Oliver Sacks

Oliver Wolf Sacks

Oliver Wolf Sacks (Londra, 9 luglio 1933 – New York, 30 agosto 2015) è stato un neurologo e scrittore britannico; dal 2012 è stato docente di neurologia presso la New York University School of Medicine.

Tra il 2007 e il 2012 ha insegnato neurologia e psichiatria alla Columbia University, dove, tra l'altro, era riconosciuto come Columbia Artist. In precedenza aveva trascorso diversi anni presso l'Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University di New York ed era stato anche professore esterno all'Università di Warwick, nel Regno Unito.[1]

Sacks è stato autore di numerosi libri best seller,[2] molti dei quali dedicati a persone affette da disturbi neurologici. Il suo libro Risvegli (1973) è stato adattato nell'omonimo film nel 1990. Musicofilia è stato inoltre oggetto di un episodio della serie Nova della PBS. Alla sua figura e ai suoi lavori si ispira la serie televisiva Brilliant Minds, interpretata da Zachary Quinto.[3]

Biografia

Oliver Sacks nacque il 9 luglio 1933 a Londra, in Inghilterra, ultimo di quattro fratelli in una famiglia ebrea. Il padre, Samuel Sacks, morto nel giugno del 1990, era un medico internista,[4] mentre la madre, Muriel Elsie Landau, fu tra le prime donne chirurgo in Inghilterra.[5] La vasta famiglia di Oliver annoverava personalità di rilievo, tra cui Abba Eban, statista israeliano, Jonathan Lynn, scrittore e regista, e l'economista Robert Aumann.

All'età di sei anni Sacks fu evacuato da Londra insieme a un fratello, a causa dei bombardamenti aerei tedeschi, e mandato in un collegio nelle Midlands,[5] dove, oltre alla malnutrizione, dovette subire le crudeli punizioni inflitte dal preside.[6]

Terminata la guerra, Oliver lasciò il collegio e iniziò a frequentare la St. Paul's School di Londra. In questo periodo, come ricordato nella sua autobiografia Zio Tungsteno - Ricordi di un'infanzia chimica, sviluppò un forte interesse per la chimica,[7] che lo accompagnò per tutta la vita. Al momento di scegliere il proprio futuro professionale, fu fortemente influenzato dai genitori e si orientò verso la medicina. Entrò quindi al Queen's College di Oxford,[5] dove conseguì il Bachelor of Arts nel 1954.[8] Nella stessa università, nel 1958, si laureò in Medicina e Chirurgia.

Successivamente Sacks lasciò l'Inghilterra, trasferendosi prima in Canada e poi negli Stati Uniti per favorire lo sviluppo della propria carriera. Divenuto un neurologo di fama, ottenne incarichi presso il Mt. Zion Hospital di San Francisco e l'Università della California (UCLA).[9] Nel 2015 pubblicò una serie di articoli sul New York Times, con i quali si congedò dal suo pubblico. Morì il 30 agosto dello stesso anno nella sua casa di New York.[10]

Carriera

Dopo il riconoscimento delle sue qualifiche britanniche, Sacks si trasferì a New York, dove visse e praticò la neurologia a partire dal 1965 presso il Beth Abraham Hospital, nel Bronx.[11] Qui lavorò con un gruppo di sopravvissuti all'encefalite letargica degli anni Venti.[11] Questi pazienti e i trattamenti sperimentali cui furono sottoposti costituirono la base del suo libro Risvegli.

Fin dal suo arrivo negli Stati Uniti, Sacks prestò servizio come neurologo in diverse case di riposo di New York, gestite dalle Piccole sorelle dei poveri, e dal 1966 al 1991 fu consulente neurologico presso lo Psychiatric Center del Bronx.[11] Nel 1966 iniziò a lavorare stabilmente al Beth Abraham Hospital, conducendo ricerche sui pazienti post-encefalitici. A questi anni risalgono anche le sue sperimentazioni personali con l'LSD.[12]

