Orobanche buekii
| Succiamele della cervaria | |
|---|---|
![]() | |
| Stato di conservazione | |
Specie non valutata | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Lamiidi |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Orobanchaceae |
| Tribù | Orobancheae |
| Genere | Orobanche |
| Specie | O. buekii |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Scrophulariales |
| Famiglia | Scrophulariaceae |
| Genere | Orobanche |
| Specie | O. buekii |
| Nomenclatura binomiale | |
| Orobanche buekii A.Dietr., 1835 | |
| Sinonimi | |
| Nomi comuni | |
|
Orobanche dell'Alsazia | |
La succiamele della cervaria (Orobanche buekii A.Dietr., 1835) è una pianta parassita, appartenente alla famiglia Orobanchaceae.[1]
Etimologia
Il nome generico (Orobanche) deriva da due termini greci òrobos (= legume) e anchéin (= strozzare) e indicano il carattere parassitario di buona parte delle piante del genere di questa specie soprattutto a danno delle Leguminose (nell'antica Grecia questo nome era usato per una pianta parassita della "veccia" - Vicia sativa).[2][3] Il nome comune (succiamele della cervaria) fa riferimento alla specie ospite (Peudedanum cervaria).
Descrizione

Queste piante sono alte da 20 a 60 cm. La forma biologica è terofita parassita (T par), sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. In questa specie sono presenti anche piante con forme biologiche perenni tipo geofite parassite (G par), sono piante provviste di gemme sotterranee e radici che mostrano organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante. Non contengono clorofilla e inoltre nel secco si colorano di bruno.[2][4][5][6][7][8]
Radici
Le radici sono fascicolate e si diramano da un bulbo o rizoma centrale. Nella parte finale sono provviste di austori succhianti che parassitano l'apparato radicale delle piante ospiti.
Fusto
La parte aerea del fusto è eretta e semplice (non ramosa) e striato-scanalato; la forma è cilindrica con un ingrossamento alla base. Gli scapi terminali sono sempre fioriferi (mai sterili). È pubescente per peli ghiandolari.
Foglie
Le foglie sono ridotte a delle squame spiralate ed hanno delle forme triangolari-lanceolate (o anche ovate o ovato-lanceolate). Sono subvillose sulla parte abassiale e lungo i margini. Lunghezza massima delle foglie: larghezza 4 – 6 mm; 10 – 30 mm..
Infiorescenza

Le infiorescenze sono a forma di spiga o racemo denso. Le brattee dell'infiorescenza sono del tipo lanceolato-acuminate (o anche a forma ovato-lanceolata). Non sono presenti bratteole. Dimensione dell'infiorescenza: larghezza 3 cm; lunghezza 8 – 15 cm. Dimensione delle brattee: larghezza 4 – 5 mm; lunghezza 10 – 20 mm.
Fiore
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (del tipo bilabiato), tetrameri, ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (la corolla è a 5 parti, mentre il calice anch'esso a 5 parti spesso è ridotto). In questa specie i fiori alla base sono avvolti da 3 elementi: in posizione centrale è presente una brattea; su entrambi i lati è presente una lacinia calicina profondamente bifida (non sono presenti le bratteole). Lunghezza totale del fiore: 12 – 25 mm.
- X, K (4/5), [C (2+3), A 2+2], G (2), (supero), capsula
- Il calice è gamosepalo a 3 parti, ossia quattro sepali, riccamente ghiandolari e saldati 2 a 2 tipo lacinie (o anche a forma lanceolata) ben separate (libere) o collegate alla base, più una brattea centrale. I sepali esterni sono rossi, quelli più interni sono più scuri e colorati di giallo-verde. La superficie è trinervata. Dimensione del calice: 7 – 9 mm.
- La corolla, di tipo personato, è simpetala e consiste in un tubo cilindrico, non ristretto verso le fauci, terminante in un lembo bilabiato; dei due labbri quello superiore è intero o un po' bilobo, mentre quello inferiore è trilobato con lobi più o meno uguali di cui quello centrale è densamente cigliato. La superficie della corolla è pubescente-ghiandolosa, ed è colorata di giallo scuro con screziature rosse scure (causate dalle secrezioni dei tricomi) sulla parte abassiale. Il nettare si forma nella parte basale della corolla; la ghiandola secretoria è colorata di giallo con una forma asimmetrica. Dimensione della corolla: 16 – 20 mm.
- L'androceo possiede quattro stami didinami (due grandi e due piccoli). I filamenti sono lungi a forma di "S" e biancastri; sono pubescenti nella parte bassa per sparsi peli ghiandolari (tricomi sia ghiandolari che non ghiandolari) e sono inseriti a 1/3 del tubo corollino. Le antere, glabre e a forma ovale, sono disposte trasversalmente e sono provviste di due logge più o meno uguali. Le sacche polliniche hanno l'estremità inferiore a forma di freccia.[5] Lunghezza dei filamenti: 0,8 - 1,2 cm. Lunghezza delle antere: 1,4 - 1,6 mm.
