Paolo Belfiore Frascada
| Paolo Belfiore Frascada | |
|---|---|
| Nascita | Mortara, 22 maggio 1840 |
| Morte | Garlasco, 28 maggio 1885 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Esercito meridionale |
| Corpo | I Mille |
| Anni di servizio | 1860-1862; 1866 |
| Grado | Sergente |
| Ferite | Due ferite da baionetta alla coscia destra e alla mano e una da proiettile in viso |
| Comandanti | Giuseppe Garibaldi Lazzaro Salterio |
| Campagne | Spedizione dei Mille Campagna del Tirolo |
| Battaglie | Battaglia di Calatafimi |
| Decorazioni | Medaglia commemorativa dei Mille Medaglia d'argento al valore militare |
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Paolo Belfiore Frascada (Mortara, 22 maggio 1840 – Garlasco, 28 maggio 1885) è stato un militare e patriota italiano, che prese parte alla Spedizione dei Mille e alla Campagna del Tirolo.
Biografia
Paolo Belfiore nacque il 22 maggio del 1840 a Mortara, in provincia di Pavia, da una madre nubile che dichiarò alla levatrice di non conoscere il padre e pertanto di non voler tenere il bambino. Dopo essere stato battezzato, venne esposto lo stesso giorno nel brefotrofio di Vigevano, città della stessa provincia[1]. Il 19 giugno[2], (alcune fonti dicono vent’uno giorni dopo la nascita[3] e altre ventisette[4]), il bambino fu affidato ad Antonio (altrove Giuseppe[5]) Frascada e a Maria (in alcuni documenti Antonia[6]) Longhini, che abitavano a Ottobiano di Lomellina, dove fu allevato insieme alle figlie della coppia, con le quali strinse rapporti di affetto fraterno fino alla morte. Da questa famiglia acquisì il secondo cognome, Frascada[7].
Durante l’adolescenza svolse i mestieri prima di spazzacamino e poi di stalliere[8].
Tra gli ultimi giorni di aprile e i primi di maggio del 1860, all’età di vent’anni, ebbe l’occasione di incontrare a San Giorgio di Lomellina, mentre con una carriola piena di asparagi e con le scarpe legate al collo (al tempo era garzone di mercato) si stava recando al mercato di Pavia, alcuni studenti guidati dai fratelli Cairoli che stavano cantando a passo di marcia in direzione di Quarto per imbarcarsi poi verso la Sicilia; questi gli offrirono di unirsi a loro[9] e così partì il 6 maggio[5].
A Talamone fu affidato alla XV divisione[10], VII compagnia, comandata dal capo Salterio, insieme al gruppo che aveva conosciuto a San Giorgio[5].

Nella battaglia di Calatafimi il 15 maggio fu ferito tre volte, la prima e la seconda di baionetta alla coscia destra e alla mano, la terza fu colpito da un proiettile tra il naso e l’occhio sinistro che gli uscì poi sotto l’orecchio destro vicino alla nuca. Venne creduto morto e spogliato della camicia rossa, fino a quando, il terzo giorno, lo zoccolo del cavallo di un ufficiale garibaldino che stava vigilando la sepoltura dei morti, lo toccò e lui diede segni di vita. Venne portato in ospedale ad Alcamo e si riprese. Riuscì a partecipare dunque ad altri combattimenti e a guadagnarsi in luglio il grado di sergente con la medaglia al valore militare. Al termine della campagna venne trasferito alla Real Casa Invalidi di Sorrento il 10 gennaio 1861 e poi in quella di Asti[10].
Ebbe la medaglia commemorativa e la pensione dei Mille per la prima Spedizione a Marsala con decreto del Senato di Palermo[11] e la suddetta medaglia d’argento al valor militare con annesso soprassoldo di lire cento annue in seguito a Regio Decreto del 12 giugno 1861 per essersi distinto durante la Campagna dell’Italia Meridionale[12].
Ottenne il congedo assoluto nel 1862 in seguito a sua stessa richiesta con la quale rinunciava a ogni beneficio economico futuro; gli fu però concessa una buonuscita equivalente a un anno di paga e la gratuità del mezzo del trasporto per il rientro a casa. Su tale foglio di congedo furono specificate alcune sue caratteristiche fisiche: statura metri 1,70, capelli castani, sopracciglia normali, occhi normali, fronte spaziosa, naso aquilino, bocca media, mento acuto, viso piccolo, colorito olivastro, segni particolari cicatrice all’occhio sinistro[5].
