Palaeonotopterus

Palaeonotopterus
Immagine di Palaeonotopterus mancante
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
OrdineOsteoglossiformes
Genere†Palaeonotopterus
Forey, 1997
Specie†Palaeonotopterus greenwoodi

Palaeonotopterus è un genere estinto di pesci ossei attinotterigi appartenente agli Osteoglossiformes, vissuto tra il Cretaceo inferiore e il Cretaceo superiore in quello che è oggi il Marocco. Il genere comprende un'unica specie, Palaeonotopterus greenwoodi, descritta da Peter L. Forey nel 1997. Questo taxon rappresenta uno dei più importanti fossili per comprendere l'evoluzione iniziale degli osteoglossomorfi, poiché combina caratteri tipici degli odierni nototteridi e dei mormiridi.

Descrizione

Palaeonotopterus possedeva un cranio fortemente ossificato, caratterizzato dalla presenza di grandi piastre dentarie arrotondate e saldamente ancorate al parasfenoide. La struttura microscopica di queste piastre risulta molto simile a quella osservata in alcuni denti attribuiti al genere fossile Plethodus, suggerendo una stretta relazione tra questi reperti e la non appartenenza al genere Plethodus.[1]

L'anatomia endocranica mostra una combinazione di caratteri primitivi e derivati. Nella parete orbitale era presente un foro allungato per il passaggio dei nervi cranici V e VII, disposto lungo la sutura tra prootico e pterosfenoide. Era inoltre presente una finestra uditiva tra il prootico e il basioccipitale, carattere condiviso con i Notopteridae e convergentemente con Hiodon. La morfologia della cavità labirintica indica che l'otolite sagittale possedeva un marcato processo anteriore, caratteristica anch'essa condivisa con i Notopteridae. Altri elementi del cranio richiamano invece i Mormyroidei primitivi. Tra questi figurano una caratteristica cresta sopraoccipitale, dalla forma molto simile a quella osservata nei mormiridi fossili e viventi, e una sutura tra parasfenoide e autosfenoide. Il sistema dei canali sensoriali mostra inoltre un ramo sopraorbitale del canale otico, un carattere inizialmente ritenuto esclusivo dei Notopteridae ma successivamente riconosciuto anche nei Mormyroidei.[1]

Classificazione

Palaeonotopterus greenwoodi venne descritto per la prima volta nel 1997 da Peter L. Forey sulla base di un neurocranio incompleto proveniente da terreni dell'Albiano - Cenomaniano di Taouz, nel Marocco sudorientale.[2] Successivamente venne descritto un nuovo cranio da John Maisey, il quale considerò Palaeonotopterus affine ai Notopteridae.[3] Una revisione anatomica pubblicata da Lionel Cavin e Peter L. Forey nel 2001, basata su esemplari meglio conservati, ha consentito una descrizione molto più dettagliata del cranio e dello scheletro, chiarendo le relazioni filogenetiche del genere.[1]

Il nuovo materiale ha inoltre permesso di ipotizzare che grandi piastre dentarie parasfenoidee precedentemente attribuite al genere di Tselfatiiformes Plethodus (in particolare quelle attribuite a Plethodus oblongus) rappresentino probabilmente elementi appartenenti a pesci strettamente imparentati con Palaeonotopterus.[1]

Palaeonotopterus appartiene agli Osteoglossomorpha, uno dei più antichi gruppi di teleostei viventi. La sua anatomia combina caratteri condivisi con i Notopteridae africani e asiatici e con i Mormyroidei africani; ciò suggerisce che Notopterus occupi una posizione prossima alla divergenza tra queste due linee evolutive.[1]

Secondo Cavin e Forey (2001), i caratteri condivisi tra Palaeonotopterus, Notopteridae e Mormyroidei sarebbero a favore dell'ipotesi di una stretta parentela tra questi gruppi. In particolare, secondo il loro studio la presenza del ramo sopraorbitale del canale sensoriale otico, precedentemente interpretato come una sinapomorfia dei Notopteridae, deve essere considerata un carattere condiviso dall'intero clado comprendente Notopteridae e Mormyroidei.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Lionel Cavin e Peter L. Forey, Osteology and systematic affinities of Palaeonotopterus greenwoodi Forey 1997 (Teleostei: Osteoglossomorpha), in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 133, n. 1, 2001, pp. 25–52, DOI:10.1111/j.1096-3642.2001.tb00621.x.
  2. ↑ Forey PL. 1997. A Cretaceous notopterid (Pisces: Osteo-glossomorpha) from Morocco. South African Journal of Science 93: 564–569.
  3. ↑ Taverne, Louis., Maisey, John G., A notopterid skull (Teleostei, Osteoglossomorpha) from the continental early Cretaceous of southern Morocco, American Museum of Natural History, 1999.