- Gineceo: l'ovario è supero formato da due (o tre) carpelli ed è uniloculare a forma ovale; le placente sono due o quattro di tipo parietale, a volte unite al centro e portanti un numero molto elevato di ovuli. Lo stilo è del tipo filiforme con una forma ad arco e non sporge oltre le fauci della corolla ; lo stigma è capitato o del tipo a 2 - 4 lobi ed è colorato di giallo. Lunghezza dello stilo: 0,8 - 1,3 cm.
- Fioritura: da giugno a luglio.
Frutti
Il frutto è una capsula loculicida a forma più o meno ovoidale. I semi, molti e minuti dalle dimensioni quasi microscopiche, contengono un embrione rudimentale indifferenziato e composto da poche cellule; sono colorati di nero. Lunghezza della capsula: 7 – 12 mm. Dimensione dei semi: larghezza 0,2 mm; lunghezza 0,3 mm.
Biologia
Parassitismo
Queste piante non contengono clorofilla per cui possiedono organi specifici per nutrirsi della linfa di altre piante. Le loro radici infatti sono provviste di uno o più austori connessi alle radici ospiti per ricavare sostanze nutritive.[4][9][10] Inoltre il parassitismo di Orobanche alba è tale per cui anche i semi per germogliare hanno bisogno della presenza delle radici della pianta ospite; altrimenti le giovani piantine sono destinate ad una precoce degenerazione.
In genere le specie di questa voce sono parassite delle specie Peucedanum cervaria e Seseli osseum (famiglia Apiaceae).[6][8]
Riproduzione
Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat
- Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) di questa specie è Centroeuropeo - Sudsiberiano o anche Eurasiatico.

Distribuzione della specie in Italia
(Distribuzione regionale[11] – Distribuzione alpina[7])
In Italia questa pianta è rara; nelle Alpi si trova in modo discontinuo. Oltre confine (sempre nelle Alpi) si trova in Slovenia e nell'Austria orientale. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nei Vosgi, Massiccio del Giura e Carpazi. Nel resto dell'Europa si trova nella fascia centrale che va dalla Francia alla Russia; si trova anche nel Marocco. Fuori dall'Europa si trova nel Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e in Cina.[7] - Habitat: l'habitat tipico sono le zone con presenza delle specie Peucedanum cervaria e Seseli osseum; ma anche i margini erbacei dei boschi, gli arbusteti meso-termofili, le pinete, i gineprai e i querceti submediterranei e in genere i pendii esposti al sole su substrato alcalino. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.[7]
- Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 800 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: subalpino e alpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).
Fitosociologia
Dal punto di vista fitosociologico Orobanche buekii appartiene alla seguente comunità vegetale:[7]
- Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
- Classe: Trifolio-Geranietea sanguinei
- Ordine: Origanetalia vulgaris
- Alleanza: Geranion sanguinei
- Ordine: Origanetalia vulgaris
- Classe: Trifolio-Geranietea sanguinei
- Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Tassonomia
La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981[12]) assegnava il genere Orobanche alla famiglia Scrophulariaceae, mentre la moderna classificazione filogenetica (classificazione APG IV[13]) lo assegna alla famiglia Orobanchaceae.
Le Orobanchaceae sono una famiglia abbastanza numerosa, suddivisa in 7 tribù, 100 generi e circa 2000 specie[14][15] distribuite in tutti i continenti. Il genere Orobanche appartiene alla tribù Orobancheae e comprende oltre 200 specie, circa 40 delle quali sono presenti nella flora italiana.[4][6]
La classificazione del genere Orobanche è problematica in quanto le varie specie differiscono una dall'altra per piccoli caratteri soprattutto nella forma del calice-corolla e per i vari colori delle parti floreali che presto tendono al bruno appena la pianta "entra" nel secco. Molte specie hanno una grande specificità dell'apparato radicale per cui una possibile distinzione è possibile tramite l'individuazione della pianta parassitata (vedi il paragrafo "Biologia").[6]
Filogenesi
Secondo una recente ricerca di tipo filogenetico[9] la famiglia Orobanchaceae è composta da 6 cladi principali nidificati uno all'interno dell'altro. Il genere Orobanche si trova nel terzo clade (relativo alla tribù Orobancheae) insieme ai generi Boschniakia C. A. Mey. ex Bong. 1833, Cistanche Hoffmans. & Link 1809, Conopholis Wallr.1825, Epifagus Nutt. 1818, Eremitilla Yatsk. & J. L. Contr., 2009, Kopsiopsis (Beck) Beck 1930, Mannagettaea Harry Sm. 1933. Orobanche è monofiletico e rappresenta il core del clade ed è "gruppo fratello" del genere Mannagettaea e quindi di tutto il resto del gruppo.[16]
All'interno del genere Orobanche la specie Orobanche buekii appartiene alla sezione Orobanche L.[17] caratterizzata soprattutto dalla forma del calice a tre parti ossia quattro sepali saldati 2 a 2 tipo lacinie ben separate o collegate alla base, più una brattea. L'altra sezione presente in Italia (Trionychon Wallr.) è caratterizzata dal calice diviso in 5 parti: in posizione centrale è presente una brattea, mentre su entrambi i lati è presente una bratteola lineare e una lacinia calicina profondamente bifida.[6]
Il numero cromosomico di O. buekii è: 2n = 38.[18]
Sinonimi
Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[1]
- Orobanche alsatica Kirschl
- Orobanche alsatica subsp. libanotidis (Rupr.) Tzvelev
- Orobanche alsatica subsp. mayeri (Suess. & Ronniger) Kreutz
- Orobanche alsatica var. libanotidis (Rupr.) Beck
- Orobanche alsatica var. mayeri Suess. & Ronniger
- Orobanche bartlingii Griseb.
