Otto van der Haegen

Otto van der Haegen
NascitaKreuztal, 23 maggio 1887
MorteGand, 7 giugno 1915
Cause della morteMorto in combattimento
Luogo di sepolturaCimitero di Gand
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Impero tedesco
Forza armata Luftstreitkräfte
Corpodirigibilista
GradoOberleutnant
GuerrePrima guerra mondiale
CampagneFronte occidentale (1914-1918)
BattaglieBattaglia di Lorena
Decorazionivedi qui
dati tratti da Oberleutnant Otto van der Haegen had Ninoofse roots[1]
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Otto van der Haegen (Kreuztal, 23 maggio 1887 – Gand, 7 giugno 1915) è stato un militare e aviatore tedesco, che nel corso della prima guerra mondiale fu comandante dei dirigibili LZ 23 e LZ 37 e della Luftschifferschule di Berlino-Johannisthal.

Biografia

L'esplosione del dirigibile LZ 37 apparsa sulla rivista The War Illustrated, Vol.2, № 44, pagina 423.

Nacque a Kreutzal, Vestfalia, il 23 maggio 1887, figlio di Jan Livien e Minna Siebel[N 1][1] Quando aveva 9 anni, sua madre morì.[1] Studiò al Realgymnasium di Siegen e lì completò gli studi secondari superiori, scegliendo come materia principale le scienze naturali. Dopo l'esame di maturità nel 1906, optò per la carriera militare entrando nel Deutsches Heer.[1] Prestò inizialmente servizio come fahnenjunker nel Eisenbahn-Regiment No.II a Berlino-Schöneberg.[1] Gli Eisenbahnregiments erano unità speciali per la costruzione e la gestione delle ferrovie in tempo di guerra.[1] Nell'estate del 1907 venne promosso tenente.[1]

Nell'autunno del 1909 assunse il comando del Luftschifferbatallion Nr. 1 a Berlino-Tegel, dove ricevette l'addestramento come Luftschiffer (pilota di dirigibili).[1] Dal 1910 effettuò numerosi voli di addestramento con varie aeronavi, come Freiballon, Parseval, Schütte-Lanz e Zeppelin, dalle basi di Berlino, Treviri, Metz, Gotha, Baden-Oos, Colonia e Düsseldorf.[1]

Il 21 maggio 1912 sorvolò per la prima volta la sua regione natale, il Siegerland.[1] Il 24 marzo 1913 sorvolò nuovamente la zona di Siegen a bordo del dirigibile LZ 9 (Ersatz Z II), che era di stanza a Colonia-Bickendorf e veniva utilizzato, tra le altre cose, per voli di addestramento e di istruzione.[1] Dalla cabina aperta scattò le prime fotografie aeree della regione, comprese la sua città natale Kreuztal e l'industria metalmeccanica locale, divenendo uno dei pionieri della fotografia aerea.[1] Le sue immagini avevano importanza militare e cartografica.[1] Nell'estate del 1914 fece un viaggio di studio nei Paesi Bassi, Helgoland e Inghilterra.[1]

Allo scoppio della prima guerra mondiale, il 1° agosto 1914, prestava servizio nel Luftschifferbataillon Nr. 3 dell'VIII armata tedesca.[1] Pilotò il dirigibile LZ 23 (Ersatz Z VIII), che nell'agosto del 1914 fu di stanza a Treviri sotto il comando dell'hauptmann Konrad Andrée, venendo immediatamente impiegato per voli di ricognizione e di bombardamento su Belgio e Francia.[1] Durante la prima battaglia di Lorena, il 22 agosto 1914 il suo dirigibile effettuò una missione di ricognizione sulle truppe francesi posizionate sui monti Vosgi.[1] Nei pressi del comune di Badonviller, lo zeppelin sganciò diverse bombe, che causarono lievi danni al 65° Régiment d'Infanterie Territoriale.[1] Le truppe tedesche, credendo che si trattasse di un dirigibile francese, spararono sullo LZ 23 imitati a sua volta dai francesi che danneggiarono ulteriormente l'aeronave.[1] Tuttavia, il dirigibile effettuò con successo un atterraggio di emergenza nei pressi del Col de la Chapelotte e l'intero equipaggio riuscì a mettersi in salvo.[1] Con una marcia di sedici ore attraverso i monti Vosgi, egli ricondusse i suoi uomini illesi alle linee tedesche, riferendo poi ai comandi dell'esercito sulla riuscita del volo di ricognizione.[1] Per questo motivo gli fu conferita la Croce di Ferro di seconda classe.[1]

