Paolo Perotti
Paolo Perotti (Piacenza, 5 ottobre 1928 – Vigolzone, 30 gennaio 2018) è stato uno scultore italiano.
Biografia
Figlio d’arte, secondogenito di nove figli di Giuseppe Perotti, scultore,[1] che nel 1911 si era diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera e aveva dato vita a Piacenza, insieme al cognato Giovanni Malfanti,[2] a una ditta di marmi specializzata in altari e monumenti funerari; il padre Giuseppe, artista verista liberty, partecipava inoltre a manifestazioni d’arte locali e nazionali.[3]
Il piccolo Paolo familiarizza subito con il disegno, con gli attrezzi e con l’ambiente della scultura. A 12 anni frequenta la scuola d'Arte Istituto Gazzola di Piacenza fino al 1946 e dal 1943 frequenta anche i corsi di decorazione dell’Istituto d’Arte Toschi di Parma, ottenendo il diploma nel 1946. A Parma ha modo di studiare la scultura romanica dell’Antelami presso il Duomo e il Battistero, mentre a Fidenza è affascinato dalle statue di Davide ed Ezechiele dell'Antelami, poste in facciata del Duomo, che considera le sculture più belle di tutti i tempi.[4] A Piacenza e Modena studia la scultura romanica nelle “Storie” scolpite di Wiligelmo.[5]
Nel 1947 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera dove è allievo di Marino Marini. Nel 1952 Perotti si diploma con una tesi intitolata “Il romanico nel piacentino”.[6] Dopo il Brera, Perotti era già pronto per svolgere la sua attività: le conoscenze tecniche della lavorazione del marmo, dallo sbozzo alla levigatura, le aveva già apprese nella bottega di suo padre. Sempre nel 1952 aveva vinto il primo premio alle Olimpiadi culturali regionali di Parma.[7] Già nelle sue prime opere in marmo rosso veronese del 1950 si nota “la forza plastica ed espressiva della sua personalità”, come nel Crocifisso per l’Istituto Scalabriniano di Piacenza.[8]
Nel maggio del 1957 partecipa alla mostra di Arte Sacra nel salone di Palazzo Gotico a Piacenza con un Crocifisso in marmo e uno in legno senza braccia[9], scolpito con “saldezza ed espressività ammirevole”;[10] per questa seconda opera, nello stesso anno riceverà una speciale segnalazione della giuria della III Biennale d’Arte Sacra di Bologna.[8] Il tronco di Cristo, come particolare del Crocifisso, verrà realizzato altre volte in pietra, marmo o in legno.[11] Nel novembre del 1957 partecipa con 93 disegni e 19 sculture alla mostra del Sindacato Artisti di Piacenza, dove Perotti viene riconosciuto come “una voce dominante per i suoi lavori ispirati alla saldezza rozza del romanico modernamente interpretato”.[12] Sempre a fine ’57 riceve la prima commissione per la sistemazione del fonte battesimale di Bobbio, che viene avvolto da otto bassorilievi con il battesimo di Cristo e i dodici Apostoli. [13]
Nel 1958 ottiene il primo premio di scultura alla III Mostra Nazionale d’Arte Giovanile di Roma con una maternità, in cui le braccia e le gambe della madre e del bambino si saldano a quadrangolo.[14] Sempre nel 1958 entra a far parte del corpo docente dell’Istituto d’Arte Gazzola fino al 2010,[15] tenendo il corso di incisione fino al 1978. [16]
Nel 1959 il fratello Francesco,[17] anche lui diplomato al Brera, assume la responsabilità della ditta paterna, mentre Paolo, come socio, tiene i rapporti con le chiese che commissionano opere.[8] Sempre nel 1959 partecipa, insieme al fratello Francesco, appena uscito dal Brera, alla mostra del Sindacato Provinciale Pittori e Scultori di Piacenza.[18] Inoltre, con Francesco realizza per la chiesa di Santa Brigida [19] a Piacenza l’altare maggiore in marmo rosso di Verona con altorilievi del Buon Pastore, della Beata Vergine e dei santi piacentini, oltre al fonte battesimale. Per questa chiesa realizzerà anche il tabernacolo in bronzo con il bassorilievo della Cena di Emmaus e nel ’87 l’ambone in legno di pero.
