Ospedale Santa Rosa
| Ospedale Santa Rosa di Viterbo | |
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| Stato | |
| Località | Viterbo |
| Indirizzo | Str. Sammartinese, Snc, 01100 Belcolle VT |
| Fondazione | 1993 |
| Posti letto | 455 (31/01/2025) |
| Patrono | Santa Rosa da Viterbo |
| Dir. generale | Egisto Bianconi |
| Sito web | www.asl.vt.it/ |
L'ospedale Santa Rosa (detto anche ospedale di Belcolle) è la struttura sanitaria della città di Viterbo, nel Lazio.
L'ospedale è situato presso Belcolle, località posta sulla Strada Sammartinese, che dal capoluogo conduce a San Martino al Cimino, a sud-est della città.
Storia e caratteristiche
Nel 1575 venne eretto un primo ospedale per l’accoglienza dei pellegrini della via Francigena e successivamente ampliato con la realizzazione di Palazzo Farnese (XIII secolo) e Palazzo Marzano (XVII secolo), arrivando a coprire una superficie di circa 8,000 m². La spesa per la costruzione fu di cinquecento scudi, di cui duecento a carico del Comune, duecento del cardinale Farnese e cento dal cardinale De Gambara. Nel 1807, da parte di papa Pio VII, fu concessa all’Ospedale l’erezione della prima Scuola clinica dei domini papali . La facciata attuale risale al 1878. Il nosocomio è stato gravemente danneggiato nel 1944 per i bombardamenti aerei e recuperato il 30 Novembre 1950, quando prese il nome di Ospedale Grande degli Infermi “Renato Capotondi Calabresi”.[1]
Negli anni '60 inizia a sentirsi la necessità di erigere un nosocomio moderno e distante dal centro storico. L'idea maturata dagli amministratori dell'epoca si concretizzò in un progetto di massima. L'opera, alta una circa cinquanta metri e disposta su 12 piani con una superficie coperta di 100000 m², sarebbe costata, secondo una prima stima, due miliardi e 500 milioni di lire. Con decreto ministeriale del 10 novembre 1965 il progetto del nuovo ospedale viterbese venne incluso nel programma degli interventi per le costruzioni ospedaliere per gli anni 1965-1966 con un contributo, per la prima tranche dei lavori, di un miliardo di lire. Finalmente nel 1971 si decise di edificare l'Ospedale su di un'area in località Belcolle, sulla Strada Sammartinese. I costi nel frattempo erano lievitati oltre i 7 miliardi a fronte dei 2 miliardi e 500 milioni di lire preventivati nel 1965. Il Ministero con decreto dell'11 novembre 1971 accolse la richiesta di variazione del costo e finanziò il primo lotto.
Nel frattempo con la Legge dello Stato nº 132 del 12 febbraio 1968 si stabilisce il passaggio degli Istituti Ospedalieri all'Amministrazione pubblica, e in seguito con il D.P.R. nº 616 del 24 luglio 1977 l'Ospedale di Viterbo passerà, cosi come nella stragrande maggioranza degli ospedali italiani, alle dipendenze della U.S.L. La gara d'appalto fu vinta dalla Società Cemental che si aggiudicò il primo stralcio dei lavori per una cifra di lire 777789089. Con la posa della prima pietra, i lavori iniziarono il 12 ottobre 1973. I lavori si presentarono subito irti di ostacoli; i ritardi, gli imprevisti e purtroppo i rigidi regolamenti della burocrazia, fecero slittare la conclusione dei lavori rispetto alle date preventivate. Ci vollero ben venti anni per la sospirata apertura (1993) con la conclusione del solo blocco A del mega progetto, mentre il blocco B e le palazzine delle malattie infettive sono state ultimate anni dopo.[2]
Nel gennaio 2025 è stato inaugurato il nuovo corpo A3 e l'ospedale è stato intitolato a Santa Rosa, patrona della città. Il progetto di ristrutturazione e riqualificazione del nuovo settore è costato 12 milioni di euro, portando così la capienza totale dell'ospedale da 306 a 455 letti.[3]
Reparti
Note
- ↑ La storia dell’Ospedale Grande degli Infermi, da abitazione dei papi a scuola clinica | TusciaUp, su tusciaup.com, 1º giugno 2021. URL consultato il 19 aprile 2026.
- ↑ Wayback Machine (PDF), su archiviodistatoviterbo.cultura.gov.it. URL consultato il 19 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2024).
- ↑ L'ospedale di Viterbo intitolato a Santa Rosa, inaugurata nuova ala, su RaiNews, 31 gennaio 2025. URL consultato il 19 aprile 2026.