Nell'ottobre 1914 venne promosso Oberleutnant e nominato direttore-comandante della Luftschifferschule di Berlino-Johannisthal.[1] Ricoprì questa importante carica solo per circa sei mesi.[1] Nella primavera del 1915 chiese, ed ottenne, di essere inviato al fronte.[1] All'inizio del mese di aprile assunse il comando del nuovo dirigibile LZ 37, appartenente alla classe M, in costruzione a Potsdam.[1]

Il 18 aprile 1915 lui e il suo equipaggio ritirarono il dirigibile a Gotha per trasportarlo alla base della loro unità a Ossendorfer Weg, Colonia.[1] A causa dei forti venti contrari nella valle del Reno, fece una deviazione attraverso il Westerwald e il Siegerland, dove colse l'occasione per scattare un'altra serie di fotografie aeree della sua regione natale, tra cui la sua città natale di Kreuztal e di Siegen, dove aveva studiato.[1] Tuttavia, durante l'atterraggio a Colonia, le cose andarono male e lo Zeppelin subì gravi danni.[1]

Il 25 maggio 1915 lo LZ 37, riparato, era stanza a Etterbeek, vicino a Bruxelles, con la missione principale di partecipare al bombardamento notturno delle città costiere francesi e britanniche e di Londra.[2] Il 6 giugno 1915 i tedeschi tentarono di lanciare un attacco congiunto dal cielo e dal mare sull’Inghilterra.[2] Dagli hangar del Belgio occupato si levarono in volo tre dirigibili: uno (LZ 38) per problemi tecnici dovette atterrare subito e gli altri due (LZ 39 e LZ 37) furono costretti dalla nebbia a rientrare prima di raggiungere la costa inglese.[2] L'Ammiragliato britannico avvertì Longmore alle 00:20 del 7 giugno e subito si alzarono in volo i caccia.[2] Il dirigibile LZ 37 fu intercettato, dopo un lungo inseguimento, sopra Gand da un caccia Morane-Saulnier Type L pilotato da Reginald Warneford. Il pilota inglese, nonostante il fuoco difensivo delle mitragliatrici, riuscì a sganciare le sue 6 bombe Hales da 9 kg su di esso, l'ultima delle quali incendiò l'aeronave.[2] Successivamente il dirigibile si schiantò contro un convento-scuola a Sint-Amandsberg (51°3′43.2″N, 3°44′54.7″E), Gand, uccidendo due suore, il comandante dell'aeronave, e sette membri[N 2] dell'equipaggio.[2] Unico sopravvissuto fu il timoniere Alfred Mühler.[2] L'equipaggio dello Zeppelin fu sepolto a Gand nel "Cimitero Occidentale" (il CWGC lo definisce Cimitero della città di Gand), dove ancora oggi si erge un grande e imponente monumento in loro onore.

Onorificenze

Note

Annotazioni

  1. ↑ Jan Livien ebbe otto figli dalla sua prima moglie, Emilie Bücklers, di cui solo due femmine sopravvissero, e sette figlie dalla seconda moglie, Minna Siebel.
  2. ↑ Si trattava di Kurt Ackermann, Karl Claus, Hermann Kirchner, Karl Mahr, Wilhelm Müller, Gustav Ruske, e Otto Schwarz.

Fonti

Bibliografia

  • (EN) Peter W. Brooks, Zeppelin Rigid Airship 1893-1940, Washington D.C., Smithsonian Institution Press, 1992, ISBN 1-56098-228-4.
  • (EN) Ernst A. Lehmann, Auf Luftpatrouille und Weltfahrt, Berlin, Wegweiser-Verlag, 1936, pp. 91-92.
  • (DE) Peter Meyer, Luftschiffe – Die Geschichte der deutschen Zeppeline, Koblenz, Wehr & Wissen, 1980.
  • (EN) Douglas Hill Robinson, The Zeppelin in Combat. A History of the German Naval Airship Division 1912-1918, Washington D.C., University of Washington press, 1980, pp. 434, ISBN 0-295-95752-2.
  • (EN) Harry Wissering, Zeppelin the Story of a Great Archievement, Chicago, Wells and Co., 1922.

Collegamenti esterni