Perotti conosceva bene l’ambiente artistico piacentino e apprezzava le opere dei vari artisti; stimava molto il pittore Luciano Ricchetti, che aveva lavorato con lui nella chiesa della Madonna della Quercia[20] a Bettola e che, avendo frequentato anche lui i corsi di scultura a Brera, realizzava anche lavori plastici. Fra gli scultori si sentiva vicino alla sensibilità artistica di Paolo Maserati,[21] di cui era molto amico. Maserati, che aveva ricevuto al Brera il premio Medardo Rosso nel 1948, andava spesso nell’attrezzatissimo laboratorio dei Perotti per la preparazione delle opere di maggiore impegno. Con Maserati condivideva le scelte dei materiali da scolpire, soprattutto il fascino del legno antico, specie quello proveniente dai tronchi di rovere ripescati dal fondo del Po presso Piacenza dai barconi–draga per la sabbia.[22]
Nel 1960 partecipa alla VIII Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma presentando tre sculture raffiguranti Cristo. Nel 1962 Perotti realizza per la chiesa della Sacra Famiglia a Piacenza il suo primo grande Crocifisso [23]in legno di platano policromo, con gli occhi in ceramica per attrarre l’attenzione.[24] Nel 1965 partecipa, su invito, alla VIII Biennale di scultura contemporanea di Anversa[25]. È del 1974 la composizione “Il Calvario”, da annoverarsi tra i suoi capolavori [26]: da un unico tronco di rovere estratto dal Po ricava il Cristo crocifisso, mutilo, con il viso attraversato dalle fessure del legno come rivoli di sangue, l’Angelo della resurrezione e le Due Marie affiancate, la Madre e l’altra Maria in un rovere nero, macerato dal tannino.[27] Dalla metà degli anni ’70 nelle opere lignee Perotti aggiunge alle figure un elemento architettonico, come in “Donna al balcone” o "alla finestra", e lascia le superfici meno grezze levigandole o lucidandole, come nelle opere in legno di ulivo.[28] Dalla fine degli anni ’70 tratta anche motivi legati alla musica, come nelle opere "Suonatrice d’organo", "Arpa" ecc., anche perché la musica era di casa, in quanto l'artista aveva due sorelle musiciste.[29]
Negli anni ’80 l’attività di Perotti riguarda principalmente le sei nuove chiese sorte a seguito dell’espansione della città di Piacenza nel dopoguerra[30]: oltre ai crocifissi, fra i quali spicca quello imponente cm 280x250, in legno di olmo,[31] della chiesa di Nostra Signora di Lourdes,[32] ci sono gli altari,[33] gli amboni e i fonti battesimali scolpiti nel marmo o nel legno. Perotti realizza anche alcune Vie Crucis su pannelli di rovere e statue come quelle della Madonna con Bambino e di S. Corrado [34] in rovere poste nell’omonima chiesa, o quelle di S. Antonio e S. Rita in legno di tiglio dipinto della chiesa del Corpus Domini.[35][36]
Perotti è sempre stato molto impegnato nel servire i numerosi committenti, ma appena poteva partecipava a mostre collettive a Cremona, Parma, Piacenza, Roma, Torino; più rare le personali a Piacenza e Milano. Diverse sono le presenze a mostre organizzate presso gli “Amici dell’Arte di Piacenza”. Fra queste, da ricordare quelle di grafica insieme all’amico Gianni Guglielmetti, suo compagno di studi a Brera, al quale lo univa la passione per il disegno che nelle incisioni di Perotti aveva “la forza compositiva del segno mariniano”,[37] ed è caratterizzato dall’essenzialità del tratto e dai soggetti che sono in prevalenza figure. [38]