Nel 1975 divenne professore associato di neurologia presso l'Albert Einstein College of Medicine di New York; nel 1992 fu nominato professore aggiunto di psichiatria e neurologia alla New York University School of Medicine, incarico che mantenne fino al 2007, quando passò alla facoltà di neurologia e psichiatria della Columbia University.[9]

Nel 2012 tornò alla New York University School of medicine, svolgendo attività sia come professore di neurologia sia come consulente presso il Centro per l'epilessia di New York. Il lavoro svolto da Sacks al Beth Abraham contribuì anche alla fondazione dell'Institute of Music and Neurologic Function (IMNF), del quale fu consulente medico.[13] L'istituto lo onorò nel 2000 con il primo Music Has Power Award,[14] riconoscimento che ricevette nuovamente nel 2006 per celebrare «i suoi quarant'anni di servizio al Beth Abraham e il suo straordinario contributo allo sviluppo della musicoterapia e allo studio degli effetti della musica sul cervello umano».[15]

Sacks rimase consulente neurologico per le Piccole sorelle dei poveri e continuò a esercitare la professione presso istituti di neuroscienze e il New York Botanical Garden.

Vita privata

Nel corso della sua vita Sacks soffrì di prosopagnosia, una condizione che provoca difficoltà nel riconoscere i volti.[16] Parlò spesso pubblicamente delle proprie patologie, incluse quelle più insolite. Nel dicembre del 2010, ad esempio, descrisse la perdita della visione binoculare, avvenuta l'anno precedente a causa di un tumore maligno all'occhio destro.[16] Questa esperienza è raccontata anche nel libro L'occhio della mente, pubblicato nell'ottobre del 2010.[17]

Sacks si raccontò inoltre in un'intervista con Leslie Stahl per il programma 60 Minutes nel marzo del 2012, e nel documentario Imagine della BBC del 28 giugno 2011,[18] affrontando in particolare il tema della prosopagnosia.

Non si sposò mai,[19] attribuendo inizialmente tale scelta alla propria timidezza, da lui stesso descritta come una sorta di patologia.[20] Solo nel 2015, con la pubblicazione della sua autobiografia On the Move: A Life, dichiarò pubblicamente la propria omosessualità.[21]

Un anno dopo la pubblicazione di Risvegli, Sacks fu vittima di un grave incidente durante una scalata in solitaria, nel quale riportò la frattura di una gamba.[22]

Durante il periodo trascorso all'UCLA sperimentò varie droghe su se stesso, descrivendone gli effetti in un articolo pubblicato nel 2012 sul New Yorker[23] e nel libro Allucinazioni. Durante una di queste esperienze con l'anfetamina, lesse un libro ottocentesco di Edward Liveing e le emozioni suscitate da quella lettura lo convinsero a registrare e pubblicare sistematicamente le proprie osservazioni sulle anomalie e le patologie neurologiche.[23]

Nel febbraio 2015 rivelò di essere affetto da un cancro al fegato in fase terminale e di avere pochi mesi di vita.[24] Morì nella sua casa di Manhattan, a New York, il 30 agosto 2015, all'età di ottantadue anni.[25]

Scritti

A partire dal 1970 Oliver Sacks iniziò a raccontare le proprie esperienze neurologiche con i pazienti, pubblicando numerosi libri e scrivendo articoli di carattere medico, scientifico e divulgativo per periodici quali il New Yorker e il New York Review of Books.[26][27][28] Tra i molti riconoscimenti ricevuti per questi lavori spicca il Lewis Thomas Prize for Writing about Science, assegnatogli nel 2001.[29]

Gli scritti di Sacks coprono un campo di media straordinariamente ampio, più vasto di quello della maggior parte degli autori contemporanei che si sono occupati di medicina, tanto che nel 1990 il New York Times sottolineò come «Sacks sia diventato una sorta di poeta laureato della medicina contemporanea».[30] Le sue descrizioni delle condizioni neurologiche chiariscono spesso il modo in cui il cervello si relaziona con la percezione, la memoria e l'identità individuale. Il suo stile letterario si fonda su una narrazione dettagliata delle anamnesi cliniche, riallacciandosi alla tradizione dei clinical anecdotes del XIX secolo, il cui principale esponente fu il neuropsicologo russo Aleksandr Romanovič Lurija.

