Pakhshan Azizi

Pakhshan Azizi (in persiano پخشان عزیزی‎; Mahabad, 7 agosto 1984) è un'attivista curda per i diritti umani, prigioniera politica in Iran, arrestata a Teheran nell'agosto 2023, condannata a morte.

Biografia

Pakhshan Azizi è nata in una famiglia curda che viveva a Mahabad, in Iran.[1] Ha frequentato e si è laureata all'Università Allameh Tabataba'i di Teheran in assistenza sociale. Il 16 novembre 2009, mentre frequentava l'università, Azizi ha protestato insieme ad altri studenti curdi contro le esecuzioni politiche in Kurdistan. È stata arrestata e detenuta per la sua partecipazione al raduno di protesta. Dopo quattro mesi di detenzione, è stata rilasciata su cauzione il 19 marzo 2010 e ha deciso di trasferirsi nella regione del Kurdistan iracheno.[2][3] Nel 2015, Azizi ha iniziato a lavorare nel nord-est della Siria come assistente sociale e umanitaria, sostenendo i rifugiati e le vittime dello Stato islamico.[4]

Arresto (2023)

Azizi è stata arrestata a casa dei suoi genitori a Shahrak-e Kharrazi, Teheran, su ordine del Ministero dell'Intelligence il 4 agosto 2023.[4][5] Anche il padre di Azizi, Aziz Azizi, e la sorella di Pakhshan, Pershang (alternativamente indicata come Pashang) Azizi e il marito di Pershang, Hossein Abbasi, sono stati arrestati.[1] I familiari di Pakhshan Azizi sono stati rilasciati dopo diversi giorni di interrogatorio, mentre Azizi è stata detenuta nel reparto 209 della prigione di Evin in isolamento. È rimasta in isolamento per diversi mesi, durante i quali ha riferito di essere stata picchiata fisicamente e torturata per estorcere confessioni, di essere stata privata di rappresentanza legale e di aver avuto negati gli incontri con la famiglia. L'11 dicembre 2023, Azizi è stata trasferita dall'isolamento nel reparto femminile del carcere di Evin.[6]

Processo e condanna

Nel febbraio 2024, Azizi è stato formalmente accusata di baghi, insurrezione armata, dalla sezione cinque dell'ufficio del procuratore di sicurezza di Evin.[6] Il 23 luglio 2024, gli avvocati di Azizi sono stati informati che Azizi era stata condannata a morte dalla sezione 26 del Tribunale rivoluzionario islamico.[7]

Il 16 luglio 2024, la Coalizione per le donne nel giornalismo ha rilasciato una dichiarazione di solidarietà con Azizi, condannando il suo arresto e il trattamento durante la detenzione.[8] Il 24 luglio 2024, il giorno dopo che Azizi è stata informata della sua condanna, le prigioniere politiche del carcere di Evin hanno organizzato un sit-in per protestare contro la condanna a morte di Azizi.[3] Il 9 settembre 2024, il "Centro per i diritti umani" in Iran ha rilasciato una dichiarazione congiunta insieme ad altre venticinque organizzazioni per i diritti umani, esortando l'Iran a revocare la condanna a morte di Azizi. Altri firmatari della dichiarazione includono l'Organizzazione Hengaw per i diritti umani, United4Iran, Justice for Iran e Iran Human Rights (IHRNGO).[9] Il 30 settembre 2024, l'organizzazione per i diritti umani Amnesty International ha lanciato una campagna a favore di Azizi. L'organizzazione ha pubblicato un modello di lettera aperta indirizzata a Gholamhossein Mohseni Ejei, il Presidente della Corte Suprema dell'Iran, incoraggiando le persone a scrivere i propri appelli per conto di Azizi o ad utilizzare il modello di lettera.[10] Il Comitato delle donne del Consiglio nazionale della resistenza iraniana ha condannato l'8 gennaio 2025 la decisione di morte presa nei confronti di Azizi.[11] La corte suprema ha confermato la condanna. Nel febbraio 2025 lo sciopero generale nelle principali città del Kurdistan iraniano e la mobilitazione internazionale hanno spinto le autorità a "congelare il fascicolo", sospendendo temporaneamente la condanna. È tuttora a rischio esecuzione dopo il rifiuto di revisione del processo.[12]

Note

  1. 1 2 (EN) Death Sentence for Kurdish Activist Pakhshan Azizi Upheld; IHRNGO Calls for a Strong Global Response, su Iran Human Rights, 8 gennaio 2025. URL consultato il 9 gennaio 2025 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2025).
  2. ↑ (EN) KHRN: Pakhshan Azizi, su Kurdistan Human Rights Network. URL consultato il 9 gennaio 2025.
  3. 1 2 (EN) Pakhshan Azizi: Women Prisoners Protest Her Death Sentence, su NCRI Women Committee, 24 luglio 2024. URL consultato il 10 gennaio 2025.
  4. 1 2 (EN) Tawa Braimah, Iran: Kurdish activist faces death sentence, su Amnesty International Canada, 16 ottobre 2024. URL consultato il 9 gennaio 2025.
  5. ↑ (EN) Roghayeh Rezaei, Pakhshan Azizi: Sentenced to Death for Assisting Women Targeted by ISIS, su IranWire, 19 agosto 2024. URL consultato il 10 gennaio 2025 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2024).
  6. 1 2 (EN) KHRN: Iran court sentences Kurdish activist Pakhshan Azizi to death, su Kurdistan Human Rights Network, 24 luglio 2024. URL consultato il 10 gennaio 2025.
  7. ↑ Pakhshan Azizi, l’Iran conferma la condanna a morte: l’attivista curda rischia l’esecuzione, in Il Fatto Quotidiano, 10 gennaio 2025. URL consultato il 13 gennaio 2025.
  8. ↑ (EN) Iran: Imprisoned Kurdish Journalist Pakhshan Azizi Denied Contact with Family, su Coalition For Women in Journalism, 16 luglio 2024. URL consultato il 10 gennaio 2025.
  9. ↑ (EN) Joint Statement: 26 Human Rights Organizations Urge Iran to Revoke Death Sentence for Kurdish Woman Activist, su Center for Human Rights in Iran, 9 settembre 2024. URL consultato il 10 gennaio 2025.
  10. ↑ (EN) Iran: Kurdish Woman Activist Sentenced to Death: Pakhshan Azizi, su Amnesty International, 30 settembre 2024. URL consultato il 10 gennaio 2025.
  11. ↑ (EN) NCRI Women’s Committee Condemns Death Sentence for Kurdish Political Prisoner, Urges Action Needed, su NCRI, 8 gennaio 2025. URL consultato il 10 gennaio 2025.
  12. ↑ La vita sospesa di Pakhshan Azizi, su elle.com.