Pantero Pantera

Pantero Pantera
NascitaComo, 4 febbraio 1568
MorteComo, 13 febbraio 1625 (57 anni)
Etniaitaliana
Religionecattolica
Dati militari
Paese servitoStato Pontificio (bandiera) Stato Pontificio
Forza armataMarina pontificia
Anni di servizio1588 – 1615
Gradocapitano generale delle galere
Guerre
Campagne
DecorazioniCavaliere dell'Ordine dei Cavalieri di Cristo
Altre carichemembro del Consiglio dei decurioni di Como; Savio di Provvisione
Noteautore de L'armata navale (1614), primo trattato italiano interamente dedicato alla guerra sul mare
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Pantero Pantera (Como, 4 febbraio 1568 – Como, 13 febbraio 1625) è stato un militare e scrittore italiano, ufficiale della marina pontificia e autore de L'armata navale (1614), primo trattato della storia del pensiero militare italiano interamente dedicato alla guerra sul mare[1].

Famiglia e origini

La famiglia Pantera si era distinta a Como dalla metà del XIV secolo: i suoi membri, noti fino all'inizio del Cinquecento con il cognome De Pateriis, erano stati particolarmente attivi nel commercio (soprattutto delle manifatture laniere e dei medicinali) e avevano ricoperto cariche amministrative cittadine.[1] Il padre, Bernardino (detto anche Alessandro), aveva servito come referendario dal 1529 al 1531, decurione dello Spedale, sindaco della Fabbrica del duomo e oratore a Milano nel 1535, dopo che Como era passata sotto il dominio imperiale con tutto il Ducato di Milano.[1]

Rimasto orfano del padre nel 1572, ancora adolescente, Pantero allarmò i parenti per iniziative economiche avventate; intorno al 1585 la famiglia decise pertanto di inviarlo a Roma.[2]

Servizio nella marina pontificia

Primi anni (1588-1596)

A Roma, grazie alla protezione del cardinale comasco Tolomeo Gallio, entrò nel 1588 nella Marina pontificia come nobile di poppa sulla galera San Bonaventura. Qui si formò sotto la guida di esperti navigatori e ufficiali, maturando esperienza nelle operazioni contro la pirateria nel Mediterraneo.[1][2]

Le galere pontificie operavano soprattutto nella difesa delle coste dagli attacchi dei pirati barbareschi e nel trasporto di truppe e diplomatici della Santa Sede. In questi anni la flotta ottenne diversi successi, alternati a difficoltà operative e incidenti di navigazione.[2]

Comando della Santa Lucia (1597-1605)

Nel 1597 gli fu affidata la galera Santa Lucia. Durante il suo comando, Pantera partecipò alle operazioni legate alla politica espansionistica pontificia verso il Ducato di Ferrara e a missioni di pattugliamento nel Tirreno.

Nel 1598 si distinse nella cattura di navi corsare al largo del promontorio del Circeo. Le sue osservazioni sulle condizioni di vita a bordo descrivono una realtà dura per marinai, schiavi e galeotti, segnati da cattiva alimentazione, malattie e abusi amministrativi, criticati dallo stesso Pantera.[3]

Non è certa la sua partecipazione alla spedizione del 1601 contro Algeri, mentre è documentato il suo coinvolgimento nella successiva riorganizzazione amministrativa e finanziaria della flotta pontificia sotto Paolo V, durante la quale propose riforme e stime dettagliate dei costi di gestione delle galere.[1]

Funzioni amministrative (1605-1615)

Negli anni successivi la politica pontificia ridusse gli investimenti militari navali, favorendo contratti esterni di gestione della flotta. Pantera si occupò quindi soprattutto di amministrazione e logistica delle galere da terra e svolse anche missioni diplomatiche, tra cui un viaggio in Spagna nel 1611.[1]

Nel 1610 ottenne il cavalierato dell'Ordine di Cristo, insieme a una rendita, e sposò Marta Lucini, senza avere figli.[1]

Ultimi anni e attività a Como

Dopo la pubblicazione de L'armata navale, lasciò Roma e si stabilì definitivamente a Como, dove entrò nelle istituzioni cittadine, partecipando al governo locale come decurione e membro dei Savi di Provvisione.

Continuò a occuparsi di questioni legate alla Marina e alla gestione delle strutture navali pontificie, mantenendo un ruolo consultivo.

Nel 1617 fece costruire una villa sul lago di Como a Blevio, successivamente demolita. Abitò inoltre nei pressi del duomo cittadino, in un edificio che la tradizione identifica con la cosiddetta Torre Pantera.[1]

Morte e memoria

Pantero Pantera morì a Como il 13 febbraio 1625. Nel testamento nominò erede la figlia illegittima Caterina, nata pochi anni prima.

La sua figura è oggi ricordata sia nella storiografia della Marina pontificia sia nella storia del pensiero tecnico-navale italiano. A lui sono dedicate vie a Como e Roma.[3]

Opere principali

  • L'armata navale del Capitan Pantero Pantera, gentil'huomo comasco, Roma, Egidio Spada, 1614.
  • Hidrografia nautica mediterranea (ms., Biblioteca comunale di Como, ms. 2.4.45).
  • Descrizioni sopra le galere del papa (ms.).
  • Discorso sulle galere (ms.).

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 Giampiero Brunelli, PANTERA, Pantero, su Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 81, 2014. URL consultato il 19 giugno 2026.
  2. 1 2 3 Gianluca Bertozzi, Pantero Pantera, un comasco uomo di mare, su Ocean4Future, 12 maggio 2023. URL consultato il 19 giugno 2026.
  3. 1 2 Guglielmo Evangelista, Capitan Pantero Pantera, gentiluomo comasco, su La voce del marinaio, 18 aprile 2020. URL consultato il 21 giugno 2026.

Bibliografia

  • Arrigozzo (Cencio Poggi), Saggio di un'opera inedita di P. P., Genova, 1884.
  • Arrigozzo (Cencio Poggi), Un gentiluomo comasco uomo di mare, in Alghe, Como, 1892, pp. 87–98.
  • Alberto Guglielmotti, Storia della marina pontificia. La squadra permanente della marina romana, 1573–1644, Roma, 1892.
  • Gino Bonifacio, Un idrografo del Seicento: Pantero Pantera, in Rivista marittima, LXXXII (1950), 2, pp. 318–35; 10, pp. 35–52; LXXXIII (1951), 8-9, pp. 257–73; 10, pp. 34–49.
  • Marco Gianoncelli – Saverio Della Torre, Microanalisi di una città: proprietà e uso delle case della città murata di Como dal Cinquecento all'Ottocento, Como, 1984, p. 219.
  • Emilio Bianco, Pantero Pantera e l'Hidrografia nautica mediterranea. Appunti preliminari di ricerca, in Miscellanea di storia delle esplorazioni, XXXVI (2011), pp. 41–58.
  • Giampiero Brunelli, voce Pantera, Pantero, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 81, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2014.

Voci correlate

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