Palazzo Coverelli

Palazzo Coverelli
Palazzo Coverelli, facciata su via Santo Spirito
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneToscana
LocalitàFirenze
Coordinate43°46′06.14″N 11°14′56.36″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Pianitre

Palazzo Coverelli è un edificio storico del centro di Firenze, situato in via de' Coverelli 1 angolo via Santo Spirito 8 e lungarno Guicciardini 9r.

Storia

Facciata su via Santo Spirito
Facciata sul lungarno Guicciardini

Costruito attorno alla metà del Quattrocento dalla famiglia Coverelli, l'edificio fu acquistato - forse già ai primi del Cinquecento - dai Capponi, proprietari di altri edifici sulla via. Tra il 1563 e 1583[1] sarebbe stato abitato da Bartolomeo Ammannati - in questo periodo peraltro impegnato nella costruzione del ponte a Santa Trinita - e da sua moglie Laura Battiferri.

All'inizio del Seicento è documentato come passato ai Minucci, poi venduto nel 1644 ai Vettori, nel 1829 ai Martellini, quindi nel 1874 ai Modigliani e nel 1921 ai Barocchi. Restaurato con cura da questi ultimi, è stato nuovamente interessato da interventi di ripristino dopo il 1945, per risarcirlo dai danni subiti durante la seconda guerra mondiale.

Descrizione

Il palazzo prospetta sul lungarno con un breve fronte a tre assi, contrassegnato da un bugnato al piano terreno e da un loggiato nella parte più alta; sulla cantonata si trovano i nastri di uno stemma non più in sito. Sufficientemente corrente la facciata su via Santo Spirito, a cinque assi, con semplici finestre architravate: qui resta al cantone invece lo stemma, dei Capponi (trinciato di nero e d'argento) imbracato da possenti cinghie.

Il fronte più ampio si sviluppa su via de' Coverelli, dove è un modesto portone d'ingresso e altre due porte, al primo piano alcune rade finestre e, all'ultimo, oltre a semplici finestre rettangolari, una loggetta a due colonne attualmente chiusa a vetri. A rendere ancor meno visibile la fabbrica è la sua collocazione nello spazio urbano, che non rende possibile apprezzarla nel suo insieme. Il pregio e la fortuna critica del palazzo, per quanto riguarda i fronti, si incentra quindi essenzialmente sulla estesa e raffinata decorazione a graffito che si sviluppa lungo via de' Coverelli. Questa (recuperata nel 1935 sotto le tinteggiature sovrappostesi negli anni e ampiamente integrata) si presenta con un motivo a finto bugnato al piano terreno, mentre al primo piano determina una successione di archi (in parte a incorniciare le finestre) che poggiano sul ricorso sotto il quale è un fregio intervallato da palmette, cornucopie, tripodi e girali con putti. Un ulteriore fregio è immediatamente sotto al ricorso dell'ultimo piano, con putti alati che sostengono festoni, intervallati da bracieri accesi.

Dal portone si accede a un cortile interno, decorato da graffiti analoghi. La composizione e i motivi decorativi collocano il lavoro attorno al 1480, ricondotto a Bernardo di Stefano Rosselli[2]. Pur ampiamente integrati, i graffiti, grazie all'intervento di restauro promosso dai Barocchi e alle cure successive, è tra i meglio conservati della città.

Note

  1. ↑ Come indicherebbero le ricerche di Brenda Preyer di cui riferisce Marco Calafati.
  2. ↑ Da Anna Padoa Rizzo.

Bibliografia

  • Restauri deplorevoli, in "Arte e Storia", VII, 1888, 19, p. 151;
  • L’illustratore fiorentino. Calendario storico per l’anno ..., a cura di Guido Carocci, Firenze, Tipografia Domenicana, (1911) 1910, pp. 136-139;
  • Augusto Garneri, Firenze e dintorni: in giro con un artista. Guida ricordo pratica storica critica, Torino et alt., Paravia & C., s.d. ma 1924, p. 308, n. LXX;
  • Luigi Vittorio Bertarelli, Firenze e dintorni, Milano, Touring Club Italiano, 1937, p. 283;
  • Gunter Thiem, Christel Thiem, Toskanische Fassaden-Dekoration in Sgraffito und Fresko: 14. bis 17. Jahrhundert, München, Bruckmann, 1964, pp. 80-82, nn. 32, 33, tavv. 64-69;
  • Mario Bucci, Palazzi di Firenze, fotografie di Raffaello Bencini, 4 voll., Firenze, Vallecchi, 1971-1973 (I, Quartiere di Santa Croce, 1971; II, Quartiere della SS. Annunziata, 1973; III, Quartiere di S. Maria Novella, 1973; IV, Quartiere di Santo Spirirto, 1973), IV, 1973, pp. 105-109;
  • Touring Club Italiano, Firenze e dintorni, Milano, Touring Editore, 1974, p. 306;
  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978, I, 1977, pp. 280-281;
  • Roberto Ciabani, I Canti: Storia di Firenze attraverso i suoi angoli, Firenze, Cantini, 1984, pp. 46-47;
  • Graffiti affreschi murales a Firenze, a cura della Sezione Didattica degli Amici dei Musei Fiorentini con contributi di Francesca de Luca e Eleonora Pecchioli, Firenze, Edizioni Cooperativa Lo Studiolo, 1993, pp. 45-46;
  • Touring Club Italiano, Firenze e provincia, Milano, Touring Editore, 2005, p. 445;
  • Eleonora Pecchioli, ‘Florentia Picta’. Le facciate dipinte e graffite dal XV al XX secolo, fotografie di Antonio Quattrone, Firenze, Centro Di, 2005, pp. 100-103.
  • Silvia Huober, La via Santo Spirito, in "MCM", 2006, 74, pp. 19-29;
  • Anna Padoa Rizzo, Ricerche sulla pittura del ‘400 fiorentino: Bernardo di Stefano Rosselli, in “Antichità Viva”, XXVI, 1987, 5/6, pp. 20-27;
  • Marco Calafati, Le case di Ammannati, in Ammannati e Vasari per la città dei Medici, a cura di Cristina Acidini e Giacomo Pirazzoli, Firenze, Polistampa, 2011, pp. 147-150;
  • Brenda Preyer, Palazzo Capponi-Barocchi from the Agli to the Barocchi throught Six Centuries, with an introductory article by Carlone Elam and Brenda Preyer, Firenze, Spes, 2014;
  • Gianluca Belli, Paramenti bugnati e architettura nella Firenze del Quattrocento, Firenze, University Press, 2019, p. 407, n. 13, fig. 91.

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