Nel 2010 viene assegnato a Paolo Perotti “l’Antonino d’oro”, premio conferito dal Capitolo dei canonici della basilica di Sant’Antonino di Piacenza come espressione di stima e gratitudine verso individui o comunità che si sono distinti per il loro impegno di fede, culturale, educativo e sociale. Nelle motivazioni per l’assegnazione del premio si legge: “Il conferimento del premio vuole essere un atto di stima nei confronti di un artista credente che, da oltre sessant’anni, vive con mitezza, passione, genio e coerenza il suo percorso umano e artistico. Con la scultura Paolo Perotti ha saputo e continua tuttora con singolare creatività a evocare il mistero della fede, coniugando il linguaggio dell’arte contemporanea, spesso ostico e duro agli occhi dei non iniziati, e le esigenze di rinnovamento di una Chiesa impegnata nella lettura dei segni dei tempi”. [39]
Produzione artistica
La vasta produzione artistica di Paolo Perotti è stata censita fino al 2009 da Stefano Pronti in un “Catalogo generale delle opere” [40]. Le opere per le chiese risultano: 260 in 106 chiese ed edicole in Piacenza e provincia e 120 in 52 chiese in altre province. Nel catalogo ci sono poi 486 opere di collezione; 24 portali in 17 chiese; 24 monumenti; 34 ritratti; 212 opere di arte funeraria; 20 sculture e bozzetti per l’arredamento; 5 travi da camino.
Le opere più importanti riguardano le chiese,[41] [42] soprattutto a seguito delle disposizioni liturgiche del Concilio Vaticano II che prevedeva innanzitutto che l’altare fosse staccato dal muro in modo che si potesse celebrare su di esso verso i fedeli e ci fosse l’ambone per la proclamazione della parola. Gli altari scolpiti da Perotti sono 129 e gli amboni 75, la maggior parte in marmo di varie tipologie: aurisina del Carso , travertino, moka crème, rosso di Verona, bianco statuario e di Carrara, rosa del Portogallo e altri, più raramente il legno di rovere, olmo, pero e la pietra come l’arenaria.[43] [44]
Nelle opere per le chiese figurano poi 13 crocefissi e 8 Vie Crucis. La prima Via Crucis è del 1969 per il Santuario di Stra(PC) realizzata in pietra in dodici lastre, metà delle quali a carico dello scultore Paolo Maserati che per la prematura morte riuscì a realizzarne solo quattro. Sempre in pietra è quella per Casamatti di Romagnese (PV). In rovere, invece, è la Via Crucis in sette pannelli per la chiesa di Santa Maria di Lourdes a Piacenza. Negli anni ’80 Perotti inizia a utilizzare per le Vie Crucis il legno con fondo dorato in foglia d’oro, come quella in olmo del 1991 per la chiesa di San Corrado a Piacenza [45] [46] [47]
Fra le opere per le chiese figurano anche 44 fra altorilievi e bassorilievi, 22 tabernacoli, 7 torri eucaristiche, 17 statue, 6 portaceri pasquali, 4 confessionali, 2 acquasantiere, 12 fra sedi e sedili, 1 inginocchiatoio, 1 presepe.
