Palazzo Thiene

Palazzo Thiene
Cortile principale
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneVeneto
LocalitàVicenza
Indirizzocontrà Porti 12-contrà San Gaetano, contrà Porti 8, 36100 Vicenza e Contra' San Gaetano Thiene 11, 36100 Vicenza
Coordinate45°32′54″N 11°32′46″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXV secolo
Stilerinascimentale
UsoMuseo
Realizzazione
ArchitettoGiulio Romano e Andrea Palladio
ProprietarioComune di Vicenza
 Bene protetto dall'UNESCO
Città di Vicenza e le ville palladiane del Veneto
 Patrimonio dell'umanità
TipoArchitettonico
CriterioC (i) (ii)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal1994
Scheda UNESCO(EN) City of Vicenza and the Palladian Villas of the Veneto
(FR) Scheda

Palazzo Thiene è un palazzo di Vicenza del XV secolo in forme gotiche e rinascimentali, ristrutturato e ampliato a partire dal 1542 dall'architetto Andrea Palladio, probabilmente sulla base di un progetto di Giulio Romano.[1]

Il palazzo, assieme alle altre architetture palladiane di Vicenza, è inserito dal 1994 nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Già sede storica della Banca Popolare di Vicenza, dal 2011 fa parte dei musei civici di Vicenza; ospita inoltre esposizioni temporanee e attività culturali.

Storia e descrizione

Il palazzo gotico fu costruito per Lodovico Thiene da Lorenzo da Bologna nel 1490, con un fronte orientale su contrà Porti in laterizio intelaiato da lesene angolari lavorate a punta di diamante, con un portale di Tommaso da Lugano e una bella trifora in marmo rosa.

Nell'ottobre del 1542 Marcantonio e Adriano Thiene diedero inizio alla ristrutturazione del palazzo di famiglia, di forme gotiche, secondo un progetto grandioso che avrebbe occupato un intero isolato di 54 x 62 metri, sino ad affacciarsi sulla principale arteria vicentina (l'attuale corso Palladio).[1]

Pianta e sezione di Palladio, da I quattro libri dell'architettura, 1570

Ricchi e potenti, i sofisticati fratelli Thiene fanno parte della grande nobiltà italiana e si muovono con naturalezza nelle maggiori corti europee: hanno quindi bisogno di un palcoscenico adeguato a frequentazioni cosmopolite e alla nobiltà dei propri ospiti.[1] Al tempo stesso, come referenti politici di una precisa fazione dell'aristocrazia cittadina, vogliono rimarcare il proprio ruolo in città con un palazzo principesco, segno di vera e propria potenza signorile.[1]

Nel 1614 l'architetto inglese Inigo Jones, in visita al palazzo, annota un'informazione riferitagli direttamente da Vincenzo Scamozzi e Palma il Giovane: «questi progetti furono di Giulio Romano e eseguiti da Palladio».[1] È molto probabile infatti che l'ideazione di palazzo Thiene sia da attribuirsi al maturo ed esperto Giulio Romano (dal 1523 a Mantova presso i Gonzaga, con cui i Thiene mantenevano strettissimi rapporti) e che il giovane Palladio sia piuttosto responsabile della progettazione esecutiva e della realizzazione dell'edificio, un ruolo essenziale, soprattutto dopo la morte di Giulio nel 1546.[1]

Sono chiaramente riconoscibili gli elementi del palazzo riferibili a Giulio: l'atrio a quattro colonne è sostanzialmente identico a quello del palazzo Te (anche se il sistema delle volte è senza dubbio modificato da Palladio), così come le finestre e la parte inferiore del prospetto su strada e del cortile, mentre le trabeazioni e i capitelli del piano nobile vengono definiti da Palladio.[1]

Il cantiere dell'edificio ha inizio nel 1542. Nel dicembre dello stesso anno Giulio Romano è a Vicenza per due settimane per una consulenza sulle Logge della Basilica, e probabilmente in questa occasione fornisce i disegni di massima per palazzo Thiene.[1]

I lavori procedono a rilento: sul prospetto esterno è incisa la data 1556 e sul cortile la data 1558.[1] Nel 1552 muore in Francia Adriano Thiene e di lì a poco, quando il figlio di Marcantonio, Ottavio, diviene marchese di Scandiano, gli interessi di famiglia si spostano nel Ferrarese.[1] Del grandioso progetto viene quindi realizzata solo una minima porzione, ma probabilmente né i veneziani né gli altri nobili vicentini avrebbero accettato una simile reggia privata nel cuore della città.[1]

Un bizzarro camino realizzato attorno al 1553 dallo scultore trentino Alessandro Vittoria, che si inserisce nel filone dei camini manieristi, fantastici e raffinati diffusi soprattutto nel nord Europa, riproduce un adattamento della bocca dell'Ade; è collocato al piano terra, nella Sala di Proserpina.

Il palazzo fu la sede storica della Banca Popolare di Vicenza; dopo il fallimento della banca, fu acquistato dal comune di Vicenza nell'estate del 2021.

Collezioni

Dal 25 settembre 2021 tutti i musei presenti all'interno del palazzo sono entrati a far parte ufficialmente del polo museale cittadino, segnando la rinascita culturale dell'edificio dopo la quinquennale chiusura causata dal crac dell'ex Banca Popolare di Vicenza.[2]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Palazzo Thiene, Vicenza - scheda opera, su mediateca.palladiomuseum.org. URL consultato il 22 febbraio 2026.
  2. ↑ Redazione, Pinacoteca di Palazzo Thiene, su Musei Italiani. URL consultato il 20 febbraio 2026.

Voci correlate

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