi di genere country; fu nuovamente interrotta nel 1946, per poi essere ufficialmente rilanciata nel 1951; a questo periodo risale il successo di Johnnie Ray che dopo le prime incisioni (tra cui Cry) passò alla Columbia. La Epic Records assunse la gestione della Okeh nel 1965; oggi l'etichetta è di proprietà della Sony Music Entertainment[4].
I dischi pubblicati
78 giri
| Numero di catalogo | Anno | Interprete | Titoli |
|---|---|---|---|
| 1001 | Luglio 1918 | Okeh Military Band | Star Spangled Banner/American Patriotic Melody |
| 1003 | Luglio 1918 | Okeh Concert Band | Poet and Peasant - Overture/Carmen - Selection |
| 1005 | Luglio 1918 | Okeh Military Band | National Emblem March/Naval Reserve March |
| 1006 | Luglio 1918 | Okeh Concert Band | Boston Commandery March/Land of the Maple |
| 1007 | Luglio 1918 | Sterling Trio/Campbell & Burr | Over There/Just Before the Battle, Mother |
| 1026 | 1918 | Yerkes Jazarimba Orchestra | Rainbow Girl/Castle Valse Classique |
| 1032 | 1918 | Okeh Concert Band | Les Millions d'Arlequin/Tschaikowsky's Melodies |
| 1033 | 1918 | Okeh Military Band | Stars and Stripes Forever/Up the Streeth |
| 1037 | Settembre 1918 | Vladimir Dubinsky | Larghetto/Air De J. S. Bach |
| 1038 | 1918 | Paul Eisler | Valse - Chopin/Nocturne - Chopin |
| 1039 | Ottobre 1918 | Berkshire String Quartet | Andante Cantabile in D Major/Romanze in G Minor |
| 1042 | 1918 | Majestic Hotel Dance Orchestra | Oriental Fox Trot/Texas Fox Trot |
| 1067 | 1918 | Fred Van Eps Quartet | Some Shape/Hello Central, Give Me No Man's Land |
| 1103 | 1918 | Paul Eisler | Moments Musicaux-Valse Badinage/Romance—Op. 45, No. 1 |
| 1105 | 1918 | Park Instrumental Quartette | The American Rose/Melodie -- Op 18, No. 1 |
| 1144 | 1919 | Okeh Military Band | Hands Across the Sea/Volunteer Marche |
| 1145 | 1919 | Okeh Military Band | General Pershing March/Here They Come |
| 1149 | 1919 | David Manaku Hawaiian Troupe | Honolulu March/Kalima Waltz |
| 1159 | 1919 | Billy Murray | Ja-Da (Ja Da, Ja Da, Jing, Jing, Jing!)/Can You Tame Wild Wimmen? |
| 1235 | 1919 | Al Bernard | Shake, Rattle And Roll/Venus Blues |
| 2818 | 1934 | The Allen Brothers | Salty Dog, Hey Hey Hey/Hey Buddy, Won't You Roll Down The Line |
| 2830 | 1934 | Bing Crosby | The Day You Came Along/Beautiful Girl |
| 2846 | 1934 | Henry Busse And His OrchestraAnd His Orchestra | Jealous/Hot Lips |
| 2868 | 1934 | Bing Crosby | Blue Prelude/We'll Make Hay While The Sun Shines |
| 2870 | 1934 | Bing Crosby | Home On The Range/Thanks |
| 2992 | 1935 | The Light Crust Doughboys | My Pretty Quadroon/There's An Empty Cot In The Bunkhouse Tonight |
Note
- ↑ Musicology 2101: A Quick Start Guide to Music Biz History – L. A. Jackson – Google Books, su books.google.com. URL consultato il 9 agosto 2014.
- ↑ Encyclopedia of Recorded Sound – Google Books, su books.google.com, 21 agosto 2004. URL consultato il 9 agosto 2014.
- ↑ Ross Laird e Brian Rust, Discography or OKeh Records, 1918–1934, Westport, Connecticut, Praeger Publishing, 30 luglio 2004, ISBN 978-0-313-31142-0.
- ↑ Discography of OKeh Records, 1918-1934 - Ross Laird, Brian A. L. Rust, Brian Rust – Google Books, su books.google.com. URL consultato il 9 agosto 2014.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Sito ufficiale, su okeh-records.com.
- (EN) Okeh Records, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Okeh, su Discogs, Zink Media.
- (EN) OKeh, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Okeh Records, su SoundCloud.
- (EN) OKeh Album Discography, su bsnpubs.com. URL consultato il 17 febbraio 2024.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 144419326 · LCCN (EN) n97011196 · J9U (EN, HE) 987007369609605171 |
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