Dopo il congedo si trasferì a Garlasco il 3 gennaio 1865[13] dove si sposò con Teresa Ferri e si diede al commercio di legname senza molta fortuna[14].
Nel 1866 seguì di nuovo Garibaldi nella Campagna del Tirolo. Fu ferito, ma riuscì a scampare ancora una volta alla morte e poté fare ritorno alla sua famiglia a Garlasco[15].
Nei giorni in cui partiva il pellegrinaggio a Palermo per celebrare il venticinquesimo anniversario dell’eroica rivoluzione, si ammalò e questa volta, il 28 maggio del 1885[16], morì, tra l’indifferenza generale sia a Garlasco che a Vigevano, lasciando alla moglie quattro figli, Alberto nato nel 1877 (parrucchiere[17]), Antonia del 1879 (maestra[18]), Giuseppe del 1882 e Paolo del 1885 (parrucchieri[19])[20], quest’ultimo non avrebbe mai conosciuto il padre[21].
Note
- ↑ Il sindaco G. Bertolli e il segretario G. Marchetti, “Verbale di registrazione d’un Bambino illegittimo”, Mortara, 22 maggio 1840.
- ↑ “Registro Generale degli Esposti per il Circondario di Lomellina in Vigevano 1819-1849 n. 1”, Vigevano, 1840.
- ↑ Giuseppe Ottone, Un ricoverato del nostro Brefotrofio nella spedizione dei Mille, “Viglevanum. Rivista della società vigevanese di lettere, storia ed arte”, anno IV, Vigevano, 1910, p. 148.
- ↑ Giacomo Locatelli, Uno dei Mille, “Il Libero Operaio”, Vigevano, 1º agosto 1885.
- 1 2 3 4 Estratto d’assento
- ↑ Estratto d’assento.
- ↑ G. Ottone, p. 148.
- ↑ G. Ottone, p. 148
- ↑ Locatelli
- 1 2 Il Segretario Generale.
- ↑ Il Ministro, “Documento Ministero della Guerra n. 452”, Torino, 15 marzo 1865.
- ↑ Il Segretario Generale
- ↑ Il sindaco, “Scheda delle notizie inviata ad Archivio Storico dei Mille di Milano”, Garlasco, 1º settembre 1904.
- ↑ “Libretto di famiglia di Frascada Belfiore Paolo”, Garlasco, 6 agosto 1888, p. 1.
- ↑ G. Ottone, p. 149.
- ↑ Il sindaco, “Scheda delle notizie inviata ad Archivio Storico dei Mille di Milano”, cit.
- ↑ “Annotazione anagrafe”, Torino, 10 settembre 1904.
- ↑ Il sindaco, “Nota n. 630”, Ottobiano, 6 settembre 1904.
- ↑ “Annotazione anagrafe”, cit.
- ↑ “Libretto di famiglia di Frascada Belfiore Paolo”, cit., pp. 3-4.
- ↑ G. Ottone, pp. 148-50.
Bibliografia
- Il sindaco G. Bertolli e il segretario G. Marchetti, “Verbale di registrazione d’un Bambino illegittimo”, Mortara, 22 maggio 1840.
- “Registro Generale degli Esposti per il Circondario di Lomellina in Vigevano 1819-1849 n. 1”, Vigevano, 1840.
- Giuseppe Ottone, Un ricoverato del nostro Brefotrofio nella spedizione dei Mille, in Viglevanum. Rivista della società vigevanese di lettere, storia ed arte, anno IV, Vigevano, 1910.
- Giacomo Locatelli, Uno dei Mille, in Il Libero Operaio, Vigevano, 1º agosto 1885.
- Consiglio d’Amministrazione, Estratto d’assento del Congedo Assoluto. I membri del Consiglio d’Amministrazione: Luogotenente Colonnello, Maggior Generale Presidente, Maggiore Relatore, Asti, 1862.
- Il Segretario Generale, Documento Ministero della Guerra n. 7069, Torino, 8 marzo 1862.
- Il Ministro, “Documento Ministero della Guerra n. 452”, Torino, 15 marzo 1865.
- Il sindaco, “Scheda delle notizie inviata ad Archivio Storico dei Mille di Milano”, Garlasco, 1º settembre 1904.
- “Libretto di famiglia di Frascada Belfiore Paolo”, Garlasco, 6 agosto 1888.
- “Annotazione anagrafe”, Torino, 10 settembre 1904.
- l sindaco, “Nota n. 630”, Ottobiano, 6 settembre 1904.