Importanti nelle opere per le chiese sono i portali realizzati per lo più con la tecnica del rame sbalzato. Il primo dei 19 portali realizzati è del 1970: dieci formelle su due ante per la chiesa della Sacra Famiglia a Piacenza. Nel 1985 realizza quello della chiesa di Santa Maria di Montebruno di Torriglia in quattro riquadri con i miracoli della Madonna. Nel 1987 quelli forse i più riusciti, di Tarsogno (PR), portale centrale in 6 formelle con i miracoli di Gesù e la resurrezione [48] e quello di Piozzano in 6 formelle con scene della vita di Gesù.[49]
Il catalogo di Stefano Pronti elenca poi tutte le opere di collezione nelle quali rilevante è la rappresentazione della figura femminile. La donna nella maternità [50]o nella famiglia.[51]Le sue ragazze con micio, [52] nastro, [53] pizzo[54]ecc. o alla finestra,[55]al balcone,[56]ritratte a mezzo busto in legno di rovere sono tutte sculture di qualità elevata come pure quelle delle suonatrici di organo,[57] flauto,[58]violoncello,[59]ecc. Suggestive le opere intitolate “Omaggio a”: Antelami, [60]Klimt,[61]agli Etruschi,[62]ecc. Notevoli sono le sculture a carattere religioso: Re Davide all’arpa,[63]Mosè salvato dalle acque,[64]La vergine saggia,[65]la Samaritana al pozzo,[66]le Annunciazioni,[67]le visitazioni [68]ecc.
Fra i monumenti realizzati da Perotti ricordiamo la statua della Madonna delle genti [69] del 1965, in bronzo, alta 3,50 m. per il Santuario di Stra in Alta Val Tidone, quella in marmo bianco dell’Arcangelo Raffaele posto nel 1974 sulla vetta del monte Crociglia,[70] fra Genova e Piacenza; quella in bronzo di Cristoforo Colombo [71] collocato nel 1977 a Los Angeles davanti a quella di George Washington; poi i monumenti ai partigiani, in arenaria locale a Peli di Coli [72]; al Bersagliere in grandezza naturale, in bronzo, a Orzinuovi ; alla “gente di Montagna” di Groppallo[73] e quello che rappresenta i lavori nei campi a Montebruno di Torriglia; nel 1997 realizza il grosso medaglione posto davanti all’ Università Cattolica di Piacenza che ne rappresenta il logo e nel 2004 il monumento al Gen. Conte Felice Gazzola, in marmo giallo reale di Verona, collocato presso l’istituto d’Arte Gazzola. Tanti sono i bassorilievi realizzati : un posto importante rivestono le “Allegorie” : è del 1975 l’”Allegoria delle Arti e dei Mestieri”,[74] realizzata per una ditta di commercio all’ingrosso, in otto pannelli di travertino che rappresenta tutti i settori dell’attività commerciale della ditta. Da ricordare anche "l’Allegoria del Grano”, “l’Allegoria del vino” [75]realizzata per un’osteria, “l’Allegoria della vita” [76] della fine anni ’90.
Nei monumenti di arte funeraria Perotti prosegue l’attività del padre Giuseppe, costruendo le tombe con la loro decorazione artistica. Sono circa 200 le opere realizzate; i soggetti più ricorrenti sono la Resurrezione e la Deposizione[77] , in bronzo, in marmo o in pietra. Un’opera toccante è quella di un bimbo dormiente nella culla posta nel cimitero di Piacenza [78]. Gli angeli [79] , senza ali, che vegliano sulle tombe sono numerosi. Altri temi riguardano la famiglia [80] , la buona novella[81] , l’anima che sale in cielo [82]. Interessante è il bassorilievo in marmo rosa del Portogallo “ Cristo con i fanciulli “ del cimitero di Piacenza realizzato nel 1992 per commemorare i ragazzi che persero la vita travolti da una valanga al rifugio Brentei [83].
