Parco Mezzi Cingolati e Corazzati

Rappresentazione del Parco Mezzi Cingolati e Corazzati, visto dall'alto, con le tre macroaree principiali.

Il Parco Mezzi Cingolati e Corazzati dell'Esercito Italiano (noto anche come Comprensorio militare "A. Vidoletti"[1] o colloquialmente come Deposito di Lenta) è un'infrastruttura logistica della forza armata italiana[2] situata nel comune di Lenta, nella provincia di Vercelli.[3]

L'area rappresenta uno dei più grandi centri di concentrazione e stoccaggio di veicoli corazzati e cingolati dismessi o in riserva a livello europeo, avendo ospitato storicamente una flotta oscillante tra i 2 000 e i 3 000 mezzi corazzati.[4] L'infrastruttura assolve a compiti di sostegno logistico in patria, conservazione del materiale d'armamento in riserva e gestione dei vettori destinati all'alienazione o al ricondizionamento.[5]

Storia

Origini e sviluppo

L'area in cui sorge il comprensorio militare nacque originariamente nella prima metà del XX secolo come stabilimento e deposito di proprietà del Gruppo Fiat, utilizzato per la logistica e il parcheggio di autoveicoli commerciali e industriali.[6] Successivamente, nel secondo dopoguerra, il demanio militare acquisì la struttura per destinarla alle esigenze dell'Esercito Italiano, che necessitava di ampi spazi pianeggianti e isolati per la gestione dei mezzi pesanti ereditati o acquisiti durante la Guerra fredda.[6]

La scelta geografica ed economica

Conformazione tipica del territorio delle Baragge, scelto per creare il parco mezzi.

La scelta di Lenta come polo strategico di stoccaggio risponde a precisi fattori geografici, geologici e logistici:

  • Isolamento e sicurezza: la struttura sorge all'interno del bioma delle Baragge, un'area pianeggiante ricoperta da brughiere e boschi, circondata dalle risaie del vercellese. Questo garantisce una naturale protezione visiva e una facilità di sorveglianza perimetrale.
  • Resistenza del terreno: a differenza delle adiacenti risaie allagate, il suolo della Baraggia presenta un terreno compatto, argilloso e asciutto, ideale per sopportare l'enorme carico statico di migliaia di veicoli pesanti (con masse comprese tra le 12 e le 50 tonnellate ciascuno) senza cedere o sprofondare.
  • Logistica ferroviaria e stradale: la vicinanza ai grandi poli industriali del Nord-Ovest e la presenza di raccordi logistici hanno storicamente agevolato lo spostamento di intere colonne corazzate tramite convogli ferroviari o vettori pesanti.

Nel 2015, la caserma del comprensorio è stata ufficialmente intitolata al Sottotenente Angelo Vidoletti,[1] insignito di Medaglia d'oro al valor militare alla memoria durante la Campagna italiana di Russia nella Seconda guerra mondiale.[7]

Organizzazione e gestione

Il comprensorio opera come organo esecutivo logistico. Dal punto di vista della catena di comando militare, il Parco Mezzi Cingolati e Corazzati di Lenta non è un ente autonomo, ma transita alle dirette dipendenze del Comando logistico dell'Esercito attraverso la TRAMAT ed i due enti dipendenti: il polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza e il polo di mantenimento dei mezzi di telecomunicazione elettronici e optoelettronici con sede a Milano (Caserma "Tanzi").[8]

La gestione quotidiana in loco e i servizi di protocollo d'area sono affidati a un Direttore, ruolo storicamente ricoperto da un ufficiale con il grado di Tenente colonnello.[9]

Mezzi stoccati e procedure

Tipologia di flotta

Obici semoventi M109 dell'Esercito Italiano; dal 2022 stoccati nel parco mezzi.

