Pallenis spinosa
L'asterisco spinoso (Pallenis spinosa (L.) Cass., 1825) è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae, tribù Inuleae e sottotribù Inulinae).[1][2]
Etimologia
Il nome del genere (Pallenis) deriva da palea, (= pula), e fa riferimento al ricettacolo di pula.[3] L'epiteto specifico (spinosa) deriva dal latino "spina" (= spinoso, pieno di spine).[4]
Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Carl Linnaeus (1707-1778) e Alexandre Henri Gabriel de Cassini (1781-1832) nella pubblicazione "Dictionnaire des Sciences Naturelles, dans lequel on traite méthodiquement des différens êtres de la nature, considérés soit en eux-mêmes, d'aprés l'état actuel de nos connoissances, soit relativement à l'utilité quén peuvent retirer la médecine, l'agriculture, le commerce et les arts. Strasbourg. Edition 2" (Dict. Sci. Nat., ed. 2. [F. Cuvier] 37: 276) del 1825.[5]
Descrizione



Portamento. La specie di questa voce è una erbacea con un ciclo biologico annuale o bienne ricoperta da peli patenti. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie; ma anche emicriptofita bienne (H bienn).[6][7][8][9][10][11]
Fusto. La parte sotterranea del fusto consiste prevalentemente in rizomi. Generalmente il floema è privo di strati fibrosi; inoltre sono assenti i tessuti latticiferi. La parte aerea presenta delle ramificazioni che superano in altezza il fusto principale che si presenta ramoso arrossato; tutta questa parte è molto pelosa (peli patenti di 2–3 mm). Altezza: da 10 cm fino a 50 cm.
Foglie. Le foglie basali, disposte in modo alternato, sono intere, spatolate e penninervie; quelle le cauline sono dentellate e progressivamente ristrette verso la base, sono amplessicauli (la foglia circonda il fusto con la base della lamina, senza decorrerlo). Dimensione delle foglie basali: 12-22 × 50–75 mm.
Infiorescenza. Le infiorescenze sono formate da capolini solitari. I capolini sono di tipo radiato eterogamo. I capolini sono formati da un involucro composto da brattee disposte in modo embricato al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori ligulati periferici o fiori del raggio e ai fiori tubulosi quelli centrali o del disco. L'involucro è ampiamente campanulato e sotteso da alcune brattee esterne (7-8) spinose a forma di foglia, molto più lunghe delle ligule, che conferiscono la caratteristica forma stellata. Le brattee sono disposte generalmente su più righe; hanno consistenza erbacea o cartilaginea, ma senza margini ialini; gli stereomi non sono divisi. Il ricettacolo è liscio e può essere provvisto di pagliette (a protezione della base dei fiori). Diametro dei capolini: 25–30 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
- fiori del raggio (esterni): sono femminili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa).
- fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi e fertili.
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[12]
- fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula può terminare con tre denti; il colore è giallo; l'epidermide è crestata.
- fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in 4-5 brevi lobi; il colore è giallo deciso.
- Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere sono speronate con una lunga coda. Il tessuto dell'endotecio è a forma polarizzata. Le cellule del collare dei filamenti sono piatte o di tipo mammelloso.
- Gineceo: il gineceo ha un ovario uniloculare infero formato da due carpelli.[6] Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi spesso sono provvisti di peli acuti che terminano sopra la biforcazione senza raggiungerla. Le superfici stigmatiche confluiscono all'apice, mentre alla base sono separate in due distinte linee (lignee stigmatiche marginali[8]). Il polline è spinuloso.
- Antesi: giugno-agosto.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni dei fiori centrali sono provvisti di 5 fasci vascolari; la forma è ellissoide, spiralata o a sezione triangolare, spesso con coste sclerenchimatiche. Talvolta sono presenti dei condotti o delle cavità resinose. La superficie è glabra o ricoperta da peli ghiandolari. L'epidermide dell'achenio è provvista di grandi cristalli di ossalato di calcio, oppure di cristalli simili alla sabbia, oppure ne è priva.[8] Gli acheni dei fiori del raggio sono oblunghi-obovati, affusolati o dorsoventralmente compressi e alati. Il pappo è formato setole capillari, o setole capillari miste a piccole squame o larghe squame sole. Qualche volta il pappo dei fiori del raggio è assente.
Biologia
Impollinazione: tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[7][8]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori.
Dispersione: i semi cadono a terra e vengono dispersi soprattutto da insetti come formiche (disseminazione mirmecoria). Un altro tipo di dispersione è zoocoria: gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio che portano così i semi anche su lunghe distanze. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche per alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat

Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Euri-Mediterraneo. La specie ha un areale centrato sul bacino del Mediterraneo, con estensione verso nord e verso est.
Distribuzione: in Italia è presente in tutte le regioni tranne Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige. Fuori dall'Italia sull'arco alpino questa specie si trova in Francia. Sugli altri rilievi collegati alle Alpi è presente nel Massiccio Centrale e Pirenei.[14]
Habitat: l'habitat tipico per queste piante sono i pascoli aridi, i margini delle vie, le aree ruderali e gli incolti. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido.
Distribuzione altitudinale: sui rilievi alpini, in Italia, queste piante si possono trovare fino a 1400 m s.l.m.; nelle Alpi frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano (oltre a quello planiziale).
Fitosociologia
Areale alpino
Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[14]
- Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche.
- Classe: Lygeo-Stipetea
- Ordine: Brachypodietalia phoenicoidis
- Classe: Lygeo-Stipetea
- Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche.
Areale italiano
Per l'areale completo italiano Pallenis spinosa appartiene alla seguente comunità vegetale:[15]
- Macrotipologia: vegetazione delle praterie
- Classe: Lygeo sparti-Stipetea tenacissimae Rivas-Martínez, 1978
- Ordine: Hyparrhenietalia hirtae Rivas-Martínez, 1978
- Alleanza: Hyparrhenion hirtae Br.-Bl., P. Silva & Rozeira, 1956
- Ordine: Hyparrhenietalia hirtae Rivas-Martínez, 1978
- Classe: Lygeo sparti-Stipetea tenacissimae Rivas-Martínez, 1978
- Macrotipologia: vegetazione delle praterie
Descrizione. L'alleanza Hyparrhenion hirtae è relativa alle praterie di tipo steppico con cicli biologici perenni su substrati vari (suoli poco profondi e moderatamente disturbati) anche in presenza di affioramenti rocciosi. Questa cenosi si sviluppa soprattutto nel macroclima mediterraneo dal piano basale a quello collinare. La distribuzione di Hyparrhenion hirtae è relativa al Mediterraneo meridionale, nelle stazioni più aride dell’Europa meridionale, Africa settentrionale e Asia sud-occidentale. In Italia è presente nei settori meridionali della Basilicata, della Calabria e della Sardegna e nella intera regione Sicilia.[16]
Specie presenti nell'associazione: Hyparrhenia hirta, Hyparrhenia sinaica, Dactylis hispanica, Phagnalon saxatile, Bituminaria bituminosa, Sedum sediforme, Brachypodium retusum, Pallenis spinosa, Carlina corymbosa, Reichardia picroides, Convolvulus althaeoides, Foeniculum piperitum, Hyparrhenia hirta, Aristida caerulescens, Tricholaena teneriffae, Cenchrus ciliaris, Tetrapogon villosus, Eremopogon foveolatus, Stipagrostis sahelica, Eragrostis papposa, Andropogon distachyos, Carex depressa, Heteropogon contortus, Tricholaena teneriffae, Convolvulus althaeoides.
Altre alleanze per questa specie sono:[15]
- Inulo viscosae-Agropyrion repentis
- Brachypodion phoenicoidis
- Panico repentis-Hyparrhenenion hirtae
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[17]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][9][10]
Filogenesi
La tribù Inuleae (comprendente le Inulinae) è una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). Da un punto di vista filogenetico, la tribù Inuleae, all'interno della sottofamiglia, fa parte del gruppo "Helianthodae".[18][19] La sottotribù Inulinae è caratterizzata dalla particolare pubescenza dello stilo e dagli acheni con cristalli di ossalato di calcio. Il genere Pallenis è caratterizzato da un portamento erbaceo con foglie piatte e da capolini sottesi da una riga di brattee simili a foglie.
I caratteri distintivi della specie Pallenis spinosa sono:[11]
- il ciclo biologico è annuale o bienne.
- le brattee sono acute e spinose con portamento raggiante e superano le ligule della corolla.
Il numero cromosomico delle specie di questa voce è: 2n = 10.[11]
Variabilità
Le parti soggette a variabilità sono il portamento, la pelosità, la lunghezza delle brattee esterne e delle ligule.[11]
Per questa specie sono riconosciute le seguenti sottospecie:[2]
- Pallenis spinosa subsp. asteroidea (Viv.) Greuter, 1997 - Distribuzione: Mediterraneo orientale.
- Pallenis spinosa subsp. maroccana (Aurich & Podlech) Greuter - Distribuzione: Marocco e Algeria.
- Pallenis spinosa subsp. spinosa - Distribuzione: è la stirpe principale presente in Italia.
Sinonimi
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]
- Asteriscus spinosus (L.) Sch.Bip.
- Athalmum spinosum (L.) Kuntze
- Bubonium spinosum (L.) Hill
- Buphthalmum spinosum L.
Note
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
- 1 2 3 World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 1º febbraio 2025.
- ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 30 gennaio 2025.
- ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 1º febbraio 2025.
- ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 1º febbraio 2025.
- 1 2 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
- 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
- 1 2 3 4 Judd 2007, pag. 517.
- 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 667.
- 1 2 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 382.
- 1 2 3 4 Pignatti 2018, vol. 3, pag. 798.
- ↑ Judd 2007, pag. 520.
- ↑ Checklist of the Italian Vascular Flora, pag. 139.
- 1 2 3 Flora Alpina, vol. 2, pag. 466.
- 1 2 Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org. URL consultato il 1º febbraio 2025.
- ↑ Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org, p. 55.2.1 ALL. HYPARRHENION HIRTAE BR.-BL., P. SILVA & ROZEIRA 1956. URL consultato il 22 luglio 2019.
- ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 07/03/2026.
- ↑ Mandel et al. 2019.
- ↑ Zhang et al. 2021.
Bibliografia
- Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
- V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy & R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
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- Jennifer R. Mandel, Rebecca B. Dikow, Carolina M. Siniscalchi, Ramhari Thapa, Linda E. Watson and Vicki A. Funk, A fully resolved backbone phylogeny reveals numerous dispersals and explosive diversifications throughout the history of Asteraceae, in PNAS, vol. 116, n. 28, 2019, pp. 14083-14088.
- Caifei Zhang, Chien-Hsun Huang, Mian Liu, Yi Hu, Jose L. Panero, Federico Luebert, Tiangang Gao, Hong Ma, Phylotranscriptomic insights into Asteraceae diversity, polyploidy, and morphological innovation, in JIPB, vol. 63, n. 7, 2021, pp. 1273-1293.
- 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
- F.Conti, G.Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 91, ISBN 88-7621-458-5.
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- Stephan Nylinder & Arne Alfred Anderberg, Phylogeny of the Inuleae (Asteraceae) with special emphasis on the Inuleae-Plucheinae, in Taxon, vol. 64, n. 1, 2015, pp. 110-130.
- David Gledhill, The name of plants, Cambridge, Cambridge University Press, 2008.
- Galetti G., Abruzzo in fiore, Edizioni Menabò - Cooperativa Majambiente, 2008.
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Collegamenti esterni
- Palenis spinosa Royal Botanic Gardens KEW - Database
