Palazzo Agnelli
| Palazzo Agnelli | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Piemonte |
| Località | Torino |
| Indirizzo | Corso Matteotti 26, quartiere Centro |
| Coordinate | 45°04′04.41″N 7°40′15.43″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | attivo |
| Costruzione | 1885-1889 |
| Stile | Ottocentesco |
| Uso | residenziale, uffici |
| Realizzazione | |
| Architetto | Enrico Petiti, Giovanni Chevalley |
| Costruttore | famiglia Chiesa |
| Proprietario | immobiliare Alisia |
Palazzo Agnelli è un palazzo storico di Torino costruito alla fine dell'Ottocento in Corso Matteotti 26 dall'architetto Enrico Petiti, costruttore anche della Sinagoga di Torino.
È conosciuto per essere stato per molti anni la dimora dei principali membri della famiglia Agnelli e successivamente sede delle aziende di famiglia Exor, IFI e IFIL.
Storia

Il palazzo è costruito tra il 1885 e il 1889 sull'allora Corso Oporto (oggi Corso Matteotti) dall'architetto Enrico Petiti, su commessa della famiglia Chiesa [1]. Agli inizi del Novecento l'allora proprietario della Fiat, Edoardo Agnelli, in seguito al matrimonio nel 1919 con Virginia Bourbon del Monte, decide di farne la sua residenza, dando mandato all'architetto Giovanni Chevalley di decorarne diversi ambienti (i cui progetti, in matita nera e su carta colorata, sono disponibili presso la Collezione Storica del Politecnico di Torino [2]).
Dal matrimonio nacquero e vissero in quella casa i sette figli Clara, Gianni [3], Susanna, Maria Sole, Cristiana, Giorgio e Umberto, in un contesto familiare che univa tradizioni nobiliari ed aspirazioni moderne, raccontate dalla figlia Susanna nel libro Vestivamo alla marinara [4].
Villa Agnelli divenne uno dei salotti meglio frequentati d’Italia [5]. In una intervista sul settimanale Vogue nel 1964, un affascinato Truman Capote lodava il suo servizio giornaliero di lavanderia e “i tasti da premere per avere all’istante il personale in livrea. Nella stessa stanza, un Bacon, un Henry Moore e un Nolde; e in un altro salone, un Renoir tra due fagiani di porcellana epoca Qianlong” [6].
In occasione dei funerali di Edoardo Agnelli, morto nel luglio 1935, cui partecipò tutta la famiglia reale e molti esponenti del governo, dal palazzo venne costituito un imponente corteo che scortò il feretro fino alla vicina Chiesa dei Santi Angeli Custodi [7].
Nel 1939 il palazzo fu una delle location in cui fu girato il film Lo vedi come sei? diretto da Mario Mattoli e con protagonista Erminio Macario [8].
Dopo la morte dei genitori, e quella prematura di Giorgio, i figli lasciarono il palazzo in epoche diverse: Clara nel 1974 dopo il matrimonio con Giovanni Nuvoletti, dopo aver a lungo ivi vissuto con il primo marito Tassilo Fürstenberg; Maria Sole nel 1953 dopo il matrimonio con Ranieri di Campello; Cristiana nel 1947 dopo le nozze con Brando Brandolini d’Adda; Susanna nel 1945 dopo quelle con Urbano Rattazzi. Gianni Agnelli lascia la dimora agli inizi degli anni '60 con la moglie Marella Caracciolo per trasferirsi a Villa Frescot, dopo aver fatto ivi trascorrere l'infanzia ai figli Margherita e Edoardo che frequentavano la vicina scuola elementare pubblica Carducci [9]. In precedenza avevano frequentato il palazzo le sue note compagne Pamela Churchill, nuora di Winston Churchill, e Anita Ekberg [10]. Ultimo a lasciare la dimora è Umberto con la sua famiglia, per trasferirsi nella villa all'interno del Parco naturale La Mandria.
Nel 1959, per un breve periodo di tempo, alcuni locali del palazzo furono affittati alla famiglia di Rodolfo Debenedetti e dei suoi figli Carlo e Franco [11]. Successivamente divenne sede legale delle finanziarie di famiglia Exor [12], IFI [13] e IFIL [14].
Nel maggio 2011 l'immobile è venduto per 18,2 milioni di euro al fondo immobiliare Alisia, facente capo ad alcune famiglie torinesi [15] ed è attualmente sede della società finanziaria Fenera Holding.
Descrizione
La facciata del palazzo è raffigurata nella copertina del libro Les usurpateurs.
Note
- ↑ Palazzo Chiesa, corso Oporto angolo via Avogadro, Torino, su collezionistoriche.polito.it. URL consultato il 19 marzo 2026.
- ↑ Palazzo Agnelli, decorazione di ambienti, Torino, su collezionistoriche.polito.it. URL consultato il 19 marzo 2026.
- ↑ https://www.sardegnareporter.it/2021/03/gianni-agnelli-100-anni-fa-nasceva-lultimo-re-di-torino/378894/
- ↑ La famiglia Agnellinon abita più qui, su la Repubblica, 6 febbraio 2011. URL consultato il 19 marzo 2026.
- ↑ Mattia Boffi Valagussa, Famiglia Agnelli, ricchi e dannati tra eccessi, intrighi e amori fino alla guerra per l’eredità, su Vogue Italia, 6 novembre 2024. URL consultato il 19 marzo 2026.
- ↑ Citofonare Agnelli. Il mondo estetico (e le case) dell'Avvocato, su www.ilfoglio.it. URL consultato il 19 marzo 2026.
- ↑ http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,1138_01_1935_0170_0005_24912915/
- ↑ Corso Matteotti 26 - Location - Cineprospettive, su www.cineprospettive.it. URL consultato il 19 marzo 2026.
- ↑ giorgiolevi, Il mio compagno Edoardo Agnelli, su Il Times, 2 novembre 2011. URL consultato il 19 marzo 2026.
- ↑ https://www.ilgiornale.it/news/interni/de-benedetti-show-contro-agnelli-senza-fair-play-2316454.html#google_vignette
- ↑ http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0193_01_2004_0148_0005_1350615/
- ↑ https://www.exor.com/sites/default/files/2018/meetings/03_Lista_Amministratori_e_documentazione.pdf
- ↑ IFI Corso Matteotti, su Studio A. Girotto. URL consultato il 19 marzo 2026.
- ↑ http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,0708_01_1995_0140_0029_10512336/
- ↑ Elisa D'Alto, Torino, addio alla casa dell'Avvocato: venduto il palazzo storico degli Agnelli in corso Matteotti, su Blitzquotidiano.it, 13 maggio 2011. URL consultato il 19 marzo 2026.
Bibliografia
- Susanna Agnelli, Vestivamo alla marinara, Milano, Mondadori, 1975
- Marc Hürner, Les usurpateurs. L’histoire scandaleuse de la succession de Giovanni Agnelli, Édition des Syrtes limitata in 5 copie, Ginevra 2008
