Palaeofulu

Palaeofulu
Immagine di Palaeofulu mancante
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseActinopterygii
SottoclasseTeleostei
OrdineCichliformes
FamigliaCichlidae
GenerePalaeofulu
Van Couvering, 1982
SpeciePalaeofulu kuluensis

Palaeofulu è un genere estinto di pesci ossei appartenente alla famiglia dei Cichlidae, descritto da Van Couvering nel 1982. È noto unicamente per la specie tipo Palaeofulu kuluensis, proveniente dalla Formazione di Kulu, in Kenya, datata tra il Miocene inferiore e il Miocene medio (circa 17–15 milioni di anni fa).

Descrizione

Palaeofulu si caratterizza per una serie di tratti morfologici distintivi che lo differenziano da altri ciclidi fossili africani. In particolare, possedeva denti orali unicuspidati a forma di foglia, in contrasto con i denti conici di generi affini come Warilochromis. Presentava inoltre due supraneurali invece di uno, e un numero ridotto di vertebre (25–29 rispetto alle 33 tipiche di Warilochromis). Queste caratteristiche suggeriscono adattamenti ecologici e funzionali differenti all’interno dell’ambiente miocenico africano.[1]

Ritrovamento

I resti di Palaeofulu kuluensis sono stati rinvenuti nella Formazione di Kulu (Kenya), un deposito sedimentario risalente a circa 17–15 milioni di anni fa. La scoperta è stata descritta da J.A.H. Van Couvering nel 1982 all’interno di uno studio sistematico sui ciclidi fossili africani.[2]

Note

  1. ↑ Altner, M., Ruthensteiner, B., & Reichenbacher, B. (2020). New haplochromine cichlid from the upper Miocene (9–10 MYA) of Central Kenya. BMC Evolutionary Biology, 20(1): 65. DOI:10.1186/s12862-020-01602-x
  2. ↑ Van Couvering J.A.H. (1982). Fossil cichlid fish of Africa. Special Papers in Palaeontology 29: 1–103

Bibliografia

  • Van Couvering J.A.H. (1982). Fossil cichlid fish of Africa. Special Papers in Palaeontology 29: 1–103.
  • Altner, M., Ruthensteiner, B., & Reichenbacher, B. (2020). New haplochromine cichlid from the upper Miocene (9–10 MYA) of Central Kenya. BMC Evolutionary Biology, 20(1): 65. DOI:10.1186/s12862-020-01602-x.