La zona prende nome dalla tenuta omonima, mentre la dorsale via di Casal Selce prende nome da un'antica cava di selce ivi presente.
Storia
Le prime tracce di presenza umana nell'area oggi occupata da Pantan Monastero risalgono alla fine dell'ultima glaciazione, circa 15.000 anni fa, come attestano i ritrovamenti effettuati presso la Torre di Pagliaccetto e Torrimpietra. Con l'espansione di Roma, la zona – analogamente alla vicina Casalotti – venne inclusa nel vasto Agro Romano e sfruttata per il legname, ricavato dai boschi di bosso, lauro e quercia. In epoca antica sono documentati in quest'area i Fondi Gratinianus e Rosarius, quest'ultimo così denominato in ricordo delle antiche coltivazioni di rose praticate nella regione.[2]
L'area, in gran parte disabitata, era lambita dall'antica via Cornelia, che garantiva i collegamenti con la città. Dopo la caduta dell'Impero romano, l'intera zona venne progressivamente abbandonata, sia a causa delle incursioni barbariche sia per la diffusione della malaria, che colpiva gran parte dell'Agro Romano.
Nei primi decenni del XX secolo iniziarono i primi tentativi di popolamento moderno. Negli anni Venti la "Cooperativa agricola ex combattenti Piave" di Treviso trasferì coloni veneti nelle ampie vallate dell'Agro Romano, promuovendo opere di bonifica nelle aree malsane e la fondazione di piccoli nuclei abitativi. Tuttavia, nel dopoguerra, la cooperativa fu dichiarata fallita per cattiva amministrazione, costringendo i coloni ad acquistare nuovamente le terre.
In questa fase si stabilì che ogni acquirente donasse "un metro di terra per la costruzione della chiesa", destinata a sorgere tra le due principali zone abitate dell'epoca: il "monte dei bogui" (ossia il monte delle lumache, oggi via Casale delle Pantanelle) e "borgo furo" (nell'area compresa tra via della Riserva del Fontanile e via Quarto di S. Lucia). Intorno al 1931 fu edificata la scuola, per garantire l'istruzione ai bambini del luogo.
Negli anni Sessanta la popolazione crebbe ulteriormente, grazie all'arrivo di famiglie provenienti da diverse regioni italiane. A partire dalla metà degli anni Novanta la zona conobbe un forte sviluppo edilizio, proseguito nei primi anni Duemila, che determinò la continuità urbana con la vicina Casalotti e trasformò il carattere del quartiere da prevalentemente agricolo a residenziale.
Architetture religiose
La chiesa dei Santi Marco evangelista e Pio XChiesa dei Santi Marco evangelista e Pio X, su via di Casal Selce. Chiesa del XX secolo. 41.909501°N 12.348817°E41°54′34.2″N, 12°20′55.74″E