I pazienti descritti da Sacks sono spesso in grado di adattarsi alla propria condizione in modi differenti, nonostante le loro patologie neurologiche siano generalmente considerate incurabili.[31] Nella sua opera più celebre, Risvegli, dalla quale sono stati tratti un film omonimo e un documentario, vengono descritte le diverse risposte[11] di pazienti post-encefalitici del Beth Abraham Hospital alla somministrazione di una nuova sostanza, la L-Dopa. In altre opere sono presentati casi di persone affette dalla sindrome di Tourette o da forme particolari della malattia di Parkinson.

Nel libro L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello è narrata la storia di un uomo affetto da un disturbo visivo noto come agnosia,[32] opera che ispirò Michael Nyman nella composizione di un melodramma omonimo. Un antropologo su Marte, che vinse un Polk Award, racconta l'incontro con la professoressa Temple Grandin, affetta da una forma di autismo oggi riconducibile alla sindrome di Asperger.

Vedere voci, pubblicato nel 1989, affronta una vasta gamma di temi legati agli studi sulla sordità e sulla cultura dei sordi. Nel libro L'isola dei senza colore Sacks descrive i propri studi e viaggi nelle isole del Pacifico. In una di queste, Guam, una percentuale insolitamente elevata della popolazione autoctona Chamorro è affetta da una malattia neurodegenerativa nota come Lytico-bodig. Sacks, insieme a Paul Alan Cox, ipotizzò che la possibile causa fosse la beta-metilammino-L-alanina presente nelle Cycadales.[33][34]

Nel 2015, annunciando pubblicamente in un articolo la propria malattia terminale, Sacks dichiarò di avere ancora diversi libri quasi completati e pronti per la pubblicazione.

Critiche

Il lavoro di Oliver Sacks non è stato esente da aspre critiche, provenienti sia dalla comunità scientifica sia dall'esterno. Durante gli anni Settanta e Ottanta, i suoi libri e articoli relativi ai pazienti descritti in Risvegli furono in larga parte ignorati da una porzione dell'establishment medico, che contestava l'assenza di un approccio quantitativo rigoroso, sostenendo che il suo lavoro si basasse su osservazioni qualitative piuttosto che su studi controllati e in doppio cieco.

Makoto Yamaguchi[35] mise in discussione le sue competenze nel trattamento dei pazienti autistici, sostenendo che le spiegazioni matematiche fornite da Sacks fossero inesatte. Arthur K. Shapiro, spesso descritto come «il padre della ricerca moderna sui tic»,[36] criticò duramente il suo operato, affermando che Sacks fosse molto più valido come scrittore che come clinico.[37]

Sebbene molti abbiano descritto Sacks come uno scrittore e medico «compassionevole»,[38][39][40] altri ritennero che avesse sfruttato la propria materia di studio,[41] al punto da essere definito «l'uomo che confuse i suoi pazienti con la carriera letteraria» da Tom Shakespeare, accademico britannico e attivista per i diritti delle persone con disabilità,[42] il quale arrivò a qualificare il suo lavoro come «lo spettacolo di un intellettuale fanatico».

La risposta di Sacks a tali critiche non si fece attendere: in un'intervista dichiarò infatti: «Spero che la lettura di ciò che ho scritto riveli rispetto e apprezzamento, non il desiderio di esporre o esibire qualcuno solo per suscitare emozioni… ma si tratta di una questione delicata».[43]

Riconoscimenti

Sacks fu membro di numerose accademie artistiche e scientifiche, tra cui l'American Academy of Arts and Letters (sezione letteratura, dal 1996),[44] la New York Academy of Sciences (dal 1999),[45] il Queen's College dell'University of Oxford[46] e l'American Academy of Arts and Sciences (dal 2002), nella Classe IV – Humanities and Arts, Sezione 4 – Literature.[47]

Nel 2001 ricevette inoltre il Lewis Thomas Prize for Writing about Science dalla Rockefeller University.[48]

Sacks fu anche insignito di numerosi dottorati honoris causa, conferitigli dalle seguenti istituzioni: Georgetown University (1990),[49] College of Staten Island (1991), Tufts University (1991),[50] New York Medical College (1991), Medical College of Pennsylvania (1992), Bard College (1992),[51] Queen's University (2001),[52] Gallaudet University (2005),[53] University of Oxford (2005),[54] Pontificia Universidad Católica del Perú (2006),[55] e Cold Spring Harbor Laboratory (2008).

