Palazzo Betti
| Palazzo Betti | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Abruzzo |
| Località | L'Aquila |
| Indirizzo | Piazza del Duomo |
| Coordinate | 42°20′55.24″N 13°23′56.77″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In restauro |
| Costruzione | XIX secolo |
| Stile | neorinascimentale |
| Realizzazione | |
| Committente | Famiglia Betti |
Storia
L'edificio venne edificato successivamente all'Unità d'Italia, nella seconda metà del XIX secolo[1], per volontà dell'avvocato Gustavo Betti — di origine toscana — e probabilmente in seguito al matrimonio tra il figlio Roberto e la marchesina Spaventa[2].
L'edificio venne ammodernato già negli anni Trenta del XX secolo quando vennero creati gli ingressi laterali[2]. Il 12 ottobre 1924, il balcone sulla piazza del Duomo fece da palco ad un comizio di Benito Mussolini[3].
Nel dopoguerra il palazzo divenne sede bancaria ospitando per decenni la sede aquilana del Banco di Roma[2].
Danneggiato dal sisma del 2009, l'edificio è stato sottoposto ad un intervento di restauro che terminerà nel 2016. I lavori hanno avuto un costo di circa 7 milioni di euro[4].
Descrizione
Il palazzo è in piazza del Duomo ed occupa l'intero isolato tra le vie Rosso Guelfaglione, Crispomonti e Cimino[2]. Presenta una forma quadrangolare con corte al centro.
La facciata principale è quella affacciata sulla piazza e presenta uno schema molto classico con tre ordini di cinque bucature con le centrali di dimensione maggiore. Il finestrone centrale al piano nobile è dotato di balconcino in pietra e sormontato dallo stemma familiare, troncato, con un'aquila nella parte superiore ed un leone in quella inferiore.
Particolarità del palazzo è la pavimentazione alla veneziana, una sorta di mosaico realizzato tramite l'accostamento di minuscole tessere in marmo, senza l'utilizzo di altri materiali o fughe[2]. Le volte a padiglione del piano nobile si presentano affrescate mentre la copertura è interamente in legno.
Sul selciato esterno al palazzo, in corrispondenza dell'entrata, è stata collocata una pietra d'inciampo in ricordo di Giulio Della Pergola, ebreo aquilano arrestato e deportato ad Auschwitz[5].
Note
- ↑ Stefano Brusaporci, Mario Centofanti, Il Disegno della città e le sue trasformazioni (PDF), su ing.univaq.it. URL consultato il 15 dicembre 2015.
- 1 2 3 4 5 Eleonora Marchini, L'AQUILA: A PALAZZO BETTI RESTAURATO PREGIATO PAVIMENTO IN SEMINATO, in abruzzoweb.it, 4 novembre 2016.
- ↑ Al popolo dell'Aquila (12 ottobre 1924), in adamoli.org. URL consultato il 17 dicembre 2016.
- ↑ USRA, Scheda UMI, su webgis.comuneaq.usra.it. URL consultato il 17 dicembre 2016.
- ↑ L'AQUILA: PIETRA D'INCIAMPO IN RICORDO DEL DEPORTATO DELLA PERGOLA, 12 gennaio 2012. URL consultato l'11 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2019).
Bibliografia
- Alessandro Clementi e Elio Piroddi, L'Aquila, Bari, Laterza, 1986.
- Raffaele Colapietra, L'Aquila: i palazzi, con Mario Centofanti, Carla Bartolomucci e Tiziana Amedoro, L'Aquila, Ediarte, 1997.
- Mario Moretti e Marilena Dander, Architettura civile aquilana dal XIV al XIX secolo, L'Aquila, Japadre Editore, 1974.
- Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005.
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