Olive Byrne
Mary Olive Byrne, nota anche con lo pseudonimo Olive Richard[1] (Corning, 19 febbraio 1904 – Tampa, 19 maggio 1990[2][3]) è stata una scrittrice statunitense, nota per essere stata la partner poliamorosa di William Moulton Marston e Elizabeth Holloway Marston, assieme alla quale è stata la fonte d'ispirazione del personaggio di Wonder Woman.[4][5]
Biografia
Primi anni
Nata a Corning, New York, dagli irlandesi americani Jack ed Ethel Byrne, attivista dell'era progressista responsabile dell'apertura della prima clinica per il controllo delle nascite negli Stati Uniti assieme alla sorella Margaret Sanger,[3] che ha fatto da ostetrica al suo parto. All'età di due anni, lei e il fratello maggiore Jack sono stati affidati ai nonni paterni per proteggerli dal padre abusante[6] e, in seguito, la madre li ha visitati solo una volta, quattro anni più tardi,[7] mentre nel 1914, dopo la morte dei nonni, è cresciuta in un orfanotrofio cattolico dove, nel 1917, riceve una visita dalla Sanger venendo informata per la prima volta del loro attivismo nonché del celebre sciopero della fame svolto da sua madre.[8] Byrne ha incontrato per la prima volta sua madre all'età di 16 anni, iniziando sporadicamente a vivere con lei e il nuovo compagno Rob Parker, entrando a contatto coi lavori suoi e di Sanger, Woman and the New Race, The Pivot of Civilization e le idee di "maternità volontaria" e libertà sessuale; in seguito ha iniziato a studiare medicina alla Università Tufts su insistenza della donna,[9] venendo iniziata alla confraternita Alpha Omicron Pi e diventando nota nel campus per l'aspetto androgino, i capelli corti alla Eton e la sua parentela con Margaret Sanger, nella cui clinica ha lavorato durante le vacanze natalizie per tutto il suo percorso universitario.[10]
Nel 1925, durante il suo ultimo anno alla Tufts, Byrne ha incontrato William ed Elizabeth Marston, diventando studentessa ed assistente del primo, che ha introdotto all'ambiente dei "baby party" delle confraternite, in cui le ragazze del primo anno si vestivano e venivano trattate come neonati,[11] e dove l'uomo ha svolto vari esperimenti sulle reazioni umane al potere.[12] Dopo la laurea Byrne si stabilisce dai Marston, inizialmente intenzionata a proseguire il suo dottorato in psicologia, per poi decidere di rinunciare e dedicarsi ad accudire il figlio della coppia, Peter.[13] Nel 1928 Marston pubblica Emotions of Normal People, trattato a difesa di molti comportamenti considerati tabù sessuali, utilizzando gran parte della ricerca svolta da Byrne per il suo dottorato, e dedicando l'opera a cinque donne, tra cui la stessa Byrne la quale, con lo pseudonimo di "Olive Richard", ne ha scritto una recensione per Journal of Abnormal Psychology.[14][15]
Il 21 novembre 1929, Byrne ha "sposato" sia William che Elizabeth Marston, indossando braccialetti a fascia larga su ciascun braccio anziché un anello e celebrando da allora tale data come "anniversario" del loro policolo.[16] I tre hanno vissuto assieme per il resto delle loro vite, tenendo segreti al pubblico i dettagli della loro relazione, raccontando ai funzionari del censimento che Byrne fosse la cognata vedova di Elizabeth[17] e alla madre di William che fosse la loro governante,[18] mentre la madre e il fratello di Byrne, pur consapevoli, non hanno mai approvato il rapporto tra i tre.[18] Entrambe le donne hanno avuto due figli da William e si sono omaggiate a vicenda nei nomi scelti per loro: Elizabeth ha chiamato la sua secondogenita nata nel 1931 Olive Ann, mentre Olive ha chiamato il primogenito, nato lo stesso anno, Byrne Holloway Richard,[19] raccontando pubblicamente che il padre fosse un tale William K. Richard deceduto nel 1935 poco dopo la nascita del suo secondo figlio, Donn.[19] Entrambi i figli di Olive Byrne sono stati riconosciuti ed adottati legalmente dai Marston[20] e, seppur consapevoli del rapporto tra essi e la madre, la vera identità paterna è stata loro svelata solo nel 1963.[21]
All'interno del policolo, Olive si è fatta carico di occuparsi della casa e dei figli, consentendo ad entrambi i Marston di portare avanti le loro carriere, fino all'agiatezza economica raggiunta col successo di Wonder Woman, scrivendo occasionalmente alcuni articoli per la rivista Family Circle[22] e contribuendo alla sceneggiatura di molte storie della supereroina.
Wonder Woman
Sia Olive Byrne che Elizabeth Holloway Marston sono ricordate per aver "incarnato il femminismo dell'epoca"[23] e, nel suo saggio del 2014 The Secret History of Wonder Woman, la storica Jill Lepore ha indicato Byrne come fonte di ispirazione del professor Marston per il personaggio di Wonder Woman,[12][24] sia come modella del suo aspetto fisico[25] che per i suoi braccialetti, divenuti un elemento caratteristico dell'eroina.[26]
Ultimi anni
Olive ha continuato a convivere con Elizabeth anche dopo alla morte di Marston nel 1947[27] fino alla sua stessa morta a Tampa, Florida, il 19 maggio 1990, all'età di 86 anni.[2]
Nella cultura di massa
La vita di Olive Byrne, dei Marston e la storia della creazione di Wonder Woman vengono narrati nel film biografico del 2017 Professor Marston and the Wonder Women, di Angela Robinson,[28] dove viene interpretata da Bella Heathcote.[29]
Il 25 settembre 2018 il Minor Planet Center ha chiamato in sua memoria l'asteroide 102234 Olivebyrne[30] mentre il 101813 Elizabethmarston.[31]
Note
- ↑ (EN) Ancestry Library Edition, su Search.ancestrylibrary.com. URL consultato il 18 aprile 2018.
