Paolo Delachi

Paolo Delachi (Novi Ligure, 16 febbraio 1874 – Milano, 1 dicembre 1957) è stato un musicista, compositore e insegnante d'armonia italiano.[1]

Biografia

Nato a Novi Ligure il 16 febbraio 1874, studiò al Regio conservatorio di Milano con Antonio Coronaro, Michele Saladino e Alfredo Catalani, coi quali si diplomò in composizione.[2] Nello stesso conservatorio tenne la cattedra di teoria e solfeggio, dal 1911 al 1941. Contemporaneamente, dal 1909 al 1937 fu anche docente di armonia e fuga nella Scuola musicale di Milano, di cui fu direttore dal 1941.[1][3][4] Tra i suoi alunni vi furono Nino Rota, Fiorenzo Carpi e Guido Cantelli.

Nel corso della sua vita scrisse, oltre ad alcune composizioni, opere didattiche per l'apprendimento della teoria, del solfeggio e dell'armonia, tra cui le Lezioni di solfeggio composte per la scuola di Teoria e Solfeggio del Conservatorio di Musica "G. Verdi" di Milano (Milano, 1912) e una Raccolta di bassi per lo studio dell'armonia (Milano, 1932). Le sue opere ebbero varia diffusione nei conservatori italiani e all'estero.[1][2]

Insignito del titolo di cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia,[5] morì a Milano il 1º dicembre 1957.[1]

Opere

Didattiche[2]

  • Lezioni di solfeggio composte per la scuola di Teoria e Solfeggio del Conservatorio di Musica "G. Verdi" di Milano (Milano, 1912);
  • Lezioni di armonia (Milano, 1912);
  • Raccolta di bassi per lo studio dell'armonia (Milano, 1932);

Musicali[2][6][7]

  • Capriccio (sul cucù), 1951, per pianoforte, Milano, Suvini-Zerboni, ed. n. 4829;
  • Diciotto preludi in forma di canone, per pianoforte, Milano, Suvini-Zerboni, n. 4222;
  • Dies irae;
  • Due liriche, 1933, per voce e pianoforte, Milano, Carisch;
  • Preludio e Fuga, 1936 (il soggetto della fuga è tratto da Haendel), per pianoforte;
  • Quartetto;
  • Requiem;
  • Sedici pezzetti progressivi, in tre fascicoli, 1933, per pianoforte;
  • Trio con pianoforte, 1939;

Note

  1. 1 2 3 4 Daniele Calcagno, Un musicista novese Paolo Delachi (1874-1957), in NoviNostra, vol. XXXVI, n. 2, 1996, pp. 110-111. URL consultato il 20 marzo 2026.
  2. 1 2 3 4 Schmidl, Enc., p. 423.
  3. ↑ Calcagno.
  4. ↑ Ricordi, p. 29.
  5. ↑ Annuario, p. 172.
  6. ↑ Schmidl, Suppl., p. 245.
  7. ↑ Napoli-Giudice, p. 44.

Bibliografia

Collegamenti esterni