Orbita eliocentrica

In astronomia e astronautica si dice orbita eliocentrica una qualsiasi orbita attorno al Sole. Tutti i pianeti, le comete e gli asteroidi del sistema solare sono attualmente in orbita eliocentrica, analogamente a numerose sonde spaziali.

Il prefisso elio-, che indica diversi aspetti riguardanti il Sole (come elio-grafia, elio-sismologia e via dicendo), deriva dal greco Ἥλιος (Helios), che era il nome con cui gli Antichi Greci designavano correntemente l'astro e la divinità preposta. Il termine ἥλιος, principalmente nella variante dorica αἔλιος (āèlios, che sta per un antico *ayelios), deriverebbe da una radice indoeuropea *us- allungata in *aus-, che significa ardere, rilucere.[1]

La sonda spaziale sovietica Luna 1, a causa di un errore, fu il primo oggetto costruito dall'uomo a raggiungere, il 2 gennaio 1959, la velocità di fuga della Terra ed anche a raggiungere un'orbita eliocentrica.

Manovra di inserzione transmarziana

Un'iniezione trans-marziana (TMI) è un'orbita eliocentrica in cui una manovra propulsiva viene utilizzata per posizionare un veicolo spaziale su una traiettoria, nota anche come orbita di trasferimento marziana, che lo porterà fino all'orbita di Marte.

Ogni due anni si aprono finestre di lancio per trasferimenti a bassa energia, che sfruttano il movimento tra i due pianeti per il minor fabbisogno energetico possibile. Le iniezioni di trasferimento possono posizionare la navicella spaziale in un'orbita di trasferimento alla Hohmann o in un'orbita di trasferimento biellittica. Le iniezioni transmarziane possono essere a singola manovra, come quella utilizzata dall'orbiter MAVEN della NASA nel 2013,[2] o una serie di impulsi ripetuti al perigeo, come quella utilizzata dalla Mars Orbiter Mission nel 2013.[3][4]

Note

Voci correlate

Alcuni tipi particolari di orbita eliocentrica sono: