Pantan Monastero

Pantan Monastero
frazione
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lazio
Città metropolitana Roma
Comune Roma Capitale
Territorio
Coordinate41°55′11″N 12°21′13″E
Superficie0,4 km²
Abitanti1 821 (2001)
Densità4 528,72 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale00166
Prefisso06
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pantan Monastero
Pantan Monastero

Pantan Monastero è una frazione di Roma Capitale (zona "O" 66)[1], situata a cavallo di via di Casal Selce, sulle zone Z. XLV Castel di Guido sul lato ovest e Z. XLVIII Casalotti sul lato est, nel territorio del Municipio Roma XIII (ex Municipio Roma XVIII).

La zona prende nome dalla tenuta omonima, mentre la dorsale via di Casal Selce prende nome da un'antica cava di selce ivi presente.

Storia

Le prime tracce di presenza umana nell'area oggi occupata da Pantan Monastero risalgono alla fine dell'ultima glaciazione, circa 15.000 anni fa, come attestano i ritrovamenti effettuati presso la Torre di Pagliaccetto e Torrimpietra. Con l'espansione di Roma, la zona – analogamente alla vicina Casalotti – venne inclusa nel vasto Agro Romano e sfruttata per il legname, ricavato dai boschi di bosso, lauro e quercia. In epoca antica sono documentati in quest'area i Fondi Gratinianus e Rosarius, quest'ultimo così denominato in ricordo delle antiche coltivazioni di rose praticate nella regione.[2]

L'area, in gran parte disabitata, era lambita dall'antica via Cornelia, che garantiva i collegamenti con la città. Dopo la caduta dell'Impero romano, l'intera zona venne progressivamente abbandonata, sia a causa delle incursioni barbariche sia per la diffusione della malaria, che colpiva gran parte dell'Agro Romano.

Nei primi decenni del XX secolo iniziarono i primi tentativi di popolamento moderno. Negli anni Venti la "Cooperativa agricola ex combattenti Piave" di Treviso trasferì coloni veneti nelle ampie vallate dell'Agro Romano, promuovendo opere di bonifica nelle aree malsane e la fondazione di piccoli nuclei abitativi. Tuttavia, nel dopoguerra, la cooperativa fu dichiarata fallita per cattiva amministrazione, costringendo i coloni ad acquistare nuovamente le terre.

In questa fase si stabilì che ogni acquirente donasse "un metro di terra per la costruzione della chiesa", destinata a sorgere tra le due principali zone abitate dell'epoca: il "monte dei bogui" (ossia il monte delle lumache, oggi via Casale delle Pantanelle) e "borgo furo" (nell'area compresa tra via della Riserva del Fontanile e via Quarto di S. Lucia). Intorno al 1931 fu edificata la scuola, per garantire l'istruzione ai bambini del luogo.

Negli anni Sessanta la popolazione crebbe ulteriormente, grazie all'arrivo di famiglie provenienti da diverse regioni italiane. A partire dalla metà degli anni Novanta la zona conobbe un forte sviluppo edilizio, proseguito nei primi anni Duemila, che determinò la continuità urbana con la vicina Casalotti e trasformò il carattere del quartiere da prevalentemente agricolo a residenziale.

Architetture religiose

  • La chiesa dei Santi Marco evangelista e Pio X
    Chiesa dei Santi Marco evangelista e Pio X, su via di Casal Selce. Chiesa del XX secolo. 41.909501°N 12.348817°E

Note

  1. ↑ Zona O 66, Casal Selce.
  2. ↑ Roma che non ti aspetti | l'AlterBlog, su iltaoaroma.altervista.org. URL consultato il 9 luglio 2018.

Voci correlate

Collegamenti esterni