Nel giugno del 2005 ricevette anche il titolo di Doctor of Laws dall'Università di Oxford,[56] mentre nel 2007 gli fu conferito dalla Columbia University il riconoscimento di Columbia Artist. Questo titolo, creato appositamente per lui, gli garantiva libero accesso all'università senza restrizioni.[57]

Tra gli ulteriori riconoscimenti figurano la nomina a Ordine dell'Impero Britannico con il grado di commendatore, conferita in occasione dei Queen's Birthday Honours,[58] e l'intitolazione a suo nome dell'asteroide della fascia principale 84928 Oliversacks.[59]

Opere

  • Emicrania (Migraine, 1970), trad. Isabella Blum, Collana i peradam n.2, Milano, Adelphi, 1992, ISBN 978-88-459-0932-0.
  • Risvegli (Awakenings, 1973), trad. Andrea Salmaggi, Collana Biblioteca n.187, Milano, Adelphi, 1987, ISBN 978-88-459-0802-6.
  • Su una gamba sola (A leg to stand on, 1984), trad. Rosalba Occhetti, Collana Biblioteca n.237, Milano, Adelphi, 1991, ISBN 978-88-459-0828-6.
  • L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello (The Man Who Mistook His Wife for a Hat, 1985), trad. Clara Morena, Collana Biblioteca n.174, Milano, Adelphi, 1986, ISBN 978-88-459-0216-1.
  • Vedere voci, un viaggio nel mondo dei sordi (Seeing Voices, 1989), trad. Carla Sborgi, Collana Biblioteca n.221, Milano, Adelphi, 1990, ISBN 978-88-459-0828-6. (lingua dei segni e la cultura dei sordi).
  • Un antropologo su Marte. Sette racconti paradossali (An Anthropologist on Mars, 1995), trad. di Isabella Blum, Collana Biblioteca n.305, Milano, Adelphi, 1995, ISBN 88-459-1396-1.
  • L'isola dei senza colore (The Island of the Colorblind, 1996), trad. Isabella Blum, Collana Biblioteca n.336, Milano, Adelphi, 1997, ISBN 978-88-459-1282-5.
  • Zio Tungsteno - Ricordi di un'infanzia chimica (Uncle Tungsten: Memories of a Chemical Boyhood, 2001), trad. Isabella Blum, Collana Biblioteca n.422, Milano, Adelphi, 2002, ISBN 978-88-459-1685-4.
  • Diario di Oaxaca (Oaxaca Journal, 2002), trad. Maurizio Migliaccio, Collana Traveller, Milano, Feltrinelli, 2004; Collana Universale Economica.Traveller, Feltrinelli, 2006; Collana Biblioteca n.630, Milano, Adelphi, 2015, ISBN 978-88-45-92956-4.
  • Musicofilia. Racconti sulla musica e il cervello (Musicophilia. Tales of Music and the Brain, 2007), trad. Isabella Blum, Collana Biblioteca n.522, Milano, Adelphi, 2008; nuova ed. riveduta e aggiornata, Adelphi, 2009; Collana gli Adelphi, 2010.
  • L'occhio della mente (The Mind's Eye, 2010), traduzione di Isabella C. Blum, Collana Biblioteca n.581, Milano, Adelphi, 2011, ISBN 978-88-459-2615-0.
  • Allucinazioni (Hallucinations, 2012), traduzione di Isabella C. Blum, Collana Biblioteca n.609, Milano, Adelphi, 2013, ISBN 978-88-459-2809-3.
  • In movimento (On the Move: A Life, 2015), traduzione di Isabella C. Blum, Collana Biblioteca n.640, Milano, Adelphi, 2015, ISBN 978-88-459-3020-1.
  • Gratitudine, traduzione di Isabella C. Blum, Collana Piccola Biblioteca n.692, Milano, Adelphi, 2016, ISBN 978-88-459-3085-0.
  • Il fiume della coscienza, traduzione di Isabella C. Blum, Collana Biblioteca n.682, Milano, Adelphi, 2018, ISBN 978-88-459-3254-0.
  • Ogni cosa al suo posto (Everything in Its Place: First Loves and Last Tales, 2019), traduzione di Isabella C. Blum, Collana Biblioteca n.701, Milano, Adelphi, 2019, ISBN 978-88-459-3433-9.
  • Un problema musicale. Lettere 1960-1979 (Letters, 2024), a cura di Kate Edgar, collana Biblioteca n.779, traduzione di Isabella C. Blum, Milano, Adelphi, 2025, pp. 574, ISBN 978-88-459-4025-5.

