Palazzo Amoretti

Palazzo Amoretti
Palazzo Amoretti
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneCampania
LocalitàPortici
Coordinate40°49′22.57″N 14°20′10.06″E
Informazioni generali
CondizioniAbbandonato
Inaugurazione1744
Piani2
Realizzazione
ArchitettoGiovanni del Gaizo
ProprietarioComune di Portici
CommittenteGiovanni Vincenzo Amoretti

Il palazzo Amoretti è un edificio storico di Portici, situato in via Amoretti 80 e parte del complesso delle ville vesuviane del Miglio d'oro.

Storia

Fu edificato nel 1744 su iniziativa del canonico Giovanni Vincenzo Amoretti, che affidò il progetto all’architetto Giovanni del Gaizo. La famiglia Amoretti era proprietaria del terreno sin dall’inizio del XVIII secolo, come attestato dalla Mappa del Duca di Noja (1701). L’edificio si sviluppa intorno a due cortili interni e presenta una facciata decorata a stucco, con portale d’ingresso incorniciato e due edicole votive dedicate a San Nicola e all’Immacolata. Al suo interno disponeva di una cappella privata, costruita nel 1750 e intitolata all’Immacolata Concezione, oltre a una farmacia oggi ricordata da una lapide commemorativa. Nel Settecento il palazzo fu frequentato da viaggiatori stranieri attratti dalla vicinanza agli scavi di Ercolano e Pompei; tra gli ospiti illustri vi soggiornò anche l’imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena. Alla morte di Giovanni Vincenzo Amoretti (1764), la proprietà passò prima a un familiare e successivamente alla Congregazione delle Conferenze Spirituali di Napoli, che ne destinò le rendite a opere pie. In seguito fu acquistato dal cardinale Hohenlohe e, in epoca contemporanea, divenne proprietà del Comune di Portici, che lo adibì a funzioni scolastiche e istituzionali.[1]

Dal 2009 il palazzo è stato completamente abbandonato, cessando ogni utilizzo pubblico, e oggi versa in condizioni di forte degrado, con segnalazioni di cedimenti strutturali e crolli parziali.[2][3]

Architettura

La cappella dell'Immacolata Concezione

L'edificio si sviluppa attorno a due cortili, ed è caratterizzato da una facciata decorata sobriamente a stucco in modo da mettere in risalto la parte centrale e il portale d'ingresso. Sono presenti due edicole votive, rispettivamente dedicate a San Nicola e alla Madonna Immacolata, nonché una cappella dedicata alla Concezione.

Il Nocerino riporta in particolare che la cappella sia stata costruita nel 1750, e che in origine avesse tre altari di cui però si è persa traccia. Del pari non vi è attualmente alcuna traccia della "sontuosissima farmacia" citata dalla grande lapide presente sulla facciata del palazzo. Quest'ultima, di valore celebrativo nei confronti di Giovanni Vincenzo Amoretti, elenca i vari interventi effettuati nella zona, che ne valsero la trasformazione da luogo selvatico ed inospitale ad una delle contrade più rinomate del Regno delle Due Sicilie.

Il palazzo ha subito nel corso del tempo numerosi rimaneggiamenti in risposta ai vari cambiamenti d'uso, che ne hanno in parte cancellata l'originaria configurazione. Resta però visibile lo scalone d'onore, anch'esso decorato a stucco, la cui funzione era quella di consentire l'accesso al piano nobile. Dall'altra parte della strada dove sorge il palazzo è tuttora visibile il corpo rustico, anticamente destinato all'alloggio dei contadini al servizio del canonico.

Lapide commemorativa


Facciata - sulla destra la lapide commemorativa delle opere di Giovanni Vincenzo Amoretti
Il portale d'ingresso, purtroppo sfregiato da graffiti

Come accennato, sulla facciata del palazzo è visibile un'ampia lapide marmorea, che celebra le opere del canonico Giovanni Vincenzo Amoretti. Si riporta di seguito il testo:

