Olaratumab
| Olaratumab | |
|---|---|
| Nomi alternativi | |
| Lartruvo, IMC-3G3, LY-3012207 | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C6554H10076N1736O2048S40 |
| Massa molecolare (u) | 147 241,21 |
| Numero CAS | |
| DrugBank | DBDB06043 |
| Dati farmacologici | |
| Modalità di somministrazione | per via endovenosa |
| Dati farmacocinetici | |
| Legame proteico | con il fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF) |
| Emivita | 11 ore |
| Indicazioni di sicurezza | |
L'olaratumab, venduto con il nome commerciale di Lartruvo, è un anticorpo monoclonale sviluppato da Eli Lilly and Company per il trattamento dei tumori solidi. Ha per target molecolare il recettore alfa del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF, da Platelet-Derived Growth Factor), un particolare tipo di tirosin chinasi presente sulla superficie cellulare di alcune forme neoplastiche.[1]
Farmacocinetica
Ha un volume di distribuzione medio di 7,7 litri; la sua emivita nell'organismo è di circa 11 ore.[1]
Usi
È utilizzato in combinazione con la doxorubicina per il trattamento di pazienti adulti con sarcoma dei tessuti molli avanzato non curabile con chirurgia o radioterapia e che non sono stati precedentemente trattati con la doxorubicina stessa.[1]
In uno studio clinico randomizzato condotto su 133 pazienti con sarcoma dei tessuti molli, la combinazione tra olaratumab e doxorubicina ha migliorato la mediana della sopravvivenza libera da progressione della malattia, portandola dai 4,1 mesi dei pazienti trattati con la sola doxorubicina ai 6,6 mesi (p = 0,0615, poco sotto la soglia della significatività statistica, fissata a 0,05);[1] e la sopravvivenza globale, invece, è passata da 14,7 a 26,5 mesi (p = 0,0003, dunque un risultato altamente significativo sul piano statistico).[1] Tuttavia, uno studio giunto in fase 3 non ha fatto riscontrare alcun vantaggio nell'aggiunta dell'olaratumab alla terapia standard con doxorubicina. Pertanto, nel gennaio 2019, sia la Food and Drug Administration (FDA) che l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) hanno ufficialmente sconsigliato di somministrare l'anticorpo a pazienti con sarcoma dei tessuti molli.[2] Nell'aprile 2019, in particolare, l'EMA ha richiesto esplicitamente la revoca dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale.[3] Successivamente la casa farmaceutica produttrice dell'olaratumab, Eli Lilly and Company, ha bloccato l'iter di valutazione ed eventuale approvazione della messa in vendita del farmaco negli Stati Uniti d'America.[4]
Effetti collaterali
Gli effetti collaterali più probabili della combinazione olaratumab/doxorubicina, secondo gli studi clinici, sarebbero la neutropenia di entità media o grave nel 55% dei pazienti analizzati; mialgie e dolore osseo severi sono stati invece osservati nell'8% dei pazienti.[1] Effetti collaterali più lievi, piuttosto frequenti, sono stati linfopenia, cefalea, diarrea, nausea e vomito, mucosite e reazioni locali di ipersensibilità.[1]
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Lartruvo (PDF), su Agenzia europea per i medicinali. URL consultato il 4 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2018).
- ↑ (EN) FDA, EMA Recommend Against Starting Olaratumab for Soft Tissue Sarcoma, su OncLive. URL consultato il 4 dicembre 2025.
- ↑ (EN) EMA recommends withdrawal of marketing authorisation for cancer medicine Lartruvo (PDF), su Agenzia europea per i medicinali. URL consultato il 4 dicembre 2025.
- ↑ (EN) FDA Purple Book Data, su Food and Drug Administration. URL consultato il 4 dicembre 2025.