- Orobanche caudata De Not.
- Orobanche cervariae Kirschl. ex Suard
- Orobanche fuscovinosa Maire
- Orobanche libanotidis Rupr.
- Orobanche mayeri (Suess. & Ronniger) Bertsch & F. Bertsch
Note
- 1 2 (EN) Orobanche buekii, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 10 novembre 2025.
- 1 2 Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta Vol. 3, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 167.
- ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 15 marzo 2015.
- 1 2 3 4 Judd, pag. 496.
- 1 2 Strasburger, pag. 852.
- 1 2 3 4 5 Pignatti 2017, pagg. 376-389.
- 1 2 3 4 5 Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 292.
- 1 2 (EN) R. Piwowarczyk, A. T. Halamski e E. Durska, Seed and pollen morphology in the Orobanche alsatica complex (Orobanchaceae) from central Europe and its taxonomic significance, in Australian Systematic Botany, 27 (2), 2013, pp. 145-157. URL consultato il 26 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
- 1 2 (EN) Jonathan R. Bennett e Sarah Mathews, Phylogeny of the parasitic plant family Orobanchaceae inferred from phytochrome A, in American Journal of Botany, vol. 93, n. 7, 2006, pp. 1039-1051.
- ↑ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 18 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
- ↑ Conti et al. 2005, pag. 137.
- ↑ (EN) Cronquist A., An integrated system of classification of flowering plants, New York, Columbia University Press, 1981, ISBN 9780231038805.
- ↑ (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
- ↑ (EN) Orobanchaceae, su Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 20 ottobre 2014.
- ↑ (EN) Accepted genera of Orobanchaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Joel R. McNeal, Jonathan R. Bennett, Andrea D. Wolfe e Sarah Mathews, Phylogeny and origins of holoparasitism in Orobanchaceae, in American Journal of Botany, vol. 100, n. 5, maggio 2013, pp. 971-983.
- ↑ (EN) EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 16 marzo 2015.
- ↑ (EN) Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 24 marzo 2015.
Bibliografia
- David Aeschimann, Konrad Lauber, Daniel Martin Moser e Jean Paul Theurillat, Flora alpina, 3 volumi, Bologna, Zanichelli, 2004, ISBN 978-8808071590 (archiviato il 30 giugno 2024).
- (EN) Fabio Conti, Giovanna Abbate, Alessandro Alessandrini e Carlo Blasi, An annotated checklist of the Italian vascular flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 137, ISBN 88-7621-458-5 (archiviato il 24 febbraio 2022).
- (EN) David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato il 25 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
- Sandro Pignatti, Orobanchaceae, in Flora d'Italia Vol. III, Milano, Edagricole, 2017, ISBN 9788850652440.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica, vol. 2, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- (EN) Jonathan R. Bennett e Sarah Mathews, Phylogeny of the parasitic plant family Orobanchaceae inferred from phytochrome A (PDF), in American Journal of Botany, vol. 93, n. 7, 2006, pp. 1039-1051. URL consultato il 25 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- (EN) B. Roman, C. Alfaro, A.M. Torres, M.T. Moreno, Z. Satovic, A. Pujadas e D. Rubiales, Genetic relationships among Orobanche species as revealed by RAPD analysis (PDF), in Annals of Botany, vol. 91, maggio 2003, pp. 637-642.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
- Orobanche alsatica eFloras Database
- Orobanche alsatica IPNI Database
- Orobanche alsatica EURO MED - PlantBase Checklist Database