I ritratti, realizzati fin dall’inizio dell’attività, prima in terracotta e in bronzo, poi in marmo e anche legno, hanno vivacità e rispecchiano la personalità del soggetto modellato, come quelli dei pittori Pacifico Sidoli, Stefano Bruzzi e di Luciano Ricchetti[84]. A Perotti sono stati commissionati anche i busti di personaggi illustri come Enrico Mattei fondatore dell’AGIP, realizzato in marmo serpentino, collocato davanti agli stabilimenti SAIPEM di Cortemaggiore [85]. Per San Giovanni Battista Scalabrini[86][87] vescovo di Piacenza e fondatore dell’Ordine degli Scalabriniani, ordine al quale aveva aderito il fratello maggiore Antonio diventato missionario e premiato con “l’Angil dal Dom” per l’opera di assistenza agli emigrati,[88] sono state realizzate diverse versioni in marmo e anche cinque piccole statue il legno di ulivo per le missioni. Da ricordare sono anche i ritratti in marmo di Giovanni Rossi[89] fondatore della Cementirossi posto davanti alle antiche Fornaci di Ponte dell'Olio (PC) [90]. Un autoritratto di Perotti, in legno di rovere, è del 1985 [91]
Nelle sculture per arredamento ci sono alcune travi da camino in rovere con la rappresentazione delle quattro stagioni del 1973 o con medaglioni dei segni zodiacali nel 1981.[92]. Scolpisce anche basi per tavoli sia in rovere che in marmo di Carrara con rappresentazioni come : putti ,musica e poesia[93], musica e lettura , giochi bimbi , musica e ragazza con liuto e barboncino del 2003.[93]
Note
- ↑ Perotti Giuseppe. URL consultato il 12 dicembre 2025.
- ↑ Malfanti Giovanni. URL consultato il 12 dicembre 2025.
- ↑ Agazzani, p. 7
- ↑ Pronti, p. 62
- ↑ Agazzani, p. 8
- ↑ Pronti, p. 64
- ↑ Pronti, p. 70
- 1 2 3 Pronti, p. 68
- ↑ Pronti, p. 69
- ↑ Liberta 57, p. 3
- ↑ Agazzani, tav. 137
- ↑ Pronti, pp. 69-70
- ↑ fonte battesimale di Perotti Paolo (sec. XX). URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Pronti, p. 71
- ↑ L’arte di Paolo Perotti, su ilnuovogiornale.it.
- ↑ StoriaPC, p. 1378
- ↑ intervista al marmista scultore Francesco Perotti. URL consultato il 31 dicembre 2025.
- ↑ Pronti, p. 72
- ↑ Chiesa di Santa Brigida. URL consultato il 12 dicembre 2025.
- ↑ Santuario Madonna della quercia. URL consultato il 12 dicembre 2025.
- ↑ Paolo Maserati. URL consultato il 12 dicembre 2025.
- ↑ Pronti, p. 75
- ↑ Chiesa della Sacra Famiglia. URL consultato il 12 dicembre 2025.
- ↑ Pronti, p. 76
- ↑ Pronti, p. 276
- ↑ Pronti, p. 84
- ↑ Pronti, pp. 84-87
- ↑ Pronti, p. 90
- ↑ Pronti, p. 94
- ↑ Fiorentini, pp. 16-17
- ↑ Pronti, p. 242
- ↑ Chiesa Nostra Signora di Lourdes. URL consultato il 12 dicembre 2025.
- ↑ nuovo altare al Corpus Domini, in Libertà, 23.8.2024. URL consultato il 2 dicembre 2025.
- ↑ Perotti P. (1989), San Corrado Confalonieri. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Pronti, pp. 164-166
- ↑ Chiesa del Corpus Domini. URL consultato il 12 dicembre 2025.
- ↑ Pronti, p. 104
- ↑ StoriaPC, pp. 1378-1379
- ↑ Perché il premio a Paolo Perotti – le motivazioni (PDF), in Speciale S. Antonino – inserto de Il Nuovo Giornale – Pag. 6, 18.6.2010.