- 1 2 (EN) Obituaries, in Tampa Bay Times, 22 maggio 1990. URL consultato il 2 settembre 2020.
- 1 2 (EN) Jill Lepore, The Surprising Origin Story of Wonder Woman, su Smithsonian.com, Smithsonian Magazine, ottobre 2014. URL consultato il 16 ottobre 2017.
- ↑ (EN) Noah Berlatsky, The Free-Love Experiment That Created Wonder Woman, su The Atlantic, 18 ottobre 2014.«…the Marstons had a polyamorous relationship…»
- ↑ (EN) Constance Gibbs, Wonder Woman creator's polyamorous relationship the focus of new biopic trailer, su New York Daily News, 18 luglio 2017.«The film explores the polygamous and radically sexual relationship Marston, Elizabeth and Byrne shared until his death in 1947.»
- ↑ (EN) Jill Lepore, The secret history of wonder woman, Vintage, 2015, pp. 81–83, ISBN 9780804173407.
- ↑ (EN) Jill Lepore, The secret history of wonder woman, Vintage, 2015, p. 83, ISBN 9780804173407.
- ↑ (EN) Jill Lepore, The secret history of wonder woman, Vintage, 2015, p. 94, ISBN 9780804173407.
- ↑ (EN) Jill Lepore, The secret history of wonder woman, Vintage, 2015, p. 105, ISBN 9780804173407.
- ↑ (EN) Jill Lepore, The secret history of wonder woman, Vintage, 2015, pp. 108-109, ISBN 9780804173407.
- ↑ (EN) William Moulton Marston, Emotions of Normal People "William Marston on Sorority Baby Parties", su Hooded Utilitarian, 6 maggio 2012. URL consultato il 21 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Jill Lepore, The Secret History of Wonder Woman, New York, Vintage Books, 2014, ISBN 9780385354042.
- ↑ (EN) Jill Lepore, The secret history of wonder woman, Vintage, 2015, p. 125, ISBN 9780804173407.
- ↑ (EN) Olive Byrne, Review of Emotions of normal people., in The Journal of Abnormal and Social Psychology, vol. 24, n. 1, aprile 1929, pp. 135–138, DOI:10.1037/h0065724, ISSN 0096-851X.
- ↑ (EN) Jill Lepore, The secret history of wonder woman, Vintage, 2015, pp. 126-127, ISBN 9780804173407.
- ↑ (EN) Jill Lepore, The secret history of wonder woman, Vintage, 2015, pp. 143-144, ISBN 9780804173407.
- ↑ (EN) Jill Lepore, The Surprising Origin Story of Wonder Woman, su Smithsonian.com, Smithsonian Magazine, ottobre 2014. URL consultato il 3 marzo 2016.
- 1 2 (EN) Jill Lepore, The secret history of wonder woman, Vintage, 2015, p. 152, ISBN 9780804173407.
- 1 2 (EN) Jill Lepore, The secret history of wonder woman, Vintage, 2015, pp. 143, ISBN 9780804173407.
- ↑ (EN) Jill Lepore, The secret history of wonder woman, Vintage, 2015, p. 153, ISBN 9780804173407.
- ↑ (EN) Jill Lepore, The Surprising Origin Story of Wonder Woman, su Smithsonian. URL consultato il 7 dicembre 2018.
- ↑ (EN) Jill Lepore, The secret history of wonder woman, Vintage, 2015, p. 155, ISBN 9780804173407.
- ↑ (EN) Tim Hanley, Wonder Woman Unbound: The Curious History of the World's Most Famous Heroine, Chicago Review Press, 2014, p. 12, ISBN 978-1613749128.
- ↑ (EN) Michael Moon, Darger's Resources, Duke University Press, 12 marzo 2012, ISBN 978-0822351566.
- ↑ (EN) Les Daniels, Wonder Woman: The Complete History, Chronicle Books, 2000, ISBN 0-8118-2913-8.
- ↑ (EN) Jett, Brett. Who Is Wonder Woman? (PDF), su mediafire.com. URL consultato il 21 luglio 2026.
- ↑ (EN) Christie Marston, What 'Professor Marston' Misses About Wonder Woman's Origins (Guest Column), su The Hollywood Reporter, 20 ottobre 2017. URL consultato il 21 ottobre 2017.
- ↑ (EN) Wonder Woman Creator Biopic Gets Mysterious First Teaser, in Entertainment Weekly. URL consultato il 21 luglio 2026 (archiviato il 23 marzo 2023).
- ↑ (EN) Anthony D'Alessandro, Annapurna To Release MGM's 'Death Wish' Over Thanksgiving; Sets October Date For 'Professor Marston & The Wonder Women', su Deadline Hollywood, 15 settembre 2017. URL consultato il 15 settembre 2017.
- ↑ (EN) 102234 Olivebyrne (1999 TK20), su Minor Planet Center. URL consultato il 17 ottobre 2018.
- ↑ (EN) MPC/MPO/MPS Archive, su Minor Planet Center. URL consultato il 17 ottobre 2018.