La stragrande maggioranza dei veicoli custoditi a Lenta appartiene alle generazioni di mezzi corazzati impiegati dall'Italia dagli anni settanta fino ai primi anni duemila.[10] Tra i modelli censiti ufficialmente dalle inchieste giornalistiche e ministeriali figurano:[4][11][10]

Logica di stoccaggio e conservazione

I mezzi all'interno del parco non sono abbandonati bensì vengono catalogati in base al loro stato d'uso e alla loro destinazione finale.[10]

  • 1. Riserva Strategica / Flotta "Inattiva": mezzi strutturalmente integri che l'Esercito mantiene come riserva in caso di necessità di mobilitazione straordinaria o per programmi di cessione a nazioni estere.
  • 2. Polo per parti di ricambio (cannibalizzazione): molti veicoli considerati obsoleti vengono conservati per prelevarne componenti meccaniche ed elettroniche ancora funzionanti, necessarie a mantenere in efficienza i mezzi analoghi ancora in servizio operativo presso i reparti o per i mezzi speciali del genio militare (es. carri pionieri o gittaponti).[13]
  • 3. In attesa di alienazione: veicoli destinati alla demolizione e al riciclo dei materiali ferrosi tramite bandi di gara d'appalto gestiti dall'Agenzia industrie difesa (AID).

Strategia e funzione

Il mantenimento a lungo termine di una flotta dismessa così vasta risponde a vincoli legali ed economici internazionali:[14]

  • trattati CFE e limitazioni internazionali: il Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa (CFE) impone rigidi massimali numerici sui sistemi d'arma pesanti posseduti da ciascuna nazione. Lo smantellamento o la vendita di carri armati deve seguire iter di certificazione internazionali lunghi e complessi per dimostrare la reale "demilitarizzazione" del mezzo (es. il taglio della canna del cannone o l'asportazione dei sistemi di puntamento).
  • costi di demolizione e fluttuazione dei metalli: la demolizione di un carro armato da oltre 40 tonnellate richiede lo smaltimento di liquidi inquinanti (oli, carburanti), la rimozione di componenti speciali e il taglio di spesse piastre d'acciaio balistico. L'Esercito procede alla distruzione tramite lotti periodici affidati a ditte specializzate solo quando i bilanci della Difesa lo permettono o quando il valore di mercato del rottame metallico rende l'operazione economicamente sostenibile.[4][11]

Note

  1. 1 2 (PDF) INTITOLAZIONE DEL COMPRENSORIO MILITARE DI LENTA - pagina 4. N. 42 - maggio 2015 (PDF), su anai.it.
  2. ↑ Scheda Unità Organizzativa, su indicepa.gov.it.
  3. ↑ Parco Mezzi Cingolati e Corazzati - Ministero della Difesa, su www.difesa.it. URL consultato il 20 giugno 2026.
  4. 1 2 3 4 5 Quei tremila carri armati abbandonati a Lenta, in La Stampa, 19 marzo 2015.
  5. ↑ Atto Autorizzativo N° 181N E.F. 2024 - Fornitura gasolio Comprensorio Vidoletti, Parco Mezzi Cingolati e Corazzati - Servizio Amministrativo, 2024.
  6. 1 2 Giallo sui carri armati partiti dal Piemonte e arrivati in Ucraina, in Torino Cronaca, 9 maggio 2023.
  7. ↑ Un carro armato diventa monumento a Lenta di Vercelli, su Congedati Folgore, 11 aprile 2016.
  8. ↑ 3° Centro Rifornimento e Mantenimento MILANO, su www.esercito.difesa.it. URL consultato il 20 giugno 2026.
  9. ↑ Amministrazione e Protocollo AOO MD_E23082, Ministero della Difesa.
  10. 1 2 3 (PDF) Atto autorizzativo 14 del 24/01/2024. (PDF), su esercito.difesa.it.
  11. 1 2 3 4 L'Italia ha tremila carri armati in un bosco, in L'Espresso, 19 marzo 2015.
  12. ↑ (EN) Italy May Resume M109L Howitzers Deliveries to Ukraine After Two Years Break, but Their Condition Is in Question, su en.defence-ua.com.
  13. ↑ Mezzi ed equipaggiamento, su esercito.difesa.it. URL consultato il 20 giugno 2026.
  14. ↑ Bando riduzione parco mezzi, su difesa.it.