Olaf Bull

Olaf Bull (Christiania, 10 novembre 1883 – Oslo, 23 giugno 1933) è stato un poeta norvegese.
Biografia
Figlio di Jacob Breda Bull, il giovane Olaf crebbe nella capitale norvegese, città che visse una crescita esponenziale a quei tempi e che sarà sempre presente nelle sue opere.[1]
Dopo aver studiato letteratura e linguistica, Olaf Bull viaggiò in Europa (in particolare trascorse due mesi a Roma con la famiglia[1]) e infine si stabilì definitivamente a Oslo, divenendo il "poeta laureatus" della letteratura norvegese.[2]
Si distinse come poeta classico moderno grazie alla sua capacità di fondere con delicatezza natura, amore e poesia intellettuale. Questo suo tentativo di catturare lo slancio vitale attraverso l'arte venne da lui stesso definito "bergsonismo in versi". Degna di nota è la poesia Metope, talvolta definita la miglior poesia norvegese.[3]
Di grande ispirazione gli fu il poeta simbolista francese Paul Verlaine, che influenzò gran parte della poesia norvegese e danese dalla fine del XIX secolo.[1]
Il suo unico romanzo fu il giallo Mit navn er Knoph, pubblicato a puntate sulla rivista Hver 8. Dag tra il 1913 e il 1914 e successivamente ripubblicato da Narvesens Kioskkompani nella collana Kioskernes 50-øres Bibliotek. Insieme a Helge Krog lavorò alla commedia Kjærlighetens farce (1919).[1]
Dilaniato dalla malattia e dall'alcolismo, dopo svariati ricoveri morì all'Ospedale universitario di Ullevål nell'estate del 1933. Le sue ceneri vennero trasferite nel 1962 al Vår Frelsers gravlund.[1]
La sua reputazione è talmente rispettata a tal punto che la critica lo definisce il più importante poeta lirico norvegese dell'inizio del XX secolo. Tuttavia a fine anni sessanta alcuni detrattori lo tacciarono di conservatorismo e di essere fuori dal tempo, nonché di epigonismo e provincialismo nel presunto allineamento della poesia norvegese con la letteratura mondiale.[3]
Vita privata
Olaf Bull si legò inizialmente a Thora Bakkerud, con la quale visse a Copenaghen nei primi anni dieci del Novecento. Nel 1915 sposò l'attrice Trine Gløersen, poi nel 1925 sposò la franco-canadese Suzanne Dain.[1]
Opere
- Digte ("Poesie", 1909)
- Nye Digte ("Nuove poesie", 1913)
- Digte og Noveller ("Poesie e novelle", 1916)
- Stjernerne ("Le stelle", 1924)
- Metope (1927)
- De hundrede aar ("I cento anni", 1928)
- Oinos og Eros ("Oinos ed Eros", 1930)
- Oslohus ("Casa di Oslo", 1931)
- Ignis ardens (1932)
Note
Bibliografia
- (DE) Siegfried Weibel, Bull, Olaf: Das lyrische Werk, in Kindlers Literatur Lexikon, J.B. Metzler, Stuttgart, 2020, pp. 1–2, DOI:10.1007/978-3-476-05728-0_4524-1, ISBN 978-3-476-05728-0.
- (DE) Heinrich Detering, Bull, Olaf, in Kindlers Literatur Lexikon, J.B. Metzler, Stuttgart, 2020, pp. 1–1, DOI:10.1007/978-3-476-05728-0_4523-1, ISBN 978-3-476-05728-0.
Approfondimenti
- (NO) Erna Ofstad, Olaf Bulls lyrikk: en analyse av konfliktene i et livssyn, Gyldendal, 1955.
Altri progetti
Wikisource contiene una pagina in lingua norvegese dedicata a Olaf Bull
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Olaf Bull
Collegamenti esterni
- Bull, Olaf, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Bull, Olaf, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Olaf Bull, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Opere di Olaf Bull, su Open Library, Internet Archive.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 46798246 · ISNI (EN) 0000 0000 5510 377X · SBN PUVV245846 · LCCN (EN) n87806343 · GND (DE) 118970224 · BNF (FR) cb12149716x (data) |
|---|