Articoli

  • Mente e cervello:le teorie di Gerald Edelman, in: La Rivista dei Libri, supplemento speciale al n.6, giugno 1993.

Prefazioni

  • Aleksandr Lurija, Un mondo perduto e ritrovato, traduzione di Mario Alessandro Curletto, postfazione di Luciano Mecacci, Collana Biblioteca n.640, Milano, Adelphi, 2015, ISBN 978-88-459-3009-6.
  • John M. Hull, Il dono oscuro, traduzione di Francesco Pacifico, Collezione La collana dei casi n.133, Milano, Adelphi, 2019, ISBN 978-88-459-3409-4.

Note

  1. ↑ NYU Langone Medical Center Welcomes Neurologist and Author Oliver Sacks, MD, su newswise.com, 13 settembre 2012.
  2. ↑ Borzoi Reader | Authors | Oliver Sacks, su About the Author, Random House. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  3. ↑ (EN) Samantha Bergeson, Zachary Quinto Transform into an Oliver Sacks-Inspired Neurologist for NBC’s ‘Brilliant Minds’ — Watch Trailer, su IndieWire, 6 agosto 2024. URL consultato il 5 novembre 2024.
  4. ↑ Un antropologo su Marte (Adelphi 1995), p. 70
  5. 1 2 3 Brown, Andrew, Oliver Sacks Profile: Seeing double, su The Guardian, 5 marzo 2005. URL consultato il 24 dicembre 2013.
  6. ↑ Nadine Epstein, (2008), Uncle Xenon: The Element of Oliver Sacks. Moment Magazine
  7. ↑ Oliver Sacks, Uncle Tungsten: Memories of a Chemical Boyhood, Vintage Books, 2001, ISBN 0-375-40448-1.
  8. ↑ Oliver Sacks, MD, FRCP, su oliversacks.com, Official site. URL consultato il 9 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2008).
  9. 1 2 Columbia University website, section of Psychiatry (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2013).
  10. ↑ (EN) Gregory Cowles, Oliver Sacks, Neurologist Who Wrote About the Brain’s Quirks, Dies at 82, in The New York Times, 30 agosto 2015. URL consultato il 16 marzo 2024.
  11. 1 2 3 4 Biography . Oliver Sacks, MD, FRCP, su oliversacks.com, Official website. URL consultato il 9 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2008).
  12. ↑ Oliver Sacks: i miei viaggi con l’Lsd nel paese delle meraviglie - La Stampa, su lastampa.it.
  13. ↑ About the Institute, su bethabe.org, Institute for Music and Neurologic Function. URL consultato il 9 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2008).
  14. ↑ Henry Z. Steinway honored with 'Music Has Power' award: Beth Abraham Hospital honors piano maker for a lifetime of 'affirming the value of music', in Music Trades Magazine, 1º gennaio 2006. URL consultato il 9 agosto 2008.
  15. ↑ 2006 Music Has Power Awards featuring performance by Rob Thomas, honoring acclaimed neurologist & author Dr. Oliver Sacks, su pr.com, Beth Abraham Family of Health Services, 13 ottobre 2006. URL consultato il 24 dicembre 2013.
  16. 1 2 Katz, Neil, Prosopagnosia: Oliver Sacks' Battle with "Face Blindness", su CBSnews.com, 26 agosto 2010. URL consultato il 3 febbraio 2010.
  17. ↑ Murphy, John. "Eye to Eye with Dr. Oliver Sacks" (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2013)., Review of Optometry, 9 December 2010
  18. ↑ "The Man Who Forgot How to Read and Other Stories", su bbc.co.uk. URL consultato il 30 giugno 2011.
  19. ↑ Oliver Burkeman, Sacks appeal, su guardian.co.uk, The Guardian, 10 maggio 2013. URL consultato l'11 maggio 2013.
  20. ↑ Silberman, Steve (December 2001). "The Fully Immersive Mind of Oliver Sacks". Wired.
  21. ↑ (EN) Oliver Sacks, On the Move: A Life, Knopf, 2015, ISBN 0385352549.
  22. ↑ Oliver Sacks, The Joy of Old Age. (No Kidding.), in The New York Times, 6 luglio 2013.