(latino)
«REGIVM IMPERIVM AD SECVLI FELICITATEM

PENES CAROLVM HISPANIARVM INFANTEM
IOANNES VINCENTIVS AMORETTVS
EX CANONICIS NEAPOLITANIS CIMELIARCHA
LOCVM AERIS SOLISQVE PVRITATE SALVBERRIMVM
VESVVII AC CETERORVM MONTIVM
TOT VICINARVM VILLARVM
SECVRIQVE MARIS
HIC PRAESERTIM FESTIVA NEAPOLITANAE VRBIS FACIE
ORNATISSIMVM
IMPENSIS MAXIMIS
SIBI AD PVBLICA COMMODE PRONO
ADQVISIVIT
EXCISIS VNDEQVAQVE VESVVINIS PRAEGRANDIBVS SAXIS
MVLTAQVE LAPIDVM REIECTA CONGERIE
RECTVM TERNARVM VIARVM ITER
CONTRA TORTVOSA QVAEQVE AC CONFRAGOSA
CVRRIBVS APERVIT
IN EIVSQVE HAS AMPLISSIMAS DOMOS
SVIS CVM DIAETIS CCENATIONIBVS DORMITORIIS
CAVAEDIIS HILARISQVE AREIS
PATENTIBVS FENESTRIS
FAVONIOS EXCIPIENTIBVS AC REMITTENTIBVS
AEDIFICAVIT
PRO LVBENTI HOSPITVM AVT VNA
AVT SEORSVM VERSANDI VOLVPTATE DISTINCTAS
VMBROSIS TENERISQVE VINEIS HORTISQVE ADIACENTIBVS
ET LICET HAC AMOENITAS DEFICIATVR AQVA SALIENT
SINCERISSIMI HVMORIS PVTEOS SIVE FONTES PARAVIT
ADIECITQVE VITAE COMMODIS PROVIDENTISSIMVS
OMNE GENVS TABERNAS
ET SVMPTVOSISSIMA CVM TVTELA PHARMACOPOLIVM
PRAETER SACRAM AEDEM OPERIS CVLTORIS
AVGVSTISSIMI SACRIFICII SACRARVMQVE CONCIONVM
FREQVENTIA NOBILISSIMAM
HVIC AMORETTANO
TANTIS DOTIBVS COMMENDANDO
CVIVS NISI QVI NIMIVM VRBANVS EST
SECESSVM NON AMET
MAXIMA COMMENDATIO ACCEDET
SI BONORVM AC ELEGANTIVM VIRORVM

CONTVBERNIO SEMPER NITEAT»
(italiano)
«Avendo il regio imperio, per la felicità del secolo

Carlo Infante di Spagna
Giovanni Vincenzo Amoretti
già supervisore dei cimeli del Duomo di Napoli,
essendo votato al pubblico bene,
acquisì con grandi spese un luogo saluberrimo per la purezza dell'aria e del sole,
per il Vesuvio e gli altri monti
per le tante ville vicine
per il mare sicuro
e soprattutto bellissimo per la festosa vista della città di Napoli.
Rimosse dovunque grandissime rocce del Vesuvio
e un miscuglio di pietre eruttive;
aprì tre vie diritte per i carri
al posto di quella esistente, tortuosa e sdrucciolevole,
E qui non solo edificò questa sua grandissima dimora,
con sale da pranzo, stanze da letto,
grandi finestre
da cui entrano ed escono gli zefiri
per il diletto degli ospiti;
ma, per la voglia di migliorare,
piantò anche vigneti ombrosi ed ameni, ed orti adiacenti.
E dato che tanta bellezza mancava di acqua corrente,
costruì pozzi e fonti d'acqua buonissima.
Essendo poi provvidentissimo rispetto alle necessità della vita,
costruì con cura ogni genere di negozio ed una sontuosissima farmacia;
oltre alla cappella per le opere di culto,
nobilissima per la frequenza del sacrificio più alto
e di sermoni sacri.
Questo Amoretti, già lodevole per le tante doti,
poiché è troppo a modo,
non ama stare isolato;
e merita il più alto riconoscimento,
giacché l'amicizia degli uomini buoni ed eleganti
sempre risplende»

  1. ↑ La storia di Palazzo Amoretti a Portici, su Wesuvio, 8 settembre 2019. URL consultato il 30 settembre 2025.
  2. ↑ Portici, cadono pietre e intonaci: sos per palazzo Amoretti, su Il Mattino, 20 ottobre 2024. URL consultato il 30 settembre 2025.
  3. ↑ Alessandro Caramiello, Portici, Il Comune riqualifichi Palazzo Amoretti e l'istituto San Giuseppe, su CentroSud24, 29 gennaio 2024. URL consultato il 30 settembre 2025.

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