- ↑ Pronti, pp.231-274
- ↑ Perotti P. (1980), Altare in marmo scolpito. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Perotti P. sec. XX, Tabernacolo. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Pronti, p. 78
- ↑ ambone di Perotti Paolo (sec. XX). URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Pronti, pp. 175-182
- ↑ Perotti P. (1977), Bassorilievo raffigurante il bacio di Giuda. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Perotti P. (1977), Bassorilievo raffigurante il Crocifisso tra Maria e Giovanni. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Pronti, pp. 197-198
- ↑ Pronti, p. 199
- ↑ Pronti, pp. 12,13,71, 79,113,122,123
- ↑ Pronti, pp. 117,118,119, 120
- ↑ Agazzani, tav.138
- ↑ Pronti, p. 19
- ↑ Agazzani, tav.115
- ↑ Agazzani, tav.139
- ↑ Agazzani, tav.78
- ↑ Agazzani, tavv.74,134
- ↑ Agazzani, tavv.142,152
- ↑ Agazzani, tav.80
- ↑ Agazzani, tav.88
- ↑ Pronti, p. 92
- ↑ Pronti, p. 94
- ↑ Pronti, p. 42
- ↑ Pronti, p. 43
- ↑ Agazzani, tav.148
- ↑ Agazzani, tav.85
- ↑ Pronti, pp.46,47,125
- ↑ Pronti, p. 49
- ↑ Pronti, p. 151
- ↑ monte Crocilia – l’Arcangelo Raffaele. URL consultato il 4 dicembre 2025.
- ↑ Pronti, p. 115
- ↑ Pronti, pp. 200, 201
- ↑ Pronti, p. 202
- ↑ Pronti, p. 101
- ↑ Agazzani, tav.83
- ↑ Pronti, p. 102
- ↑ Pronti, pp. 207, 209
- ↑ Pronti, p. 211
- ↑ Pronti, p. 210
- ↑ Pronti, p. 214
- ↑ Pronti, p. 213
- ↑ Pronti, p. 216
- ↑ Pronti, p. 215
- ↑ Pronti, p. 189
- ↑ Pronti, p. 191
- ↑ Iconografia di San Scalabrini nella diocesi di Piacenza-Bobbio. URL consultato il 25 novembre 2025.
- ↑ Pronti, p. 192
- ↑ Pronti, p. 60
- ↑ Pronti, p. 195
- ↑ Pronti, p. 193
- ↑ Pronti, p. 187
- ↑ Pronti, p. 217
- 1 2 Pronti, p. 218
Bibliografia
- Alberto Agazzani, Paolo Perotti – sculture 1950-2001, Piacenza, Tipolito Farnese, 2001.
- Ferdinando Arisi - Leonardo Bragalini, Monumenti Religiosi Piacentini, Piacenza, TIP.LE.CO, 1994.
- Ersilio Fausto Fiorentini, Dieci nuove chiese parrocchiali nella Piacenza del dopoguerra, Piacenza, Il nuovo giornale, 14.6.2002.
- Ersilio Fausto Fiorentini, Le Chiese di Piacenza, Piacenza, T.E.P., 1985.
- A. Ambrogio, La mostra di arte sacra, in Libertà, 3.5.57. URL consultato il 25 novembre 2025.
- Stefano Pronti, L’arte di Paolo Perotti, Piacenza, Grafiche Lama, 2009.
- vari, Storia di Piacenza: vol. VI tomo II – Il Novecento 1947-2000 – La scultura (Stefano Fugazza) – L’incisione e la xilografia (Leonardo Bragalini), Piacenza, TIP.LE.CO, 2002.
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Collegamenti esterni
- Paolo Perotti – Patrimonio culturale dell’Emilia Romagna, su bbcc.regione.emilia-romagna.it.
- San Giuseppe e il Bambino, su museartecontemporanea.it.
- Addio al decano degli scultori piacentini, su liberta.it.
- Addio al decano degli scultori piacentini, su youtube.com.
- Addio all’artista e scultore Paolo Perotti, Antonino d’oro nel 2010, su ilpiacenza.it.
- Paolo Perotti - Scultore, su valnure.info.
- L’arte di Paolo Perotti, su ilnuovogiornale.it.
- Mezzo Secolo di Amicizia e di Scultura - Giorgio Groppi e Paolo Perotti, su youtube.com.
- l’opera teologica di Perotti in Nostra Signora di Lourdes, su ilnuovogiornale.it.