  23. 1 2 Oliver Sacks, Altered States, in The New Yorker, 27, p. 40. URL consultato il 14 dicembre 2012.
  24. ↑ Oliver Sacks, My Own Life, su nytimes.com, The New York Times, 19 febbraio 2015. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  25. ↑ New York Times Oliver Sacks dies at 82 neurologist and author explored the brains quirks.
  26. ↑ Archive: Search: The New Yorker—Oliver Sacks, su newyorker.com. URL consultato il 24 dicembre 2013.
  27. ↑ Oliver Sacks—The New York Review of Books, su nybooks.com. URL consultato il 24 dicembre 2013.
  28. ↑ Oliver Sacks . Publications & Periodicals, su oliversacks.com. URL consultato il 13 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2008).
  29. ↑ Lewis Thomas Prize, su featuredevents.rockefeller.edu, The Rockefeller University, 18 marzo 2002. URL consultato il 23 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2012).
  30. ↑ Broyard, Anatole, Good books abut (sic) being sick, in The New York Times, 1º aprile 1990. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  31. ↑ Oliver Sacks, Prefazione, in Un antropologo su Marte, New, Londra, Picador, 1996 [1995], pp. xiii–xviii, ISBN 0-330-34347-5.
    «"The sense of the brain's remarkable plasticity, its capacity for the most striking adaptations, not least in the special (and often desperate) circumstances of neural or sensory mishap, has come to dominate my own perception of my patients and their lives."»
  32. ↑ Filmato audio Video: The Man Who Mistook His Wife for a Hat (1987), The Open Mind, 1987. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  33. ↑ Murch SJ, Cox PA, Banack SA, Steele JC, Sacks OW, Occurrence of beta-methylamino-l-alanine (BMAA) in ALS/PDC patients from Guam, in Acta Neurol. Scand., vol. 110, n. 4, ottobre 2004, pp. 267-9, DOI:10.1111/j.1600-0404.2004.00320.x, PMID 15355492.
  34. ↑ Cox PA, Sacks OW, Cycad neurotoxins, consumption of flying foxes, and ALS-PDC disease in Guam, in Neurology, vol. 58, n. 6, marzo 2002, pp. 956-9, PMID 11914415.
  35. ↑ Yamaguchi M, Questionable aspects of Oliver Sacks' (1985) report, in J Autism Dev Disord, vol. 37, n. 7, agosto 2007, pp. 1396; discussion 1389–9, 1401, DOI:10.1007/s10803-006-0257-0, PMID 17066308. for free access http://secamlocal.ex.ac.uk/people/staff/mrwatkin/isoc/sacks-yamaguchi.htm Archiviato il 26 luglio 2008 in Internet Archive.
  36. ↑ K.D. Gadow e J. Sverd, Attention deficit hyperactivity disorder, chronic tic disorder, and methylphenidate, in Adv Neurol, vol. 99, 2006, pp. 197-207, PMID 16536367.
  37. ↑ (EN) H.I. Kushner, A Cursing Brain?: The Histories of Tourette Syndrome, Harvard University Press, 2000, p. 205, ISBN 0-674-00386-1.
  38. ↑ Judith Weinraub, Oliver Sacks: Hero of the Hopeless; The Doctor of 'Awakenings,' With Compassion for the Chronically Ill, su The Washington Post, 13 gennaio 1991. URL consultato il 23 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2012).
  39. ↑ David Bianculli, Healthy Dose of Compassion in Medical 'Mind' Series, su New York Daily News, 25 agosto 1998. URL consultato il 12 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2009).
  40. ↑ Michiko Kakutani, Finding the Advantages in Some Mind Disorders, su New York Times, 14 febbraio 1995. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  41. ↑ Verlager, Alicia, Decloaking Disability: Images of Disability and Technology in Science Fiction Media (PDF), su cms.mit.edu, MIT.edu, agosto 2006. URL consultato il 10 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2008).
    «However, Sacks' use of his preoccupation with people with disabilities as the foundation for his professional career has led many disability advocates to compare him to P. T. Barnum, whose own professional career (and its subsequent monetary profit) was based to a large degree upon his employment of PWD as 'freaks.' ... Note also the science fiction aspect to the title of Sacks' book, which frames the disabled people he writes about as 'aliens' from a different planet. One issue in the dynamic of the expert who appoints himself as the official storyteller of the experience of disability is that both the professional and financial success of the storyteller often rely upon his framing of the disabled characters as extraordinary, freakish, or abnormal. This is what disability studies scholars and disability advocates term the 'medicalization of disability' (Linton 1998, 1–2).»
  42. ↑ Tom Shakespeare, Book Review: An Anthropologist on Mars, in Disability and Society, vol. 11, n. 1, 1996, pp. 137-142, DOI:10.1080/09687599650023380. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  43. ↑ Oliver Burkeman, Sacks appeal, su The Guardian, 10 maggio 2002. URL consultato il 23 dicembre 2013.
  44. ↑ Current Members, su artsandletters.org, The American Academy of Arts and Letters. URL consultato il 15 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2016).
  45. ↑ New York Academy of Sciences Announces 1999 Fellows, su nyas.org, New York Academy of Sciences, 6 ottobre 1999. URL consultato il 15 agosto 2008 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2009).
  46. ↑ (EN) Honorary Fellows, su queens.ox.ac.uk, The Queen's College. URL consultato il 2 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 18 giugno 2015).
    «1999 Sacks, Oliver Wolf, CBE, BM BCh MA Oxf»
  47. ↑ Class of 2002 – Fellows, su amacad.org, American Academy of Arts and Sciences, 2002. URL consultato il 15 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2008).
  48. ↑ Oliver Sacks, Awakenings Author, Receives Rockefeller University's Lewis Thomas Prize, su runews.rockefeller.edu, Rockefeller University, 2002. URL consultato il 26 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2009).
  49. ↑ http://www.oliversacks.com/about-the-author/curriculum-vitae/ (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2010).
  50. ↑ Tufts University Factbook 2006–2007 (abridged) (PDF), su institutionalresearch.tufts.edu, Tufts University, p. 127. URL consultato il 15 agosto 2008.
  51. ↑ Bard College — Honorary Degrees, su bard.edu, Bard College. URL consultato il 5 dicembre 2016.
  52. ↑ Neurologist, peace activist among honorary graduands (PDF), su Gazette, vol. XXXII, no. 9, Queen's University, 7 maggio 2001, pp. 1, 2. URL consultato il 15 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2007).
  53. ↑ Honorary Degree Recipients, su gallaudet.edu, Gallaudet University, 5 dicembre 2015. URL consultato il 15 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2014).
  54. ↑ 2005 honorary degrees announced, su admin.ox.ac.uk, University of Oxford, 14 febbraio 2005. URL consultato il 15 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2007).
  55. ↑ (ES) Doctores honoris causa, su pucp.edu.pe, Pontificia Universidad Católica del Perú. URL consultato il 15 agosto 2008 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2009).
  56. ↑ Oxford to confer doctorate on Manmohan Singh, su New India Press, 15 febbraio 2005. URL consultato il 9 agosto 2008.
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